Jurassic World – Il dominio

Non se ne può più, ogni episodio della saga sembra fatto con lo stampino: da un lato l’uomo che cerca di lucrare sfruttando i dinosauri dopo aver creato l’ennesimo sito ipertecnologico per allevarli, dall’altro gli stessi dinosauri che a causa dell’avidità e dell’errore umano alla fine distruggono ogni cosa con tanto di lotta finale tra gli esemplari più feroci. Due palle. La novità questa volta (a parte la reunion del cast originale di Jurassic Park) è che i dinosauri, a seguito degli eventi dei film precedenti, ormai vagano liberamente per il pianeta e OK, si tratta di un film di fantascienza però, insomma, nello scenario che viene rappresentato la gente dovrebbe vivere come minimo nel terrore, invece sembra solo abbia a che fare con i cinghiali in giro per Roma. Tra l’altro, questi grandissimi predatori mai una volta che riescano a divorare qualcuno, le vittime puntualmente sono due o tre passanti rincoglioniti o comparse immobili di cui non sentiremo la mancanza, oltre al cattivo di turno. Tutti gli altri riescono sempre a farla franca o correndo più veloce di un velociraptor o fissando con lo sguardo cattivo un carnotauro oppure lottando a mani nude come Ryu, il ragazzo delle caverne (mitico cartone di un tempo che fu). Grazie al cazzo che si sono estinti, non erano proprio in grado di cacciare. Anche stavolta sono state introdotte nel cast nuove specie e, a meno che non vengano alla luce reperti preistorici di esemplari sconosciuti, mi pare che ormai le abbiamo viste tutte. Un nuovo capitolo (il settimo) sarebbe inconcepibile. Ho letto tuttavia che il film ha incassato un botto di soldi (anche nella realtà si lucra sui dinosauri), nonostante la critica lo abbia stroncato: ennesima, piccola, dimostrazione del fatto che a meritare l’estinzione dovrebbe essere l’umanità.