La sottile linea bianca

Non sono mai stato un grande fan dei Motörhead e nemmeno dell’heavy metal ma Lemmy, il leader della band, è stato – perché purtroppo è deceduto pochi anni fa – indiscutibilmente un’icona del rock tutto, oltre che una grandissima personalità e fonte di ispirazione per numerosi artisti del genere e non. I Metallica, per citare un gruppo con cui sono cresciuto, senza Lemmy non sarebbero esistiti.
Dopo aver finito Rock Bazar, mi sono ritrovato questa autobiografia in coda e l’ho considerata come una prosecuzione naturale di ciò che stavo leggendo. Lemmy era un personaggio sempre on the road, un uomo coerente che non si è mai piegato alle etichette (soprattutto discografiche) e alle omologazioni, scegliendo di essere sé stesso con la sua musica, difficile negli anni ’60 e ’70 (e forse anche oltre) da portare sui grandi palcoscenici. Per questo, nonostante una certa fama, non ha avuto né soldi né gloria agli inizi ma tanti riconoscimenti che lo hanno fatto conoscere al mondo intero più tardi di quanto sarebbe potuto accadere oggi. Anche io l’ho apprezzato in ritardo e mi dispiace non aver mai visto dal vivo i Motörhead. Il libro scorre veloce: a tratti fa ridere, a tratti fa riflettere ma, specialmente, fa rumore.

Lemmy Kilmister – La sottile linea bianca

Metallo urlante

Volevo conoscere Evangelisti e il suo Eymerich e, in attesa di reperire il primo libro della saga, mi sono ritrovato nel Kindle questa raccolta di quattro racconti che mi ha colpito inizialmente per essere un omaggio alla musica heavy metal: ogni racconto infatti ha come titolo il nome di una gloriosa band del genere (VenomPanteraSepultura, Metallica) e continui sono i rimandi nelle storie a testi ed album. Eymerich è il protagonista solo del primo e, insomma, si è presentato bene. Come del resto Evangelisti, di cui ho apprezzato non poco la scrittura. Nel complesso però il libro non mi ha particolarmente entusiasmato, forse perché mi aspettavo altro (non immaginavo ci fosse la fantascienza di mezzo) o forse perché in fondo sono un fan solo dei Metallica, gli altri tre gruppi non li ho mai ascoltati. Riproverò comunque con il primo Eymerich, sarò più preparato.

Valerio Evangelisti – Metallo urlante