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Topper Harley (Alessandro per gli amici) nasce, come aveva sempre desiderato, alla fine del secolo scorso, ad insaputa dei suoi genitori e senza che gli venisse chiesto.
Fin da piccolo mostra una certa tendenza a rifiutare le convenzioni: non si lascia mai fotografare in viso, non vuole giocare a pallone con i piedi e, sino all’età di nove anni, è l’unico bambino del condominio che non sa usare il bidet. Cresce nutrendosi di cioccolato e cartoni animati, studiando nel tempo libero e giocando a basket, sino a quando smette all’improvviso, a soli due centimetri dal metro e ottanta. Con la maggiore età trova la fede e diventa ateo. Dopo la scuola, prova a dare una svolta alla propria vita arruolandosi nei paracadutisti: tuttavia l’ordine e le armi lo stancano presto, capisce che quello sarà un anno perso. La sua indole non violenta lo guida verso attività più pacifiche. Inizia a fare l’arbitro di pallavolo, uno degli sport più innocui del mondo che però, scoprirà presto, non lo renderà immune da insulti e aggressioni. E dalle corna. Si iscrive quindi all’università per seguire psicologia, anche se i giornali di allora insinuano seguisse una psicologa. La vera svolta arriva nel momento in cui incontra una professoressa di lingue di cui si innamora perdutamente e che ricambia la passione con ardore e candore. Vivono insieme a lungo, ognuno a casa propria, senza far danni né bambini finché un giorno, per motivi ancora ignoti, Lei lo abbandona e lui, rifugiatosi in esilio nella città eterna, decide di aprire un blog per raccontare tutto il resto.
Lo shock è forte ma, grazie alla birra e alle fidanzate degli altri, reagisce pian piano buttandosi in esperienze sempre nuove che, puntualmente, finiscono. Come attivista climber di Greenpeace, per anni si arrampica su ponti e tralicci nei posti più reconditi del pianeta per srotolare, appeso ad una corda, striscioni di protesta nel vuoto. Viene arrestato a Roma in occasione della visita del presidente nero al papa e, in cella, davanti ad una macchinetta del caffè, che tra l’altro non prende, capisce cosa vuol fare del proprio futuro. Smette di bere e inizia a viaggiare per il mondo come mai aveva fatto prima, ossia pagando, perché ha trovato un lavoro stabile che nel frattempo, oltre a renderlo indipendente e dipendente a tempo indeterminato, gli regala uno splendido mutuo. Cresciuto su un’isola misteriosa, non può non amare il mare e, dopo aver conseguito un paio di brevetti imbrogliando per giunta agli esami, si dedica alle immersioni subacquee. Adora anche l’acqua dolce e sceglie il nuoto agonistico per dar sfogo alle proprie agonie, senza però mai vincere una gara. Grazie al caos, sulla strada per la serenità, trova una nuova lEi che lo rende serenamente irrequieto come ormai non pensava più di poter essere ma il Cammino, quello di Santiago, gliela porta via in maniera inaspettata.
Oggi Topper (sempre Alessandro per gli amici) è felicemente sposato con le sue cause. La più importante, attraverso la sua associazione Mamma Africa, riguarda il volontariato in un villaggio africano del Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo dove, oltre al cibo, manca persino la fame. Vive ancora da solo ma non più in esilio, ogni tanto esce, soprattutto con la sua Vespa. Ha due bellissimi nipoti e una tartaruga di nome Godzilla. Nessuno è ancora riuscito a fotografarlo in viso. Continua a scrivere cazzate sul blog.

170 thoughts on “Top

  1. Intensa questa tua biografia. Quasi quasi inizio a leggerti 🙂
    Eh sì, 337 post (in 5 anni) sono tanti, quindi merito una pausa!
    Ciao, grz del passaggio,
    Maria Rosaria

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      1. uhmmm…così mi incuriosisci!
        Che potrei leggere mai?? Di mare, di musica, di amore, di mondo, di valori (greenpeace ad es) e volontariato, e tanto ecc…
        ecc…
        Mi invoglia il fatto che scrivi poco, cioè non un post al giorno, almeno così deduco dal tuo commento da me. (ecco riemergere la mia fase di stanca, ma intanto sto qui a gironzolare. Di staccarmi sul serio non se ne parla, non ancora almeno…)
        Ah, questi blogger che tipi strambi che siamo! Proprio strambi a scegliere tale impegnativo “passatempo”.

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        1. Oggi leggeresti di me e di quello che faccio, sai che palle. In passato avresti letto una marea di cazzate che però, nonostante tutto, erano mie.
          Scrivere, sul blog per giunta, è comunque qualcosa di più di un passatempo, una passione direi.

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        2. è sicuramente qualcosa di più di un passatempo (virgolettato), passione forse sì, bisogno forse pure.
          Liberazione, ha scritto giorni fa un amico blogger, liberazione.Cazzate, pallosità e banalità comprese. Figurati se in 337 post io non ne abbia scritte…hai voglia… 😉

          Tornerò (mi sa). Ciao,
          Marirò

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  2. Mah, scrivo qui, visto che i commenti dell’ultimo post non funziano. Ho letto qui e là alcuni post. Li trovo intrisi di becero sentimentalismo, circonvoluzioni di pensieri sull’amore per il nulla. Anzi, no. Circonvoluzioni di pensieri sul nulla in generale, rende meglio. Non a caso, le “donne” di cui parla sono insopportabilmente vuote e finte: descrizioni tipiche di chi non ne capisce un tubo. Però mi è venuta voglia di rileggermi Il Werther per disintossicarmi da tante astruse banalità. Temo che lei di amore non sappia un tubo, signor Topper. Ma, come molti che non ne sanno un tubo, non può proprio fare a meno di parlarne.

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      1. Contenta lei, a stare con un giuggiolone che si diverte a fare il piacione beato tra le donne come Fonzie …

        P.S. Che i commenti qui siano solo un pro-forma è indubbio: in caso contrario ci sarebbero anche quelli maschili. Non a caso, vedo solo complimenti scemi da donnicciole sbatti-ciglia. Si vede che soddisfano il suo fragile ego. Ti saluto, Fonzie.

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        1. Si rassegni, me ne vado quando lo dico io. Ho capito che preferisce l’acquiescenza bovina, ma casca male. Mai stata bionda. Non è un caso.

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        2. Uuhhhh…che meraviglia questo dibattito.
          Mi intrometto, signor o signora Silver Silvan (sono indecisa tra la gelosia femminile e l’invidia maschile).
          E’ molto interessante tutto quello che scrive, ed invidio la sua capacità di creare un quadro sensa senso pur utilizzando parole che un senso lo hanno. ” bionde acquiescenti bovine”…ma lo sa che ce ne vuole per elaborare un tale concetto? Anche se il mio intervento non è richiesto, non posso fare a meno di tuffarmi in polemiche e risse virtuali quando ne scorgo di avvincenti, dunque voglio presentarmi…io sono mora con riflessi rossi, mi sento poco acquiescente, sono un po’ bovina causa allegra ciccetta, ho gli occhi verdi a mio sfavore che sicuramente secondo lei saranno una micidiale arma sbatticiglia, il mio alter ego è Mafalda, e trovo il sig. Topper Harley totalmente discostante dalla descrizione che lei ne fa…anzi, in verità non capisco PERCHE’ tanto spreco di giudizi che nulla hanno a che fare con l’arte e la creatività.
          Io Topper l’ho “conosciuto” oggi sul mio Blog, ma mi è bastato poco per arrivare a conclusioni diametralmente opposte alle sue.
          I suoi commenti stanno al Blog di Topper, come Fabio Volo sta alla letteratura…e dico questo perché è davvero sgradevole leggere cose tanto inopportune e sotto un’autobiografia così piacevole ed ironica….che peraltro descrive una persona eclettica e piena di interessi e creatività, il che mi porta a pensare che sia ben lontana da Fonzie, che ahimé era tanto simpatico, ma aveva una sola fissazione.
          Io la invito a rendersi conto del tono dei suoi commenti, davvero fuori luogo e pieni di isteria senza motivo.
          Lei è riuscita/o in poche righe a:
          – offendere il nome di Topper Harley , e per noi cinemaniaci di spessore è cosa altamente grave.
          – offendere Fonzie, dandogli solo del bamboccione attirafemmine
          – offendere un Blogger divertente ed intelligente, e musicalmente cazzuto
          – offendere Bionde
          – offendere Bovini
          – dare degli acquiescenti agli acquiescenti
          – dare delle sbatticiglia a tutte coloro che commentano
          – a fare del razzismo contro le more…anche noi rivendichiamo la nostra acquiescenza bovina!!

          …ma soprattutto a dire una marea di banalità a mio avviso completamente attaccabili….

          Un saluto a lei, e un battito di ciglia per Topper.
          Stephy

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        3. Sono io ad invidiare te! Oltretutto sei Mr. Incredible! Saranno stati i tuoi superpoteri ad allontanare la bertuccia. Da qui continua a passare ma alla fine basta darle i croccantini che smette di abbaiare e torna nella cuccia.

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  3. Una vita così per me é davvero un sogno. Non so veramente che tipo sei ma le tue parole riescono a trasmettere…..non so dire bene cosa.
    Io ho fatto il Cammino di Santiago… Forti emozioni, ma al mio rientro la mia vita mi ha aspettato per come l’avevo lasciata. Un bacio.
    Luna

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    1. Il cammino è una cosa soggettiva, ognuno lo vive a proprio modo e non c’è niente di strano nel tornare alla propria quotidianità con una certa malinconia, anzi. Eppure dici tu stessa che di emozioni forti te ne ha date, non è una cosa da poco.
      Ti ringrazio per le tue parole.

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  4. Mi duole informarti che ci sono uomini che sono arrivati a metà della loro vita senza conoscere l’uso del bidet.
    C’è una curiosità che mi corrode. Sapere cosa c’entra il Cammino di Santiago con la sparizione della tua donna ideale.

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    1. Beh, il bidet è praticamente sconosciuto in molti paesi europei. Preferisco pensare che tu ti riferisca a quelli!

      Non era la mia donna ideale, era lEi. Il cammino mi ha fatto capire che non potevo starle accanto, non era giusto.

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  5. A me di sbatter ciglia non mi riesce proprio…succede che invece ne viene fuori l’occhiolino…ma insomma non è la stessa ma poco importa.
    Va bene il saluto
    Avviso: il mio blog e tutto un copiaincolla…quindi sono io a dirti che, forse, non ne vale la pena……

    un sorriso
    .marta

    PS: invece io ti seguo…sta storia di questa lEi m’incuriosisce…

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  6. Mi è piaciuto un sacco sapere della tua vita in così poche righe, come “la storia del Titanic in 30 secondi”: sicuramente dopo aver letto la tua biografia non potrò dire di conoscerti ma sono curiosa di leggerti. Hai un blog fighissimo tra parentesi (solo il mio fa cagare???!!!) 😉

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      1. Non è vero che il tuo fa cagare! E’ tuo, conta questo. Col tempo poi troverai modo di renderlo sempre migliore. Ma sarà sempre quello che scrivi a renderlo interessante, per te soprattutto.
        Quanto alla mia biografia che dire? Grazie! Ne ho fatte di cazzate, eh.

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  7. Sono un po’ confusa… ma, quindi, se Topper Harley è il tizio del film, tu chi saresti!? Secondo me, in realtà sono realistiche “solo” le ultime righe della tua presentazione … tutto il resto no! Però mi piace che tu ti senta così in sintonia col vero Topper 🙂
    un po’ come io mi sento in sintonia con Nichiren!

    Comunque, vorrei davvero che tu vivessi a Ulan Bator, così potresti parlarmi un po’ della Mongolia! Mi affascina da quando ho 11 anni.

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    1. In realtà è tutto realistico, anzi proprio reale nonostante possa non sembrarlo. E poi non è questione di sintonia, al massimo di omonimia. Di Ulan Bator (non però di tutta la Mongolia) posso parlarti quando vuoi.

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  8. Be’ con una tale biografia chissà cosa mi regaleranno i post! Ecco che la mia vita mi appare ancora più grigia di prima. Ecco che con più forza cercherò il cambiamento. Hai tratteggiato un profilo che induce curiosità, una sorta di Jack Folla?

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    1. Conosci Jack Folla? Che piacere! Magari avessi un briciolo del suo carisma nello scrivere e nel parlare. E’ stato un mio mito e ha indubbiamente segnato una parte della mia vita. Sono sicuro che la tua non è così grigia come dici, passerò a controllare!

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    1. Jack Folla! Quanti ricordi! Era il mio mito, ho ancora un sacco di cassettine con le registrazioni, per non parlare degli articoli e dei libri. Mi ha insegnato ed emozionato tantissimo. Ho anche partecipato alla “Notte degli Albatros”, secoli fa, la ricorderò a vita.
      Grazie…

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        1. E’ vero, non esistevano nemmeno i blog. C’era un appuntamento fisso quotidiano in cui tutti, virtualmente, ci sentivano vicini. Gli incontri successivi e tutti i gruppi che si sono formati effettivamente somigliano molto a quelli che avvengono oggi tra chi si conosce in rete.

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  9. Ciao Topper, hai fatto un miliardo di cose finora, ma hai davvero vissuto? Scalare montagne, andare sott’acqua, girare il mondo, certe volte sono solo una fuga da se stessi. Topper, il tuo nome evoca il “top” la cima di qualcosa, forse la montagna che hai scalato per arrivare qui, forse la tua mente che ti ha portato in giro, forse qualcosa al di sopra di te, un ideale. Hai avuto molte esperienze interessanti, ma hai realmente vissuto? Non è una provocazione la mia, chiarisco, ma solo un modo per farti uscire di più 🙂

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    1. Gran bella osservazione la tua, dimostra che sai guardare tra le righe. Perché sì, all’inizio, tanti anni fa, molte di queste avventure (altre sono arrivate dopo) erano esattamente una fuga, proprio dalla Lei che ho citato e che ha portato all’apertura di questo blog. Ma è stato un periodo, seppur durato… un po’. Vivevo, molto fuori e poco dentro, dovevo riempire dei vuoti. Poi le parti si sono invertite. Ho imparato a valorizzare tutto ciò che mi portavo dentro, ho smesso di fuggire e quelle attività ho iniziato a scremarle, a sceglierle in base a cosa potevano darmi e soprattutto farmi sentire. Alcune le ho lasciate (anche se con orgoglio ricorderò per sempre di averle fatte), altre le coltivo tuttora e mi fanno sentire molto vivo, in tutti i sensi. Non sono più una necessità, sono parte di me.

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  10. Ciao Topper, grazie per esserti iscritto al mio blog.
    Bello il tuo pseudonimo e anche la tua “fantastica” biografia.
    Ho visto molte tue bellissime foto su Facebook (anche se io non ho alcun account su questo social network) e notato che, pur essendo molto giovane (almeno rispetto a me) hai molti interessi e hai viaggiato molto.
    Ti auguro ogni bene e ti seguirò da oggi in avanti.

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    1. Ciao Neda, sono arrivato tramite un’amica comune e mi è piaciuto subito il tuo blog. Le mie foto in realtà sono su Instagram, ma poco importa: mi appassiona tanto scattare quanto scrivere, ci seguiremo qui.
      Grazie e a presto!

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      1. Io ho visto quelle su Facebook (di solito clicco sull’immagine di copertina, poi ricarico la pagina e clicco su “torna all’album” e di foto ne vengono fuori tante. Cercherò anche le altre tue su Instagram e le metterò nei preferiti così continuerò a seguirti anche da lì. Io sono un po’ scarsa come fotografa, ma le foto del mio piccolo mondo le puoi vedere su Flickr, nella colonna a destra del mio blog. Una volta aperto il photostream, cliccando su “album” si aprono le varie raccolte tematiche.
        Ciao, buona giornata e buon divertimento.

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        1. Grazie! Le foto di Instagram vengono condivise in automatico su Facebook, per cui è lo stesso. Darò un’occhiata alle tue con molto piacere!
          Buona giornata.

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  11. Buongiorno Alessandro-per-gli-amici e grazie per aver decido di seguire il blog del bradipo. Dopo aver letto la tua biografia il bradipo si sente lusingato di aver attirato la tua attenzione! E già si appresta, con le sue 42 yarde giornaliere, a seguirti 😀
    Ciao
    Sid

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  12. Ciao Alessandro, grazie di aver scelto il blog di una quasi nonna che aspetta il primo nipotino per uscire dalla monotonia di una vita sedentaria. Mi piace questo tuo sdoppiamento, sei abile a non far capire chi sia Topper e chi Alessandro, crei suspence nel lettore e ne viene fuori un personaggio che non sai se scherza o fa sul serio. Mi è piaciuto leggerti, anche se non amo i blog con articoli lunghi, mi stanco subito. Mi sei simpatico per questa tua sfacciataggine nel parlare di Topper, per questo scelgo anche io il tuo blog e spero di leggerti ancora. Ciao simpaticamente Maria

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    1. Non ho scelto il tuo blog, sono passato per caso e mi è piaciuto. Io di nipotini ne ho due, anche se come zio e posso capire un po’ l’attesa. La vita sedentaria può comunque stupirci ogni tanto e spero che sia così anche per te.
      Topper e Alessandro sono ormai la stessa persona. Uso spesso delle metafore, dei giochi di parole che non sempre vengono fuori bene, ma tutto quello che scrivo di me corrisponde al vero. Grazie della visita, ricambio volentieri. A presto!

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  13. Ciao! Grazie, Alessandro per avermi iniziato a seguire. Dopo aver letto la tua bio e l’ultimo articolo, ho contraccambiato senza indugio. Quando capita — come nella vita là fuori, quando tendo a fidarmi di qualcuno — è perché sento di avere delle cose in comune.

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        1. Certo, ma il discorso è molto più complesso. Forse potevo scegliere di fare altro ed evitare l’incidente o di proteggermi per non prendere la malattia. Pensiamo sempre che le nostre scelte abbiano un effetto immediato ma non è sempre così.
          Comunque è chiaro cosa intendi, non voglio filosofeggiare…

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  14. Caro Ale (posso chiamarti così visto che già non ami farti fotografare in viso, abbrevio anche il nome) 😂😂😂
    Che dire, hai scritto una Biografia a dir poco esilarante 😊 Descrivere il proprio percorso di vita e di esperienze incontrate sulla strada in modo così leggiadro e ironico, beh non è da tutti, quindi complimenti

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    1. Esilarante è un termine nuovo per questa biografia, ma ci sta tutto! L’ironia mi appartiene da sempre. E’ con ironia che ho superato momenti difficile e con ironia che ho cercato di descrivere qui alcune delle esperienze più significative della mia vita.
      Grazie per i complimenti!

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  15. Scusa è partito il mio commento a metà!
    Volevo aggiungere che sicuramente ti sei arricchito e ti sei costruito una corazza di ferro per tutte le vicissitudini nel bene o nel male che hai affrontato!
    Non so se sei ora single X scelta o perché non hai ancora trovato la scarpa giusta per il tuo piede X continuare a percorrere la via dell’ancora inesplorato ignoto, ad ogni modo ti auguro di trovare la giusta serenità e felicità interiore! Un Caro saluto Maria e grazie di essere un mio follower 😘

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    1. La corazza me la sono portata addosso per qualche anno, era inevitabile. Comunque no, non sono single da qualche anno: ho al mio fianco colei che quella corazza me l’ha fatta buttar via dandomi la serenità che mi mancava. Ne parlo spesso nel blog, l’ultimo post è dedicato a lei.

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      1. Oooh solamente volevo fare una battuta con il rugby. Ecco! Sono condannata a parlare senza divertirsi, ma non fa niente! 😀 Anch’io mi piace molto molto molto il rugby – no per giocare, solamente guardarlo. Anch’io ero volontario.Tu vai spesso nello Burkina Fasso?

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        1. Ma certo! Ho capito che scherzassi, non fraintendere. Il rugby è comunque migliore del calcio!
          In Burkina Faso vado una volta l’anno. Ma non questo a causa di un attentato nella capitale che ha bloccato la missione. Volontario per cosa?

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        2. Ho trascorso tre estati nei campi profughi alla frontiera turco-syriano con il Türk Kızılayı (La Red Crescent turca). Durante due estati ho lavorando in i campi ufficiali in Ceylanpınar, non sono dottore, chirurgo né infermiera, quindi stavo diventando multifunzionale, lezioni di inglese, cucinare, etc, ma sopratutto ascoltare e …. ascoltare. E l’altra estate in non-ufficiale campi (anche con il Türk Kızılayı), il più delle volte per i profughi Türkmen (iracheni Türkmen) aiutavo per le prima necessità e per i raggrupamenti familiari sulle montagne nei dintorni.

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        3. Tanta ammirazione per queste tue esperienze, ben diverse dalle mie in Africa, anche se immagino altrettanto intense.
          Ascoltare… hai proprio ragione! Ma vai ancora in questi luoghi?

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        4. Se c’è dell’ammirazione, penso che deve essere destinata ai profughi; voglio essere il primo gradino delle scale che aiuta. Affrontare i danni collaterali della guerra esige 200% di presenza. Non so se sono pronta; le persone del türk kızılayı sono molto rigorosi, dicono :”se non sai, non vieni.” – una fermezza necessaria. E tu? Come sono le tue esperienze in Burkina Faso?

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        5. Non conosco il contesto di cui parli ma posso immaginare quanto sia difficile. In Burkina Faso è diverso da questo punto di vista perché la gente non ti chiede niente, non fugge, vive lì perché ancora è possibile. Tutto sommato il Paese è tranquillo, forse proprio a causa dell’estrema povertà. Noi abbiamo “adottato” un villaggio lontano dalle città, dove manca praticamente tutto. Quello che facciamo è sempre ben accettato dalla popolazione perché è evidente che andiamo lì per aiutare e questo aiuta molto noi. E’ come una grande, enorme famiglia, gli abitanti però sono oltre 12.000, quindi l’impegno non basta mai. Negli anni abbiamo fatto buone cose lavorando su tutti i fronti, i risultati si vedono e ne siamo orgogliosi. Certo è che non ci fermiamo…

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  16. Una vita da funambolo, sempre in bilico tra cielo e abissi, quella che intravedo tra le righe. Una vita stravolge i nostri progetti e ci costringe a fare i conti sempre con nuove realtà, alla ricerca della nostra parte migliore. E così, leggendoti, ho avuto la sensazione di avere dinanzi un uomo in cammino, che non teme di porsi domande e di cercarne le risposte; un uomo cresciuto tra ginocchia sbucciate e sorrisi amari, che, però, ha forse trovato finalmente la sua strada.

    Comincio a seguirti da qui, ora.

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    1. Apprezzerei questo commento anche se non parlasse di me. Hai descritto con parole nuove quello che effettivamente sono: una persona normale che ha fatto e continua a fare il proprio cammino, sbagliando e cambiando strada ma, come dici, senza timore. Del resto chi non lo fa? Andiamo avanti, tutti, in ogni caso, anche quando crediamo di star fermi. Io forse ne ho solo coscienza.
      Grazie, vengo a leggerti con calma.

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  17. Alessandro, ignoravo fino a pochi minuti fa l’esistenza di un Topper Harley, devo dire che non si finisce mai di imparare 🙂 ti faccio i complimenti per il tuo blog, soprattutto perché attraverso l’autoironia e i racconti delle tue avventure sei riuscito (o forse ancora no) a superare situazioni dolorose. Ti seguo più che volentieri!

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    1. Mi fanno piacere queste parole. Le situazioni dolorose di cui ho parlato sono prevalentemente ragioni del cuore e, tutto sommato, mi reputo fortunato a non aver dovuto affrontare in vita mia problemi più gravi, anche se allora mi sembravano insormontabili. Tra l’altro è proprio per questo che circa dodici anni fa ho aperto questo blog. L’ironia mi ha aiutato molto, è un arma di difesa preziosa.
      Bentrovata allora, avremo occasione di “parlare” ancora.

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  18. Ti dirò… ho letto poche presentazioni con questa verve. Storia molto interessante la tua.

    Comunque valeva la pena di seguirti anche solo per la musica che, deduco dall’elenco dei concerti, ascolti.

    Elena

    Ps: anche io pago per viaggiare. Non ho ancora capito se sia una sfortuna o un grande privilegio.

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    1. Grazie, non sarei stato capace di descrivermi senza ironia, un ingrediente per me importante quando devo raccontarmi. Del resto è tutto vero, come lo sono i concerti che sì, rispecchiano i miei gusti.
      Ero passato casualmente dal tuo blog e mi era piaciuto l’ultimo post, ho visto che parli di viaggi e insomma, non posso non seguirti. Sto provando anche io a riportare qui i miei diari ma è un lavoraccio che va molto a rilento…
      I soldi mi permettono di viaggiare. Non che ne abbia, ma quando mi trovo qualcosa in tasca il primo pensiero è partire. Privilegiati sono quelli che si fanno pagare forse. Difficilmente si viaggia senza spendere, a meno che non sia quella la propria vita. Per ora. fortuna o sfortuna (a cui comunque non credo) direi che va bene così.

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