Il sogno e l’approdo

Racconti di stranieri in Sicilia è il sottotitolo di questo volume che comprende sei racconti di autori siciliani con la Sicilia protagonista, al centro o in disparte, come è solita fare. Ho trovato il libro a Verona, davanti la fredda vetrina di una libreria, su una bancarella di offerte a 3 euro. Nessuna esitazione nel comprarlo, mi è sembrato un segno che in una città così aperta e accogliente (!) quale è Verona, un libro del genere fosse in vendita come “scarto” e che un nordafricano come me lo trovasse. Mi ha colpito, oltre alla Sicilia, il nome di Piazzese, biologo prestato alla scrittura, come lui stesso si definisce, che ammiro da tempo immemore. I racconti sono piacevoli e piuttosto scorrevoli. Tutti trattano il tema dello straniero in una terra nuova, descrivendo in modi diversi la sensazione di attaccamento e smarrimento nei confronti di uno spazio che è – o sarà o è stato per un tempo non definito – casa. La stessa sensazione che provo io quando visito la Sicilia o nuoto nel mare. O quando leggo un buon libro come questo. Sellerio poi è una garanzia.

Maria Attanasio, Giosuè Calaciura, Davide Camarrone, Santo Piazzese, Gaetano Savatteri, Lilia Zaouali – Il sogno e l’approdo

Il soffio della valanga

Ho sempre apprezzato Santo Piazzese per la capacità narrativa e per il modo tutto suo di descrivere una Palermo che conosco bene. In questo terzo romanzo dello stesso filone noir, ambientato parallelamente al primo, cambia lo stile, cambia il protagonista e cambia anche il punto di vista su Palermo. Lorenzo La Marca, il ricercatore universitario che indagava ne I delitti di via Medina-Sidonia e La doppia vita di M.Laurent qui è solo una comparsa mentre ad investigare sul mistero troviamo il suo amico commissario Vittorio Spotorno. La trama non è un granché ma i ricordi del passato di Spotorno e il suo rievocare certe atmosfere della città rendono la storia piacevole. Pur mancando colpi di scena eclatanti, il finale è interessante. Piccola chicca, ad un certo punto del racconto, Spotorno parla al telefono, senza nominarlo, con un collega di Vigata, che non può non essere il commissario Montalbano

Santo Piazzese – Il soffio della valanga