Tornerò…

…anche se non me ne sono mai andato.

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Il punto

Si riparte, finalmente. Non solo per una vacanza ma anche per una competizione con un traguardo da raggiungere e, nel frattempo, una storia nuova da raccontare, ennesimo capitolo dello stesso libro – il mio – che ogni tanto sorprende con un colpo di scena. Un colpo, soprattutto, dove i punti interrogativi sostituiscono gli esclamativi, stanchi di dover stare sempre sull’attenti. Si sono ingobbiti, gli esclamativi, hanno perso la verve che li ha contraddistinti per mesi, rassegnandosi alle insicurezze e alla monotonia del niente. Porteranno le domande e arriveranno le risposte che però non riusciranno a raddrizzare gli interrogativi, anzi li elimineranno lasciando il punto. Perché quello conta: mettere punto.

Sarà una festa. Visiterò Madrid, sarò lì quando il Real si giocherà la finale di Champions con la Juve: non so per chi tifare, mi stanno sulle palle entrambe. In fondo, chi se ne frega. Prima di quel giorno mi aspettano il sole, il mare e cinque chilometri da nuotare al massimo lungo la spiaggia di Es Trenc, tra le più belle del Mediterraneo, in un’isola – Maiorca – che ho sempre snobbato, come tanti altri luoghi comuni. Non vincerò, non vinco mai e non posso vincere nemmeno stavolta, essendo alla mia prima gara in acque libere. E’ un battesimo. Non potevo scegliere una garetta da niente per inaugurare questa mia seconda carriera agonistica, dovevo fare le cose in grande. Ho sempre provato a farle, ma non sempre ci sono riuscito e spesso proprio per l’incapacità di mettere punto. Un mio difetto è non rendermi conto di quale sia il momento migliore per fermarsi. Vado avanti credendo di poter rendere il bello ancora più bello e non mi rendo conto che c’è un limite oltre il quale non bisogna sporgersi, perché il bello ha già raggiunto i suoi massimi e continuare a cercarlo equivarrebbe a perderlo.

Ora ci sono quasi. Lo vedo, il punto è lontano e ha la forma di una boa. Bracciata dopo bracciata si avvicina. Quando lo raggiungerò sarò stanco, contento, forse sollevato e paradossalmente triste, perché io quella boa non vorrei mai toccarla. E invece ci andrò a sbattere.

Quelli che splendono nel buio

Il bimbo che ti fa ridere all’improvviso senza volerlo. Gli amici che ti seguono quando gli parli del tuo oscuro lavoro e i colleghi che ti ascoltano se gli racconti della tua vita. La ragazza al bancone che arrotonda sul prezzo della pizza e il pizzicagnolo che ti fa assaggiare la mortadella. L’ottantenne che finisce una gara dopo un’eternità e il ventenne che lo applaude con stima. L’africano al semaforo che sorride a chi lo insulta. La sconosciuta che hai incontrato un giorno alla stazione e non hai più smesso di amare. Sono le persone che per un attimo escono dall’anonimato, si illuminano con un gesto e nel tuo pensare a loro non si spengono più.