Quella volta che ho visto Nemo

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Radiohead – All I need

Mentre Vasco muore, Kate si spoglia, Maometto fa sesso in un film e la gente continua a seguire il calcio, i Radiohead arrivano in Italia. E io andrò al loro concerto. Viaggio in Africa a parte, credo che questo sarà l’evento del mio 2012 e non perché vado io o perché vengono loro ma perché quella sera, in mezzo a migliaia di persone, la musica farà da sfondo all’incontro, solo nella mia testa, tra le due donne che più di ogni altra hanno influenzato la mia strada, la mia vita e questo cazzo di blog. Almeno sinora e, certo, escludendo mia madre che in quanto tale non posso considerare donna.
Sia Lei che lEi saranno lì, allo stesso concerto, con i rispettivi compagni, entrambi causa più o meno involontaria delle mie disgrazie. Io invece sarò solo e anche questo è un aspetto significativo. Del resto, a parte mio nipote che però ha solo dieci anni, i miei genitori che nemmeno sanno chi sono i Radiohead e forse Charlize Theron che credo abbia altri impegni, allo stato attuale non esiste una persona in grado di accompagnarmi. L’unica che potrebbe farlo è colei con la quale deciderò di trascorrere i miei giorni, la sola capace di annullare i campi magnetici in mezzo ai quali mi troverò durante il concerto. Ma, come dicevo, non esiste ancora e, se esistesse, oggi non avrebbe quel potere. Ne avrebbe un altro però: quello di farmi sperare di trovarla. Di farmi pensare che tutte le esperienze che ho fatto negli ultimi anni, le azioni con Greepeace, il cammino di Santiago, il volontariato in Africa, i viaggi in Giappone, le immersioni in Mar Rosso e tutti i concerti del mondo, beh, non valgono una sera con la persona che ami.