Incastrati

Su Ficarra e Picone ho ben poco da dire, il loro successo parla da solo, grazie all’ironia mai stupida né volgare e alla sicilianità spontanea che li contraddistingue in qualsiasi contesto si cimentino: teatro, TV, cinema ed ora anche in questa serie Netflix, in cui si ride ma soprattutto non ci si annoia. Sei episodi leggeri da nemmeno trenta minuti raccontano una storia ben scritta in cui sketch e battute si incastrano sapientemente, nonostante in alcuni momenti si abbia la sensazione di stare in una fiction. Non è così e non è nemmeno comicità da cinepanettone o da Colorado. Ci sono anzi scene e dialoghi che, pur senza togliere il sorriso, descrivono realtà pesanti ed importanti, vedi il discorso del boss sui rapporti tra mafia e politica in cui alla fine dice: “presto o tardi le cose torneranno come ai vecchi tempi, dobbiamo soltanto aspettare che il popolo dimentichi e se c’è una cosa che la storia ci insegna è che il popolo, prima o poi, dimentica“. Mamma mia. Sembra roba da film di Scorsese o Coppola con la voce di Al Pacino o De Niro. E invece sono Ficarra e Picone.