Teddy

La copertina lascia già intendere di che tipo di romanzo si tratti. Una trama trita e ritrita in cui un’entità, presumibilmente malvagia, si manifesta attraverso un bambino che assume strani comportamenti e disegna cose che vede soltanto lui, finché qualcuno si incuriosisce, avanza dei sospetti, viene preso per pazzo, eccetera eccetera. Questo più o meno è quello che mi aspettavo. E mi stava pure bene, il libro l’avevo scelto apposta. Ciò nonostante, mentre con il ghigno di chi la sa lunga approfondivo la lettura, sono rimasto sorpreso sia dalla storia, che ad un certo punto prende una piega diversa dalle mie previsioni, sia dal fatto che i disegni del bambino sono realmente e fedelmente riportati tra le pagine e all’inizio, soprattutto per come vengono introdotti, sono davvero terrificanti. Poi diventano anche utili a capire cosa sta accadendo e questa è una particolarità nuova ed interessante per un libro. Si scoprirà che il titolo è più appropriato di quanto si possa immaginare e, nonostante il finale rimetta a posto le previsioni, posso dire di aver letto un romanzetto tutt’altro che malvagio. Come l’entità.

Jason Rekulak – Teddy