La volontà del male

In vacanza, o almeno per il mio tipo di vacanza, sempre in movimento ed alla ricerca di qualcosa di nuovo, dovrei ricordarmi di leggere libri di cui è facile riprendere il filo dopo giorni di abbandono. Per questo di solito scelgo romanzi brevi o raccolte di racconti da una botta e via che posso portarmi dietro senza sentirne il richiamo. Sono partito con La volontà del male, libro tanto bello quanto lungo, non lontano dalle ultime pagine, convinto che il finale avrebbe sbrogliato la matassa di interrogativi accumulati sin dall’inizio. E invece no. E non perché il finale è aperto ma perché l’intero romanzo è aperto, a strade e interpretazioni che portano ogni lettore a leggere una storia diversa attraverso la voce e la psiche di ogni personaggio. Nessuno vive bene lì dentro (quando vive) e nessuno uscirà dal labirinto nonostante le porte, forse perché non vuole e sicuramente perché così vuole qualcun altro. Eppure la lettura scorre velocemente e proprio la struttura della trama, un po’ alla Tarantino, con salti temporali e protagonisti che si alternano nel narrare il proprio punto di vita, mi ha permesso di arrivare alla fine senza confusione. Era già chiaro da tempo che non ci avrei capito un tubo.

Dan Chaon – La volontà del male