Harper’s Island

Carina ma non ci vivrei. Ho recuperato questa serie, trasmessa niente poco di meno che da RAI 2 una decina di anni fa, dopo che ne avevo sentito parlare bene in un programma radiofonico. Una coppia di promessi sposi decide di celebrare il matrimonio su un’isola in cui in gioventù trascorreva le vacanze, invitando amici e parenti e fregandosene del fatto che, pochi anni prima, un pazzo aveva ammazzato in maniera truculenta sei persone. Il killer è stato ucciso o forse no, perché gli omicidi si ripetono e, uno dopo l’altro, gli ospiti iniziano a scomparire. Fra intrighi e vecchi rancori, i festeggiamenti vanno avanti senza grossi sospetti finché la prima vittima viene trucidata durante le prove, il matrimonio salta e gli abitanti scappano dall’isola. Un gruppo di coraggiosi decide di restare perché, nel frattempo, una bambina tanto cretina quanto antipatica è scomparsa. Moriranno quasi tutti, diciamolo, alcuni senza quasi accorgersene, altri come eroi ed è un peccato perché l’assassino, che si dimostrerà un idiota, poteva risparmiarne un bel po’ visto il movente che non giustifica tanto sangue. E’ qui infatti che la sceneggiatura, fino a quel momento interessante, naufraga in alto mare per non ritrovarsi più, arrancando verso un finale ridicolo in cui per giunta si salva la bambina deficiente che io avrei strozzato con le mie mani.