Quella volta che ho visto Nemo

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Radiohead – All I need

Mentre Vasco muore, Kate si spoglia, Maometto fa sesso in un film e la gente continua a seguire il calcio, i Radiohead arrivano in Italia. E io andrò al loro concerto. Viaggio in Africa a parte, credo che questo sarà l’evento del mio 2012 e non perché vado io o perché vengono loro ma perché quella sera, in mezzo a migliaia di persone, la musica farà da sfondo all’incontro, solo nella mia testa, tra le due donne che più di ogni altra hanno influenzato la mia strada, la mia vita e questo cazzo di blog. Almeno sinora e, certo, escludendo mia madre che in quanto tale non posso considerare donna.
Sia Lei che lEi saranno lì, allo stesso concerto, con i rispettivi compagni, entrambi causa più o meno involontaria delle mie disgrazie. Io invece sarò solo e anche questo è un aspetto significativo. Del resto, a parte mio nipote che però ha solo dieci anni, i miei genitori che nemmeno sanno chi sono i Radiohead e forse Charlize Theron che credo abbia altri impegni, allo stato attuale non esiste una persona in grado di accompagnarmi. L’unica che potrebbe farlo è colei con la quale deciderò di trascorrere i miei giorni, la sola capace di annullare i campi magnetici in mezzo ai quali mi troverò durante il concerto. Ma, come dicevo, non esiste ancora e, se esistesse, oggi non avrebbe quel potere. Ne avrebbe un altro però: quello di farmi sperare di trovarla. Di farmi pensare che tutte le esperienze che ho fatto negli ultimi anni, le azioni con Greepeace, il cammino di Santiago, il volontariato in Africa, i viaggi in Giappone, le immersioni in Mar Rosso e tutti i concerti del mondo, beh, non valgono una sera con la persona che ami.

Immersioni in Mar Rosso

Campanella. E’ il briefing dell’atto primo. Sono le 7.10 del mattino e fino a dieci minuti fa stavo sognando Charlize Theron che faceva sesso con Keanu Reeves. Io ero Keanu Reeves. La campanella mi riporta alla realtà. Siamo arrivati a Marsa Alam ieri, siamo in barca da ieri e da ieri aspettiamo questa immersione.
Si scende. Shaab Marsa Alam, 16 metri, 55 minuti. Buona la prima. Tutti contenti.
Campanella. E’ la colazione. Si naviga. Un po’ di sole, poco perché la mia pelle ha già un colore rosso Ferrari macchiata di sangue.
Campanella. Pranzo. Si naviga ancora.
Campanella. Briefing. Immersione a Gota Sharm, 33 metri, 44 minuti. I fondali e i pesci cominciano a diventare sempre più interessanti e colorati. Se sapessi anche far funzionare a dovere la mia fotocamera digitale sarebbe perfetto. Ma lì sotto è un altro mondo e tutto un altro colore.
Campanella. Cena. Stanchi morti ed è solo il primo giorno. La bottiglia di vodka che ho imboscato in cabina all’insaputa dell’equipaggio, rigorosamente musulmano e quindi non dedito ai piaceri dell’alcool, resta in frigo.
Campanella. Briefing. Sono sempre le 7.10 ma è un altro giorno. Dieci minuti fa sognavo Charlize e Keanu che facevano sesso sott’acqua. Non ero Keanu, cazzo, ma un pesce pagliaccio che gli nuotava intorno. Immersione a Ras Sataya, 36 metri, 55 minuti.
Campanella. Colazione. Si va a Dolphin Reef, dove speriamo di trovare i delfini e, ricazzo, li troviamo. Mi butto in acqua ancora prima di capire che, a nuoto, col cacchio che riesco a stargli dietro. Idea geniale. Mi faccio trainare dal gommone aggrappandomi ad una corda. Seguiamo i delfini tutta la mattina, sono fantastici. Prima d’ora li avevo visto solo in un parco acquatico. Loro invece non mi avevano mai visto. Per ore nuoto e gioco con loro a pochi centimetri senza mai riuscire a sfiorarne uno. Quando finalmente ci riesco, il delfino mi guarda, mi dice qualcosa nella sua lingua e io ricambio. Siamo amici. Gli chiedo l’email ma lui non ce l’ha, non usa internet, non naviga, nuota. Risalgo in barca stanco morto ma morto felice. Non vedo l’ora di sdraiarmi un po’ per riprendermi. Non so ancora che la campana maledetta sta per suonare ancora.
Campanella. Briefing. Si scende a Shaab Malahy, 24 metri, 60 minuti. Risalgo che non ho praticamente aria nella bombola. Devo riposare ma…
Campanella. Pranzo. Mangio con una mano che alza l’altra per imboccarmi. Si naviga.
Campanella. Briefing. Immersione notturna a Sataya West, 10 metri, 47 minuti. La torcia si spegne dopo pochi minuti. Devo seguire gli altri. Per fortuna uno di noi ha pensato bene di portare l’impianto dello stadio Olimpico, sembra giorno, quasi mi abbronzo nonostante la muta.
Campanella. Cena. Sembra notte, lo è. Bevo vodka e coca. Guardo le stelle e le costellazioni dello Stambecco e del Rodeo. Bevo vodka, decisamente.
Campanella. Briefing. Altro posto, stessa ora. Charlize gioca nuda in mezzo ai delfini, Keanu li guarda divertito facendo snorkeling, io sono un pesce napoleone. Comincio a temere di svegliarmi domani ed essere Charlize. Non sarebbe bello fare sesso con Keanu Reeves. Shaab Maksur “punta nord”, 34 metri, 48 minuti.
Campanella. Colazione. Si naviga.
Campanella. Pranzo.
Campanella. Briefing. Shaab Claudio, 19 metri, 74 minuti. Nuovo record mondiale. Mai stato tanto tempo sott’acqua. Acqua del mare intendo, perché sotto la doccia il record è 8 ore e 31 minuti. Navighiamo.
Campanella. Briefing. Notturna a Abu Galawa “Tienstin”, dal nome della nave giapponese, ora relitto, che andiamo ad esplorare. 15 metri, 38 minuti. Ho un’altra torcia ma dura meno della precedente. Per fortuna c’è lo stadio Olimpico.
Campanella. Cena. Ancora vodka. Per poco commetto un errore. Per poco. Fortunatamente non sbaglio mai quando bevo. Notte.
Campanella. Ancora le 7.10. Charlize ha mal di testa, Keanu guarda un film porno. Nel sogno io non esisto, il sesso è ormai un lontano ricordo. Shaab Maksur “punta sud”, 40 metri, 51 minuti.
Campanella. Colazione. Navighiamo in direzione di un piccolo un atollo su cui poter finalmente poggiare i miei piedi palmati. E’ un posto da sogno, sembra Fantasilandia. Cerco Tattoo e sono già pronto ad esprimere un desiderio (sesso con Charlize Theron) ma l’isolotto è deserto.
Campanella. Pranzo.
Campanella. Briefing. Erg Wadi Gimal, 18 metri, 54 minuti.
Campanella. Cena. Notte. La vodka sembra non finire. Domani si scende a Elphinstone, il vero obiettivo di questa missione.
Campanella. Briefing. Sempre le 7.10. Charlize e Keanu fanno sempre sesso, ormai vivono insieme, hanno formato una famiglia. Io sono sempre più lontano da lei. Elphinstone “punta nord”, 41 metri, 64 minuti. E’ il gran giorno del Carcharhinus Longimanus, lo squalo protagonista dell’avventura. Ne vedo due. Sono abbastanza distanti ma riesco a fotografarli.
Campanella. Colazione. Si parla solo di squali.
Campanella. Briefing. Elphinstone “punta sud”, 34 metri, 49 minuti. Ancora i due Longimanus.
Campanella. Pranzo.
Campanella. Briefing. Elphinstone “punta ovest”, 15 metri, 50 minuti.
Campanella. Cena. Poca vodka, molto sonno.
Campanella. Briefing. Charlize è incinta, Keanu è fregato, dice di non essere lui il padre e accusa me. Forse sono stato io quando ero lui, il primo giorno. Ma è un sogno e io lo so. Di nuovo Elphinstone “punta nord”, 41 metri, 65 minuti. Incontro ravvicinato del terzo tipo con il Longimanus. La regola è di nuotargli sotto, mai a pelo d’acqua. Lo fotografo, lo filmo, gli chiedo un autografo. Mi sfiora, divento autore di uno scatto memorabile. Jaques Cousteau sarebbe stato fiero di me.
Campanella. Colazione.
Campanella. Briefing. Elphinstone “punta ovest”, 42 metri, 60 minuti. Ultimo atto. Ancora Longimanus.
Campanella. Pranzo. Si torna indietro. In barca fino a domani. Passeremo tutta la giornata in un resort prima di riprendere il volo la sera. Di Charlize non avrò più notizie e mai saprò se il figlio che porta in grembo è mio, di Keanu o di me quando ero Keanu.
E’ stata una grande esperienza. Ho giocato con i delfini. Ho visto pesci pagliaccio, farfalla, napoleone, tonni, barracuda, pesci leone, palla, angelo, pappagallo, ago, trombetta, razze, gorgonie e coralli e chissà cos’altro. Sono stato su un atollo. Ho nuotato con gli squali. Vacanza memorabile. Su tutto, quello che mai dimenticherò sarà però la campanella.