Outer range

Serie bellissima di cui non si capisce un cazzo. A metà tra western e fantascienza, con qualche accenno al thriller, ogni puntata cattura lo spettatore (o almeno me) senza lasciarlo e questo per merito di una fotografia strepitosa, di almeno due grandi attori (Josh Brolin su tutti), di una trama che aggiunge misteri centellinandoli con cura e di un ritmo vivace che, nonostante la calma apparente dei grandi ranch del Wyoming, mantiene la tensione sul filo del rasoio. Insomma, succedono delle cose e ci si chiede perché. Ne succedono altre e i dubbi aumentano. Però non ci si annoia, nella certezza che le risposte siano lì dietro l’angolo. Si arriva alla fine e una sorpresa inattesa e paracula, anche abbastanza stupida per come viene rappresentata, fa credere che la soluzione sia vicina. Invece no, la serie termina qui. Le cose sono due: o – spero con tutto il cuore – Prime Video ha già deciso che ci sarà una seconda stagione (perché il finale ci può pure stare ma non sarebbe carino ed educato tenerlo così) o auguro a Josh Brolin (l’attore proprio, non il personaggio che interpreta) di cadere in quel buco e non tornare più.