Residenza Arcadia

Le recensioni di Mercedes presentavano Cuello come l’autore che con la sua prima opera, Residenza Arcadia, aveva stupito tutti. Mi è capitato di acquistarla in offerta e l’ho letta subito. In questi giorni di isolamento da coronavirus, il tempo è un bene su cui investire. Le vicende avvengono all’interno di un condominio che potrebbe essere il nostro paese e gli inquilini potremmo essere noi, qualora perdessimo l’umanità. Cuello è bravo a rappresentare con tratti semplici le espressioni e i sentimenti dei protagonisti in ogni circostanza e bravo a stupire, sia con un sorriso sia con una lacrima, chi legge. Sorprendente. Un fumetto che consiglierei agli amici ma soprattutto ai nemici.

Daniel Cuello – Residenza Arcadia

Mercedes

La mia crescente passione per i fumetti e le graphic novel si arricchisce di un pezzo da novanta. Perché Mercedes è un pezzo da novanta. Non tanto l’opera in sé, comunque ben scritta ed egregiamente “montata” (esiste il montaggio nei fumetti?), quanto il personaggio Mercedes, una figura potente, vincente e spietata che “non è una persona” ma un insieme dei più cinici e comuni pensieri umani. Pensieri che in lei diventano parole, fatti, azioni dalle conseguenze catastrofiche, senza redenzione, senza la morale a mettere un freno. E infatti, pur essendo viscida, Mercedes sviluppa empatia mentre i personaggi di contorno, ognuno dei quali rappresenta un preciso riferimento sociale, appaiono come sfigati qualsiasi sia il loro ideale. Fosse stata bona, tipo che so… Jessica Rabbit, Mercedes avrebbe sviluppato anche altro e, sono sicuro, tutto le sarebbe stato giustificato.

Daniel Cuello – Mercedes