Robert Louis Stevenson – Racconti di diavoli (e una favola)

La figura del diavolo mi affascina da sempre ma, ancora prima della lettura, mi aveva già colpito l’edizione di questo libricino che, insieme ad altri della stessa collana ho notato su uno scaffale alla Feltrinelli. Davvero belli da guardare, credo che li collezionerò tutti. Complice il diavolo, ho iniziato da questo che comprende due racconti incentrati sulla tentazione dell’uomo e dove il diabolico antagonista fa quello che deve fare: sedurre.

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Maylis De Kerangal – Riparare i viventi

Sì, mi è piaciuto. Per due motivi soprattutto: uno, tocca il cuore, nel vero senso della parola, dato che tratta della morte di un ragazzo e del dramma dei genitori prima di decidere sulla donazione degli organi; due, è incredibilmente scorrevole nonostante descrizioni prolisse e una scrittura eccessiva e pomposa, autocelebrativa direi. A dire il vero, l’ho trovato scorrevole forse perché, capito lo stile dell’autrice, ho iniziato a leggere velocemente sapendo che qualche riga o parola in meno niente avrebbero tolto alla storia. Certe emozioni tuttavia riesce a trasmetterle, in particolar modo quando finisce.

Margaret Atwood – Fantasie di stupro

Questa canadese, che non è una tenda, la Atwood intendo, scrive proprio bene. Volevo conoscerla leggendo “Il racconto dell’ancella”, forse il suo romanzo più famoso, ma mi sono ritrovato prima tra le mani “Fantasie di stupro” e sono caduto nella trappola dell’editore: il titolo è fuorviante, appartiene ad uno dei racconti del libro ed è fuorviante pure per il racconto; il libro, tutto, non ha niente di intrigante, curioso o morboso. Solo una o due storie hanno catturato la mia attenzione, il resto non vedevo l’ora che finisse.

Pif – …che Dio perdona a tutti

Romanzo ironico e scorrevole che è anche una critica a certi cattolici che interpretano la fede a proprio modo.
Pif mi piace ma scrivere non è il suo mestiere.
E il mio non è recensire libri. Resto umile e ateo.

Colson Whitehead – La ferrovia sotterranea

Crudo e terribile, racconta in modo avvincente una storia di schiavitù, nel sud-est degli Stati Uniti durante il XIX secolo, in cui la protagonista cerca di fuggire dal proprio destino attraverso la Underground Railroad, la Ferrovia Sotterranea appunto, una rete di itinerari nascosti utilizzati dagli schiavi per raggiungere la libertà.

Un buon libro per me è quello che non hai voglia di interrompere, che quando non hai tra le mani ti chiedi cosa succederà nelle pagine successive, che vuoi finire e non vuoi finire perché non sai se il prossimo sarà all’altezza. Questo è un buon libro. Forse non un capolavoro, anche se ha vinto il Premio Pulitzer, ma decisamente un romanzo da cinque stelle su cinque che da tanto non mi capitava di attribuire.

 

Ian McEwan – Nel guscio

Tradimento e omicidio sono gli ingredienti principali di quello che alla fine è un giallo con tanto di cadavere. Ma anche matrimonio e poesia, altri aspetti non marginali del romanzo, li ho sempre considerati letali. La curiosità è che l’intera vicenda viene raccontata da un feto, un essere che ancora non è. Lo fa in modo prolisso ma scorrevole, se non fosse per certe digressioni e considerazioni sulla vita e sul mondo – da lui – conosciuto che rendono il tutto un po’ pesante.

Andrea Pomella – Anni luce

Romanzo di formazione dello sconosciuto autore incentrato su un viaggio. Sull’amicizia. E sulla musica. Soprattutto quella dei Pearl Jam, motivo per cui un’amica mi aveva consigliato di leggerlo, anche se non passerà alla storia. Tuttavia, vale la pena di ascoltarlo.