Teste di moro

La leggenda narra che, durante la dominazione araba in Sicilia, a Palermo, nel quartiere della Kalsa, vivesse una bellissima ragazza conosciuta dai vicini perché trascorreva il tempo nel balcone di casa a curare le proprie piante, molto rigogliose. Fu proprio passando sotto quel balcone che un moro altrettanto bello la notò e se ne innamorò di colpo. Con ardire e ardore, entrò in casa e le dichiarò il suo amore. La ragazza, ammaliata dal coraggio e l’audacia, ricambiò il sentimento ma presto venne a sapere che il giovane aveva una famiglia in Oriente dalla quale prima o poi sarebbe ritornato. Giustamente incazzata, durante una notte in cui lui dormiva, lo uccise, gli tagliò la testa e la usò per farci un vaso nel quale piantò il basilico. La piantina, nutrita dalle lacrime di lei, crebbe bene e in fretta e, in bella mostra sul balcone, fu notata con invidia e ammirazione da tutto il quartiere, i cui abitanti iniziarono a creare vasi simili in terracotta a forma di testa di moro. Oggi questi vasi sono talmente diffusi in Sicilia da essere diventati uno dei souvenir più rappresentativi dell’isola, spesso venduto in coppia, un lui e una lei. E insomma voglio anche io un paio di teste di moro per le mie piante grasse.

Il sogno e l’approdo

Racconti di stranieri in Sicilia è il sottotitolo di questo volume che comprende sei racconti di autori siciliani con la Sicilia protagonista, al centro o in disparte, come è solita fare. Ho trovato il libro a Verona, davanti la fredda vetrina di una libreria, su una bancarella di offerte a 3 euro. Nessuna esitazione nel comprarlo, mi è sembrato un segno che in una città così aperta e accogliente (!) quale è Verona, un libro del genere fosse in vendita come “scarto” e che un nordafricano come me lo trovasse. Mi ha colpito, oltre alla Sicilia, il nome di Piazzese, biologo prestato alla scrittura, come lui stesso si definisce, che ammiro da tempo immemore. I racconti sono piacevoli e piuttosto scorrevoli. Tutti trattano il tema dello straniero in una terra nuova, descrivendo in modi diversi la sensazione di attaccamento e smarrimento nei confronti di uno spazio che è – o sarà o è stato per un tempo non definito – casa. La stessa sensazione che provo io quando visito la Sicilia o nuoto nel mare. O quando leggo un buon libro come questo. Sellerio poi è una garanzia.

Maria Attanasio, Giosuè Calaciura, Davide Camarrone, Santo Piazzese, Gaetano Savatteri, Lilia Zaouali – Il sogno e l’approdo