Cobra Kai

Karate Kid è stato uno di quei film che, piaccia o non piaccia, conosciamo tutti. Io lo avrò visto decine di volte quando ero ragazzino, poi sono cresciuto e mi sono reso conto di quante cazzate abbia visto in vita mia. E soprattutto di quante ne continui a vedere.
La prima stagione di Cobra Kai non è passata inosservata, ha recuperato dall’oblio tutti gli attori vivi del film e ne ha riproposto i personaggi in maniera genuina. E’ stata una sorpresa ritrovarli invecchiati nelle loro nuove realtà e questo ha dato slancio alla serie, nonostante il target fosse decisamente adolescenziale e il budget ridicolo (la serie è nata per YouTube, Netflix ne ha fiutato il potenziale e l’ha fatta sua). Passata la sorpresa infatti, le altre stagioni si rivelano per quello che sono, un’accozzaglia di scene viste e riviste dove, ad intervalli, tutti lottano contro tutti, con continui cambi di schieramenti da un dojo (scuola di karate) all’altro con pretesti discutibili. Le scenografie sono sempre le stesse costruite all’interno di qualche studio e i dialoghi così di basso livello che è facile prevederli. I contrasti dei ragazzi coinvolgono gli adulti che non ci dormono la notte ma, a pensarci bene, sono stati gli adulti che, portando il karate nella vita dei ragazzi, li hanno deviati. Prima di impararlo infatti erano felici e spensierati. I protagonisti sono Daniel LaRusso, benestante e realizzato, che ogni due scene va a parlare col defunto maestro Miyagi triturando le… scatole con la sua mielosa saccenteria e il biondino Johnny Lawrence, che era il cattivo nel primo film e qui si dimostra il migliore di tutti: uomo fallito, buono ed imbranato, beve birra e mangia cibo spazzatura, ignora internet e la tecnologia e vive alla giornata fino a quando non ritrova stimoli allenando un giovane bullizzato a scuola. Johnny è il vero trascinatore, un misto di comicità e tenerezza che mi ha portato, ahimè, fino alla quarta stagione. Le puntate durano venti minuti e, nonostante la stupidità dei drammi giovanili, nel mezzo di una pandemia, tra una sbronza e uno sbadiglio, si possono seguire. Del resto guardo così tante cazzate che una in più non farà differenza.