Ambulance

Ci sono film che guardo per staccare il cervello, magari mentre faccio altre cose tipo preparare la cena o innaffiare le piante o dormicchiare. Parlo di film non impegnativi, di cui avevo sentito parlare e di puro intrattenimento. Alcuni a volte mi rapiscono e riescono a farsi seguire con interesse, altri dimostrano di essere una “cagata pazzesca”, per citare Fantozzi e “La corazzata Potëmkin” (che invece era un filmone). Ambulance è l’ennesimo giocattolo costoso di Michael Bay, il regista di Armageddon e Transformers, un concentrato di azione e adrenalina perfettamente riuscito nelle intenzioni ma che, guarda caso, al botteghino ha fatto flop. Racconta, per un’ora e mezza delle oltre due di durata, di un inseguimento ai danni un’ambulanza, rubata da due ladri per fuggire dopo un colpo, che trasporta un poliziotto ferito da uno di loro e un paramedico, anzi una paramedica, naturalmente gnocca. Polizia, FBI, elicotteri e decine di auto non riescono a fermarla. Un’ambulanza. Per di più, mentre i fuggitivi guidano a velocità e a zig-zag per Los Angeles distruggendo di tutto senza nemmeno bucare una gomma, all’interno del mezzo avvengono operazioni a cuore aperto e trasfusioni da uomo a uomo per salvare il poliziotto che, dopo aver perso otto litri di sangue, si scoprirà, non si era beccato una pallottola ma due e, wow, alla fine si salverà. Ho cercato un senso finché non è arrivata una scena fantastica: l’ambulanza, con due auto alle calcagna, arriva davanti ad un burrone, si ferma, l’autista è spacciato, pensa alla sua vita, non sa dove andare e che fa? Niente, dopo un po’ mette la retromarcia mentre le due auto, invece di tamponarla o bloccarne il passaggio, finiscono dritte nel burrone come se si fossero tuffate. Da qui in poi ho usato il tastino per andare avanti velocemente, la cena era pronta e ammetto di essere arrivato al gran finale senza capirci granché. Ma che dovevo capire? Questi non sono film da capire ma da guardare e basta. Meglio se con gli occhi chiusi.

Cosmic sin

Il film più brutto da quando è iniziata la pandemia. Stupido io che ho creduto negli ingredienti fantascienza, alieni e Bruce Willis.

E’ domenica, fuori tra vento, pioggia e limitazioni covid non c’è niente da fare, decido di vedere questa novità di Prime Video per ingannare il tempo, pur sapendo che il tempo non si lascia ingannare da nessuno, lo fa solo credere, ingannando a suo volta. Come il diavolo. E infatti dopo nemmeno dieci minuti sento puzza di bruciato: Bruce ha già steso un tizio senza alzarsi dalla sedia ma la cosa strana è che, nonostante Cosmic sin sia ambientato nell’anno 2500 e spicci, niente sulla Terra lascia intendere di essere in un futuro lontano: la gente è vestita come nel 2021, forse anche più vintage; per le strade ci sono i pick-up e i furgoni, soprattutto ci sono le strade, quelle asfaltate, con i lampioni e la segnaletica che conosciamo; un robot che indossa una camicia hawaiana serve un whisky con una pinza al posto della mano che perfino nella fantascienza degli anni ’70 sarebbe stata migliore; dentro il bar un jukebox funziona ancora con le monetine; utensili e oggetti di uso comune non sono cambiati in 500 anni di evoluzione. Eppure l’uomo ha colonizzato Marte e viaggia nello spazio. Insomma, le premesse per un buon film o anche soltanto discreto sono andate a farsi fottere velocemente. Con altrettanta rapidità si scopre che non siamo soli nell’universo, altre forme di vita (stranamente uguali agli umani, vestite da cavalieri della morte, per fortuna senza i cavalli) sostengono che ci può essere solo una razza dominante e quindi la guerra è l’unica soluzione. Attraverso un portale migliaia di astronavi stanno per arrivare e chi se non Bruce e un pugno di coraggiosi possono salvare l’umanità? Armageddon non era tanto diverso nella sostanza, però è stato girato 500 volte (numero a caso) meglio. Qua il budget non credo fosse così piccolo per una produzione Amazon, il risultato tuttavia è quello da film di serie B in zona retrocessione. Gli effetti speciali sono ridicoli, i dialoghi improponibili, l’azione in cui speravo inesistente. Nella scena più movimentata, dove due civiltà si fronteggiano per decidere chi dominerà l’universo, a combattere sono forse dieci contro dieci, una partita di calcio in pratica e i cattivi vengono respinti con pistole e pallottole. Nell’anno 2500.

Alla fine comunque il mondo è salvo. Le astronavi del nemico non riusciranno a raggiungere il portale (non oso immaginare come il regista avrebbe potuto girare una battaglia nello spazio) perché una ventenne carina e cervellona, che non poteva mancare nel cast, riesce all’ultimo secondo (grande novità) ad inviare una bomba dall’altro lato, distruggendole all’istante. In un’ora e mezza avrò visto non più di venti attori e tre location grandi quanto la mia stanza e illuminate peggio il che, assicuro, è difficile. Bruce non azzecca un ruolo da protagonista forse dai tempi di Sin City e io, boh, in qualche modo dovevo sfogarmi.