La distanza

Esistono pure i fumetti brutti, eh. Ho letto questo un po’ per il titolo, che in un periodo di contatti a distanza e isolamento a casa mi sembrava evocativo, un po’ perché racconta un pezzo della Sicilia che amo, quella dell’estate, del mare e delle avventure in cui ogni meta è una scoperta. Ma la racconta male, attraverso personaggi stereotipati, dialoghi che spesso non hanno un filo conduttore e a volte nemmeno senso, oltre a tavole tagliate a metà e balloon disposti a cazzo. I disegni non mi fanno impazzire, anche se hanno il merito di restituire un’immagine pulita e solare dell’isola. Il protagonista ammorba con le sue riflessioni che sarebbero pure condivisibili se non fossero presentate come perle in discorsi sconnessi. Tuttavia, se con un piccolo sforzo faccio finta che protagonista è la Sicilia, tutte queste contraddizioni le perdono.

Colapesce, Alessandro Baronciani – La distanza

E’ ora

Il primo dell’anno sarà pure una data importante ma per me, da sempre, è l’arrivo dell’ora legale a rappresentare il vero momento di svolta, l’inizio della stagione, il giorno che meriterebbe di essere ricordato più delle feste religiose e di quelle inutili. E’ ora che sento l’estate vicina e, con l’estate, il mare. Ci vorrebbe proprio, il mare, adesso.

I leoni di Sicilia

Da appassionato della saga dei Florio, una famiglia che dal nulla è diventata tra le più ricche e potenti d’Italia tra l’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale, ho (come si dice) divorato questo romanzo, ben scritto, avvincente e non privo di particolari sulla realtà del tempo, a Palermo, in Sicilia e in Italia. La storia ne racconta le vicende fino alla seconda generazione (peccato si fermi qui), a metà del XIX secolo e ne ricostruisce le fortune, gli intrecci famigliari, i rapporti con personaggi influenti di allora, le ambizioni e le innovazioni portate per accrescere i loro commerci, senza discostarsi da ciò che sono stati e hanno rappresentato i vari eredi. Il contesto storico viene descritto senza risultare pesante ed è facile oggi passeggiare per Palermo o fare un giro a Favignana per ammirare cosa ci hanno lasciato e sono stati capaci di costruire, non solo materialmente, gli Ignazio e i Vincenzo Florio. Fossero ancora in vita, probabilmente mi starebbero sulle palle ma, per fortuna, si sono quasi estinti e quindi posso ammirarli.

Stefania Auci – I leoni di Sicilia