Collateral

Una miniserie di soli quattro episodi da guardare in un weekend piovoso, sperando sia l’ultimo visto che l’estate è alle porte. La scena iniziale dà il via ad una serie di storie collaterali legate all’omicidio di un ragazzo che consegna la pizza (fosse stata all’ananas, sarebbe stata una morte giusta) ma la trama, per quanto intricata, non mi ha entusiasmato. Manca il pathos, l’assassino viene svelato subito e si intuisce presto che si tratta solo di una pedina di un gioco più grande. La detective che indaga è un personaggio creato ad immagine e somiglianza della protagonista di Fargo (il film dei Coen), lo sceriffo donna con un bambino in grembo, un marito tranquillo e invisibile e una buona dose di astuzia e di palle. Anche gli altri personaggi sono ben costruiti e Londra è sempre Londra. Non c’è sangue (peccato, ci speravo) e le vicende lo fanno assomigliare più ad un thriller politico, per cui quattro puntate sono risultate assolutamente sufficienti. Una quinta non l’avrei vista.