A quattro anni…

  • buio in sala e silenzio assoluto;
  • partita in diretta streaming piratato;
  • ingresso vietato a genitori, nonni, fratello, zio;
  • pancia da birra rigorosamente scoperta sotto la maglietta;
  • utilizzo consapevole della pancia stessa come poggia-oggetti (cellulare, lattina, libro ecc.);
  • rutto libero.

Quelli che splendono nel buio

Il bimbo che ti fa ridere all’improvviso senza volerlo. Gli amici che ti seguono quando gli parli del tuo oscuro lavoro e i colleghi che ti ascoltano se gli racconti della tua vita. La ragazza al bancone che arrotonda sul prezzo della pizza e il pizzicagnolo che ti fa assaggiare la mortadella. L’ottantenne che finisce una gara dopo un’eternità e il ventenne che lo applaude con stima. L’africano al semaforo che sorride a chi lo insulta. La sconosciuta che hai incontrato un giorno alla stazione e non hai più smesso di amare. Sono le persone che per un attimo escono dall’anonimato, si illuminano con un gesto e nel tuo pensare a loro non si spengono più.

E quindi pare che quest’anno ci rivediamo…

Non avevo comprato i biglietti per il concerto di Eddie Vedder a Firenze e ho fatto bene perché, pochi giorni dopo, viene fuori che il caro Eddie si esibirà pure a Taormina, al Teatro Antico. Vuoi mettere con Le Cascine? Eddie Vedder va in Sicilia e io non vado? Impensabile. Non ci ho pensato due volte, i biglietti non erano esattamente economici ma in Sicilia io posso permettermi il lusso di risparmiare su qualsiasi cosa, cioè posso spendere quasi nulla per starmene lì in vacanza qualche giorno. A Firenze no.

A Firenze andrò per i Radiohead e sto già cercando un passaggio e un alloggio sapendo che digiunerò per due giorni. Va bene. E poi, a Roma, andrò a vedere Mark Lanegan. In metro e a stomaco pieno dopo aver cenato a casa.

Insomma, l’estate concertistica si preannuncia vivace. L’autunno sarà, probabilmente, sinonimo di divano, film, pane e acqua. Devo rinunciare agli U2, sold out dopo dieci minuti dall’apertura dei botteghini e ai Guns N’ Roses, troppo lontani a Imola, non tanto rispetto a dove abito ma proprio rispetto al palco: non me la sento di spendere tanto per vederli sul maxischermo né ho più voglia di fare a gomitate per avvicinarmi. U2 e Guns però li ho già visti.

Ho ancora qualche riserva su Marilyn Manson, anche se credo che proverò a andare, magari sfruttando i bagarini. Red Hot Chili Peppers e System Of A Down sarebbero l’apoteosi ma i primi non mi fanno più impazzire come una volta e i secondi pure. Se venissero a Roma sarebbe diverso, a qualcosa però devo rinunciare, troppi soldi. Ecco perché dicevo che in autunno trascorrerò tutte le serate sul divano. Tutte, tranne quella in cui arriverà Nick Cave.

Dentro i libri

La Libreria sull’Isola, a Stromboli, è una delle librerie più affascinanti che abbia conosciuto. Piccola, come tutta l’isola del resto, è stata gestita per tre anni da ragazzi che, con passione e volontà, l’hanno resa un gioiello nonostante le difficoltà derivanti dal vivere in un luogo non proprio collegato con il mondo. Non è affatto facile far arrivare con frequenza volumi, accessori e gadget attraverso il mare, eppure questo spazio è diventato un punto di riferimento non solo per i turisti ma anche per i pochi abitanti di Stromboli. C’è persino un cinema di fianco, che poi è una terrazza con un trentina di sedie di plastica, in cui proiettano film a tema per ogni giorno della settimana e organizzano mostre, incontri, serate di musica dal vivo. Insomma, già la Sicilia è una terra stupenda, Stromboli è l’isola di un’isola, un posto magico soprattutto per il vulcano, croce e delizia degli strombolani e la Libreria sull’Isola è una delle sue piccole perle. Spero di poterci tornare presto.

Vacanze al tramonto

Saluto tutti e prendo il mare al volo per tornare a casa, accompagnato da un pizzico di malinconia e, tra i bagagli, un carico di obiettivi da raggiungere a strettissimo giro per evitare di abbandonarmi ai ricordi dell’ozio. La sera stessa mi attende in centro una mezza maratona mozzafiato. Il problema delle vacanze è che tanto più sono lunghe tanto più risulta difficile digerirne la fine. Perché finiscono, finiscono sempre e arrivare all’ultimo giorno non solo non è un traguardo, non è nemmeno un inizio, è un arrivederci forse. Breve il tramonto, buia la notte, sicuro il domani. Forse.

Mi butto

Foto scattata dalla terrazza del Santuario di Tindari, in provincia di Messina, noto per la Madonna Nera. La lingua di sabbia che si vede dall’alto, molto più estesa di quanto si può capire dall’immagine, è nota come spiaggia di Marinello: secondo una leggenda, si è formata in seguito alla caduta di una bambina dal promontorio che è stata ritrovata sana e salva perché le acque si sono ritirate per formare un cuscino di sabbia. La madre, inizialmente dubbiosa circa la natura della Madonna Nera, avrebbe riconosciuto poi il miracolo.