Arcane

Difficile trovare un punto debole in quest’anime dove ogni dettaglio è stato sviluppato alla perfezione: storia, personaggi, scenari e animazione soprattutto sono sorprendenti. La serie è tratta dal videogame Arcane: League of Legends, prodotto una decina di anni fa e tuttora in voga, nelle varie evoluzioni, tra milioni di utenti nel mondo. Personalmente non ci ho mai giocato ma la mia anima vintage e la pubblicità di Netflix mi hanno convinto a dare un’occhiata. E per fortuna.
L’animazione è spettacolare, un misto di computer grafica e disegno a mano che insieme raggiungono risultati visivi mai concepiti prima nemmeno da Disney o Pixar (applausi a Riot Games). Basta mettere in pausa una qualsiasi scena per ritrovarsi davanti un’opera di concept art da stampare e incorniciare. La trama, coinvolgente ed intricata al punto giusto per restare viva fino alla fine, tocca tanti temi e li affronta senza cadere nel banale, soprattutto grazie alla bravura degli autori (sceneggiatori, grafici o chi per loro, non lo so) che hanno creato e realizzato mondi dove la fantasia si perde. I personaggi sono definiti con cura: nello scontro alla base della storia tra due classi sociali, due città, due realtà contrapposte l’una all’altra, non sembrano esserci né buoni né cattivi ma tante personalità ognuna con i propri pregi e le proprie colpe. Le donne in particolare sono le grandi protagoniste, tanto fragili e sentimentali quanto forti ed intelligenti da oscurare le altre figure, pur di rilievo. La schizofrenia dell’antagonista poi è per me una delle cose meglio riuscite, difficile da descrivere ma visivamente molto efficace, davvero bella.
Dovrebbe essere in cantiere una seconda stagione ma a me sta già bene come si è conclusa la prima.