La migliore offerta

Non ricordo come mi è capitato tra le mani questo libro di cui, a differenza dell’omonimo film, non conoscevo l’esistenza. Non è un romanzo ma un racconto sotto forma di brevi capitoli, apparentemente abbozzati anche se ricchi di significato, che tracciano una storia per me bellissima. E’ stata la prefazione dello stesso Tornatore che mi ha rapito subito: spiega come, tra i tanti personaggi che un regista del suo calibro possa partorire, ce ne fosse uno, la protagonista femminile affetta da agorafobia, che da anni “viveva” tra gli appunti chiusi (non a caso) nel suo cassetto in attesa di essere sviluppato. E c’era il protagonista maschile, già più maturo nella sua elaborazione (un ricchissimo battitore d’aste che rifiuta il contatto umano e vive in solitudine), che non sapeva come utilizzare. Così un giorno, sempre nella sua testa, Tornatore ha un’illuminazione e decide di farli incontrare, creando la sceneggiatura del film che, con la sua regia, un cast stellare e la colonna sonora di Morricone, riscuoterà premi e consensi ovunque. E’ stato l’editore, Sellerio, ad insistere per pubblicare il materiale che Tornatore aveva in mano all’inizio, cioè né un romanzo né una sceneggiatura. Il libro è nato in questo modo e già dalle prime pagine mi ha conquistato a tal punto da decidere di leggerlo guardando passo passo il film. Poi non ho resistito e il film, stupendo, ha preso il sopravvento, senza togliere nulla alla lettura e permettendomi anzi di dare un volto ai personaggi e concretezza ai luoghi. Per la sua struttura, il libro non è un capolavoro. Tuttavia la trama, l’unicità dei personaggi, il loro intreccio, le metafore e il gran finale a sorpresa ne fanno un gioiellino che sono contento di aver trovato. E che ora, dopo tutte queste lodi, mi consente di togliermi finalmente un peso dallo stomaco e rivelare di non aver mai visto Nuovo Cinema Paradiso.

Giuseppe Tornatore – La migliore offerta

Il sogno e l’approdo

Racconti di stranieri in Sicilia è il sottotitolo di questo volume che comprende sei racconti di autori siciliani con la Sicilia protagonista, al centro o in disparte, come è solita fare. Ho trovato il libro a Verona, davanti la fredda vetrina di una libreria, su una bancarella di offerte a 3 euro. Nessuna esitazione nel comprarlo, mi è sembrato un segno che in una città così aperta e accogliente (!) quale è Verona, un libro del genere fosse in vendita come “scarto” e che un nordafricano come me lo trovasse. Mi ha colpito, oltre alla Sicilia, il nome di Piazzese, biologo prestato alla scrittura, come lui stesso si definisce, che ammiro da tempo immemore. I racconti sono piacevoli e piuttosto scorrevoli. Tutti trattano il tema dello straniero in una terra nuova, descrivendo in modi diversi la sensazione di attaccamento e smarrimento nei confronti di uno spazio che è – o sarà o è stato per un tempo non definito – casa. La stessa sensazione che provo io quando visito la Sicilia o nuoto nel mare. O quando leggo un buon libro come questo. Sellerio poi è una garanzia.

Maria Attanasio, Giosuè Calaciura, Davide Camarrone, Santo Piazzese, Gaetano Savatteri, Lilia Zaouali – Il sogno e l’approdo