Non è tutto nero

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Cercare e pensare son due cose diverse

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

Un amico ieri, davanti ad una birra, mi parla di una poesia di Bukowski. “Leggila”, dice. “E’ quello che è successo a me ed è quello che devi fare tu”.
Stamattina, un’amica mi manda la stessa poesia. “Mi ha fatto pensare a te”, scrive.
Le coincidenze forse non esistono.
Seguo una strada e ogni giorno sempre più gente mi accompagna. Ma, almeno in questo primo tratto di cui ignoro la destinazione, sulle mie gambe non ce la faccio né voglio essere preso in braccio. Mi serve un mezzo, me lo posso costruire, pezzo per pezzo. Devo. E poi farmi portare lì, dove sarò felice, ovunque sia quel luogo. Purché fuori dall’angolino.

Vedo la luce

Mi spaventa. Il bagliore è forte, sembra esserci una porta lì in fondo ma non ho idea di cosa apra. O cosa chiuda. Né cosa ci sia oltre. Sono qui da due anni, dentro di te, come lo sono stato dal primo giorno, senza interruzioni, nonostante i dubbi, le distrazioni, i momenti difficili. Per due anni ho camminato nel buio, ci siamo smarriti, persi e ritrovati ogni volta contro tutto e tutti, perché mi sono fidato – e così tu – del battito assordante che sentivo, anche quando non potevo vederti. Non ho avuto bisogno di chiedermi dove fossi: tra i silenzi, la rabbia, le lacrime che hai lasciato sulle lenzuola, il tuo pigiama nell’armadio, i baci rubati, le foto dappertutto, la colazione in tavola e gli squilli per dirmi “sono ancora qui” e i messaggi per scrivermi “ti amo”, ecco, non ho mai dubitato di trovarmi nel posto migliore del mondo, il tuo cuore.

E’ stata dura in questi ultimi mesi. Ho scelto di restare quando avrei potuto spaccare un muro e scappare, non l’ho fatto. E quando ci ho provato, mi hai ripreso per i capelli dimostrandomi che, senza te, io non sono nulla. Perché l’amore era enorme, lo è sempre stato e mai si spegnerà. Ci ho creduto, davvero. Anche quando mi hai promesso che saresti tornata, senza però specificare quando. Ci credo ancora, forse. E’ solo che l’amore, per quanto infinito, per quanto ricambiato, a volte non basta. Deve essere alimentato costantemente soprattutto dai fatti e i fatti oggi dicono che quella luce non la vediamo allo stesso modo. Per te è una fiamma lontana a cui hai paura di avvicinarti. Per me… non ho più paura di scoprirlo.

Senza paura

http://www.youtube.com/watch?v=wK7a5UuW7BE

 

Fearless

You say the hill’s to steep to climb, climbing
you say you’ld like to see me try, climbing
you pick the place and I’ll choose the time
and I’ll climb the hill in my own way
just wait a while for the right day
and as I rise above the tree-line and the clouds
I look down, hearing the sounds of the things you’ve said today

Fearlessly the idiot faced the crowd, smiling
mercyless the magistrate turns round, frowning
and who’s the fool who wears the crown
go down in your own way
and every day is the right day
and as you rise above the fear-lines in his crown
you look down, hearing the sound of the faces in the growd

You never walk alone, you never walk alone
walk on, walk on with hope in your heart
and you never walk alone, you never walk alone