Alla ricerca di libri

Anobii è il portale, ottimo e recentemente ristrutturato, che utilizzo per classificare i libri e che aggiorno da un po’ di anni. Non faccio recensioni, mi limito a valutare con le stelline il gradimento e ad inserire la data di fine lettura, considerando anche che mi capita di leggere più cose contemporaneamente.

Da qualche parte c’è una sezione che riporta il numero di libri letti anno per anno. Nel mio caso, ad oggi, dice:

Anno N. libri
2018 (in corso) 14
2017 35
2016 27
2015 32
2014 29
2013 28
Totale 220

Noto due cose. La prima è che sono una persona da quasi trenta libri l’anno, il che mi rende un pizzico orgoglioso, pur trattandosi di poca roba rispetto a certi conoscenti che trenta libri li leggono in un mese. La seconda è che quest’anno sto andando a rilento, ma il mio recente burrascoso passato può essere una valida giustificazione. Comunque sto recuperando e non solo in letture.

Il problema – solo in letture – al momento è la qualità. Sono alla ricerca di libri belli belli e purtroppo non me ne capitano tra le mani da tempo, nonostante io dia quasi quotidianamente un’occhiata a nuove uscite, proposte, articoli del settore. Mi manca il passaparola ed è per questo che confido negli amici lettori per ricevere consigli validi.

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Dentro i libri

La Libreria sull’Isola, a Stromboli, è una delle librerie più affascinanti che abbia conosciuto. Piccola, come tutta l’isola del resto, è stata gestita per tre anni da ragazzi che, con passione e volontà, l’hanno resa un gioiello nonostante le difficoltà derivanti dal vivere in un luogo non proprio collegato con il mondo. Non è affatto facile far arrivare con frequenza volumi, accessori e gadget attraverso il mare, eppure questo spazio è diventato un punto di riferimento non solo per i turisti ma anche per i pochi abitanti di Stromboli. C’è persino un cinema di fianco, che poi è una terrazza con un trentina di sedie di plastica, in cui proiettano film a tema per ogni giorno della settimana e organizzano mostre, incontri, serate di musica dal vivo. Insomma, già la Sicilia è una terra stupenda, Stromboli è l’isola di un’isola, un posto magico soprattutto per il vulcano, croce e delizia degli strombolani e la Libreria sull’Isola è una delle sue piccole perle. Spero di poterci tornare presto.

Qual è

Puoi anche essere un discreto scrittore con due o tre libri nel curriculum, pure otto o dieci e qualcuno per giunta premiato così da permettersi di indossare la fascetta sulla copertina per attirare i curiosi che, come me, ti hanno sentito nominare e non ti hanno mai letto. E che però non comprano i tuoi libri perché 15-20 sono troppi per rischiare un incontro al buio, visto che non sei così conosciuto, recensito e ammirato. Ma poi, chissà perché, uno di quei volumi, quello premiato, emerge dal mucchio in una bancarella e costa 1 euro dopo nemmeno due anni dalla sua pubblicazione. Allora mi ricordo di te e, che culo, a 1 euro lo compro subito il tuo libro, me lo porto a casa, lo poggio sul comodino accanto al letto, sotto il raggio di azione della luce del lume. Nei giorni seguenti finisco il romanzo che avevo iniziato e finalmente, con la curiosità tipica di chi scopre un autore, inizio a dedicarmi a questa nuova avventura. La sera, disteso, prima di dormire. Il titolo promette bene, il prezzo mi ha aiutato, il tuo nome mi resterà impresso. La prefazione è interessante, l’incipit pure, sono stanco, però voglio andare avanti finché non mi si chiuderanno gli occhi e quindi faccio mie poche pagine in attesa che la trama prenda la sua piega. So che non resisterò a lungo, il sonno è prepotente e già alla fine del primo, brevissimo capitolo sono costretto a rileggere due volte i periodi perché ho smesso di memorizzarli. Sto per mollare. Al prossimo punto mi fermerò. C’è un dialogo, bene, queste poche righe possono scorrere veloci. Arrivo alle ultime due, la protagonista chiede alla sua vicina, testualmente: “qual’è l’ultima cosa che…?”. Rileggo. “Qual’è l’ultima…”. Qual’è?! Ha detto davvero “qual’è”, con l’apostrofo?! Cioè tu, scrittore, che non sei Pirandello, le hai fatto dire “qual’è” e me lo schiaffi lì all’improvviso facendomi crollare tutte le speranze di leggere un buon libro? Potrà essere bello, non buono e la differenza non è sottile. No. Non mi sento di concederti una chance. Quell’apostrofo non è casuale e, se anche lo fosse, peggio mi sentirei. Non è nemmeno il bacio tra le parole “t’amo”, è un cazzo di “qual’è”. E tu non sei nemmeno Saviano che mi pare una volta avesse ostentato il proprio diritto a scriverlo e continuare a farlo. Non leggo nemmeno la risposta della vicina alla protagonista. La domanda resta in sospeso, come il mio sonno che fortunatamente vincerà presto, come Trump che sfortunatamente, ma nemmeno tanto, vincerà anche lui. Chiudo il libro e buonanotte. Ancora oggi, dopo una settimana, è sul comodino a fare la polvere.

Tutto quanto

Vedi quel paesello laggiù, all’orizzonte?
No.
Oggi devo arrivare lì.
Laggiù? Ma saranno almeno 30 chilometri…
42.

42 chilometri, una maratona. Camminando però. Una delle tappe più lunghe della vita, di certo non tra le più impegnative, dove domande e risposte si alternano come passi. Anzi no. E’ piuttosto un continuo salto in avanti su una gamba sola. Perché le domande sono tante quante l’universo e la risposta, fondamentale, è una sola, è tutto quanto.

Di vuoti da riempire e altre sciocchezze

Amo la pizza, persino surgelata in caso di emergenza. Adoro i formaggi che, a differenza del latte, cerco di evitare. Sempre che non si tratti della mozzarella di bufala, per la quale potrei morire. E così per il salame, la mortadella, la bresaola. Il salmone. Il pesce, tutto. Le patatine fritte. Le arancine, al femminile. Il pane, quello vero. La Nutella e il cioccolato in qualsiasi forma. Il gelato. E le banane, le fragole e un po’ tutta la frutta secca. Mi piace il vino, la birra di più. Motivo per cui raccolgo bicchieri, in vetro, con un marchio, un marchio qualsiasi, compresi quelli che fungono da souvenir, ne compro uno per ogni città che visito. Ne ho duecento, di bicchieri, sulle mensole della cucina. Cucina che è pure soggiorno, salone, living room, dormitorio e che per questo ospita anche il giradischi e i vinili. Adoro i vinili, che al momento sono oltre un centinaio, destinati ad aumentare. Come i fumetti, che ho scoperto da poco e che continuo a cercare, online e nei mercatini dell’usato, albi soprattutto. E, beh, i libri e dicendo “libri” non ho bisogno di aggiungere altro: la casa ne è piena a tal punto che ho adottato il Kindle e gli ebook, anche se la carta resta la carta. Vale lo stesso per le fotografie: migliaia in digitale ma centinaia in formato cartaceo, che non smetto di stampare, raccogliere e attaccare al muro della camera piccola che già scoppia di libri. Di libri e di agende, quadernetti, blocchetti che non posso non riempire di parole che sembrano non avere senso, mentre invece servono proprio a riempire. I vuoti. Che ho dentro e che colmo in quella stessa stanza persino con i giocattoli. Mi piacciono i giocattoli, quelli da collezionisti principalmente. Action figures, sorprese Kinder, pupazzetti, omini, omini Lego e Lego interi, tanti Lego che rubo pure a mio nipote ma dopo avergli fatto un regalo. E a chi non piacciono i regali? A me tantissimo e, se posso, me ne faccio uno, piccolo, quando ogni mese arriva lo stipendio, scegliendo tra un fumetto o un vinile. O una piantina, grassa che è più facile da accudire. Sono diventate tante adesso e crescono solo di sguardi, non ho bisogno di parlargli. Occupano il ripiano in balcone e mi gratificano perché rappresentano ciò che riesco a curare con amore. Come lei e tutto il resto.