Old

A me M. Night Shyamalan è sempre piaciuto, sin dai tempi de Il sesto senso per arrivare ai più recenti Split e Glass. Per me è un regista a cui come minimo va dato il beneficio del dubbio, perché con lui è sicuro che qualcosa di originale sullo schermo si riesce sempre a vedere. Quel qualcosa poi può deludere ed è il caso di Old, film su cui forse riponevo troppe aspettative. E’ la storia di un gruppo di famiglie, in vacanza in un resort, che si ritrovano intrappolate in una spiaggia in cui il tempo scorre tanto in fretta che gli anni passano nel giro di qualche ora, facendo precocemente crescere ed invecchiare o ammalare gli sventurati. Ora, con una trama del genere, libero adattamento tra l’altro di un graphic novel, tutto sarebbe concesso. Ma le cazzate nelle cazzate no: i genitori pressoché tranquilli quando di colpo si ritrovano i figli adulti; il tumore che, mentre viene estratto a mani nude senza anestesia (e senza un grido di dolore), diventa un pallone da basket; la via di fuga impossibile per il mare agitato che però sullo sfondo è sempre piatto; la bambina che diventa donna e resta incinta e partorisce senza sangue e perde il bambino che diventa polvere; i sopravvissuti che intuiscono come scappare manco fossero Einstein e, sorpresa, scoprono che la via d’uscita è per mare (ma non era agitato?) e poi si ritrovano felici a mollo a cento metri dalla spiaggia maledetta senza che si capisca come facciano a sapere che sono salvi visto che si ritrovano solo un po’ più in là… sono solo alcune delle “leggerezze” che da subito mi hanno colpito negativamente. Forse sono troppo attento io o forse sto invecchiando e divento rompiscatole. Prima di vedere queste due orette di film però ero molto più giovane.

Wonder Woman 1984

Ho colto al volo l’offerta di Prime Video che, alla modica cifra di un euro, permetteva di noleggiare il film per tutto lo scorso weekend. Me ne sono pentito. Perché WW84 è semplicemente brutto. Brutto e stupidotto, a conferma che DC, pur avendo a mio avviso i personaggi migliori (Batman su tutti), sta a Marvel come una pizza surgelata sta ad una margherita napoletana e a me la pizza surgelata piace pure. Wonder Woman stessa è un mito e Gal Gadot è perfetta per il ruolo, alla pari di Linda Carter nella serie degli anni settanta che qui fa una piccola comparsata. Ma è il resto a non funzionare. Mentre lo guardavo dicevo che mi ricordava Ghostbusters per il mix di effetti speciali, comicità e sentimento, azione un po’ goffa, un pizzico di suspense e l’intento di salvare il mondo da una forza potente e oscura. Ho scoperto oggi che Ghostbusters è uscito proprio nel 1984: il paragone però, con le dovute differenze di trama e sceneggiatura, non regge. WW84 non appassiona, sembra un luna park in cui si mescolano male troppi temi e troppa roba, risultando divertente e altrettanto fumoso. Tra la memorabilia, Diana usa il lazo lanciandolo per aria non si sa dove, attaccandolo perfino ad un aereo per spostarsi e dondolarsi come Spider-Man, impara a volare in mezzo alle nuvole, salva due bambini musulmani (Gal Gadot è una fiera israeliana) in una scena pressoché ridicola, ritrova il suo compagno di vita nel corpo di un altro uomo con cui ruba un jet, che rende invisibile, per arrivare senza mappe dall’altra parte del mondo a combattere contro il cattivo, non così cattivo, diventato una specie di Aladdin che sfrutta i desideri della gente, gente che poi rinuncia al proprio desiderio per il bene dell’umanità. E questo è quello che ricordo, perché mi sono anche addormentato. In mezzo c’è un’altra cattiva non così cattiva, metà donna e metà ghepardo, che si scontra con l’eroina in duello mentre dormivo e non cos’altro. Insomma mi è sembrato più un film per famiglie, quindi soporifero, che un film per tutti e, siccome io una famiglia non ce l’ho, ecco, vorrei indietro il mio euro.

Cosmic sin

Il film più brutto da quando è iniziata la pandemia. Stupido io che ho creduto negli ingredienti fantascienza, alieni e Bruce Willis.

E’ domenica, fuori tra vento, pioggia e limitazioni covid non c’è niente da fare, decido di vedere questa novità di Prime Video per ingannare il tempo, pur sapendo che il tempo non si lascia ingannare da nessuno, lo fa solo credere, ingannando a suo volta. Come il diavolo. E infatti dopo nemmeno dieci minuti sento puzza di bruciato: Bruce ha già steso un tizio senza alzarsi dalla sedia ma la cosa strana è che, nonostante Cosmic sin sia ambientato nell’anno 2500 e spicci, niente sulla Terra lascia intendere di essere in un futuro lontano: la gente è vestita come nel 2021, forse anche più vintage; per le strade ci sono i pick-up e i furgoni, soprattutto ci sono le strade, quelle asfaltate, con i lampioni e la segnaletica che conosciamo; un robot che indossa una camicia hawaiana serve un whisky con una pinza al posto della mano che perfino nella fantascienza degli anni ’70 sarebbe stata migliore; dentro il bar un jukebox funziona ancora con le monetine; utensili e oggetti di uso comune non sono cambiati in 500 anni di evoluzione. Eppure l’uomo ha colonizzato Marte e viaggia nello spazio. Insomma, le premesse per un buon film o anche soltanto discreto sono andate a farsi fottere velocemente. Con altrettanta rapidità si scopre che non siamo soli nell’universo, altre forme di vita (stranamente uguali agli umani, vestite da cavalieri della morte, per fortuna senza i cavalli) sostengono che ci può essere solo una razza dominante e quindi la guerra è l’unica soluzione. Attraverso un portale migliaia di astronavi stanno per arrivare e chi se non Bruce e un pugno di coraggiosi possono salvare l’umanità? Armageddon non era tanto diverso nella sostanza, però è stato girato 500 volte (numero a caso) meglio. Qua il budget non credo fosse così piccolo per una produzione Amazon, il risultato tuttavia è quello da film di serie B in zona retrocessione. Gli effetti speciali sono ridicoli, i dialoghi improponibili, l’azione in cui speravo inesistente. Nella scena più movimentata, dove due civiltà si fronteggiano per decidere chi dominerà l’universo, a combattere sono forse dieci contro dieci, una partita di calcio in pratica e i cattivi vengono respinti con pistole e pallottole. Nell’anno 2500.

Alla fine comunque il mondo è salvo. Le astronavi del nemico non riusciranno a raggiungere il portale (non oso immaginare come il regista avrebbe potuto girare una battaglia nello spazio) perché una ventenne carina e cervellona, che non poteva mancare nel cast, riesce all’ultimo secondo (grande novità) ad inviare una bomba dall’altro lato, distruggendole all’istante. In un’ora e mezza avrò visto non più di venti attori e tre location grandi quanto la mia stanza e illuminate peggio il che, assicuro, è difficile. Bruce non azzecca un ruolo da protagonista forse dai tempi di Sin City e io, boh, in qualche modo dovevo sfogarmi.