Love, Death & Robots

Questa serie di cortometraggi animati di Netflix è arrivata alla terza stagione senza diventare pesante perché ogni episodio racconta una storia diversa, dura poco e non annoia mai. Ogni puntata potrebbe essere vista e rivista in maniera casuale con la consapevolezza che fantascienza, sangue e black humor convivono allegramente e che il livello dell’animazione, creata e curata da studi diversi di tutto il mondo, resta sempre alto. Alla base, un po’ come ha fatto Black Mirror, ci sono i comportamenti e le scelte dell’uomo, spesso sbagliate e con conseguenze catastrofiche, che non portano né alla salvezza né al pentimento mentre invece i robot, con un altro occhio e maggiore sentimento, appaiono più umani. A volte. Queste però sono forse le impressioni che sono rimaste a me, non si può generalizzare perché gli episodi sono tanti e sono vari: tra “amore, morte e robot”, i robot si alternano a mostri, alieni, zombi e altre simpatiche creature, la morte non manca mai e l’amore… ecco, l’amore in questa serie non so proprio cosa c’entri.