Senza confini

Una miniserie di Prime Video a cui non davo due lire e che invece si è fatta seguire perché, nonostante sia stata girata proprio con due lire, racconta piuttosto accuratamente la prima circumnavigazione del globo ad opera di Ferdinando Magellano. Roba da imparare che forse avrei scovato in qualche libro e che qui ho potuto seguire senza impegno, anche se i mezzi si sono dimostrati davvero scarsi. La coppia di protagonisti non è male, ovvero l’attore che interpreta “il professore” ne La casa di carta e quello che fa Serse in 300, tanto per dire… in realtà, sia Alvaro Morte sia Rodrigo Santoro sono ormai conosciuti in tutto il mondo. A parte loro, il vuoto senza confini. Cast finito. Effetti speciali ridicoli. Fotografia inesistente. Location… praticamente a Ostia. Costumi e musiche da sagra del baccalà. E’ però la storia ad essere interessante: delle cinque navi con 237 uomini che partono dalla Spagna, oltre tre anni dopo ne torna una sola con 18 uomini stremati, dopo aver percorso una distanza quindici volte superiore a quella coperta da Colombo nella sua spedizione. Nel mezzo infinite peripezie, tra cui la morte dello stesso Magellano che con ostinatezza e caparbietà ha costruito l’impresa convinto dell’esistenza di quel passaggio a sud e che però il giro del mondo non lo ha finito. E’ stato anzi il giro del mondo a finire lui e consegnarlo alla storia.