Un nuovo obiettivo

Dopo più un mese di astinenza da nuoto (e non solo da nuoto), ho dovuto trovarmi degli stimoli per mantenere un minimo di forma. E non ci sono riuscito, ho già preso tre o quattro chili, non oso mettermi sulla bilancia. Di allenarmi a casa non se ne parla, preferisco di gran lunga restare due ore in più a letto la mattina per leggere un libro invece di alzarmi, figuriamoci alzare pesi. Tuttavia vado correre e non perché ho bisogno di uscire. Sono un runner, sono tesserato, faccio gare e questo, dopo il nuoto e il padel, è lo sport che pratico. Con scarsi risultati, è vero. Del resto io non eccello (si può dire “eccello”?) in nulla. Per andare a correre però, non avendo gare in programma, dovevo darmi un obiettivo, non sono il tipo che fa le cose senza un traguardo da raggiungere. Non ho ancora voglia di correre per troppi chilometri: da solo e sotto casa mi romperei le scatole dopo due giorni. Così quasi ogni pomeriggio percorro cinque chilometri. Solo cinque. Con lo scopo di farli bene, che per significa in meno di venticinque minuti. Solo venticinque. Vuol dire correre mediamente un chilometro in cinque minuti. Non era facile, è un passo abbastanza sostenuto per me che non eccello (se “eccello si può dire) nella corsa. Oggi ci sono riuscito. E ora, mannaggia, mi serve un nuovo obiettivo.

In isolamento

Un nuovo incarico in ufficio, i campionati regionali di nuoto, Il Trono di Spade, Morgan Lost e il puzzle Krypt mi tengono in isolamento, lontano da Lei e tutto il resto.
Ma non da lei e non proprio da tutto il resto.

Le gare che non ti aspettano

Sono le gare in cui fai un tempone.
Inteso come grande tempo.
O tempo grande.
Cioè lungo, altissimo.
E il tempo è denaro.
E infatti fermarsi ad ogni boa per ammirare il paesaggio non ha prezzo.