Inseguendo un’ombra

Sono mesi che le vado dietro portandomi appresso mille domande e una torcia. Ho immaginato dialoghi che non ci saranno mai trascrivendo, con una matita bianca su un quadernetto nero, le parole più chiare, non per forza le più belle. Ho imparato a correre, prima di capire quanto fosse importante rallentare, andare piano quasi fino a fermarsi. Quasi però, ché fermarmi sarebbe la mia rovina, senza considerare poi che credo sia impossibile: puoi pure trattenere il respiro senza chiudere nemmeno gli occhi, ti stai comunque muovendo verso una meta. E la meta che mi sfuggiva altro non era che risposte, risposte che avevo già, che dovevo solo illuminare con la torcia, che erano qui, nell’anno in corso, non quello solare, quello della mia età, l’anno di tutte le risposte o della risposta a tutto, risposta che effettivamente è arrivata. Adesso posso spostarmi in qualsiasi direzione, come quando sono sott’acqua, perfino verso l’alto o l’abisso, con la differenza che ora sono io a scegliere dove andare e non l’ombra, inafferrabile per definizione. Perché non mi interessa lei ma chi la proietta, chi illumina di luce propria, chi posso inseguire finché non vorrò fermarmici accanto, anzi no… chi voglio inseguire finché non potrò fermarmici accanto.

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Risposte

Non avrò mai le risposte che ho cercato per mesi e che tra l’altro sono sempre arrivate da persone diverse da quelle a cui avevo posto le domande. Le risposte ad un certo punto le trovi da solo e spesso sono sbagliate, perché sei di parte, perché sono quelle che vorresti ricevere, parole ben diverse dalla realtà dei fatti.
Oggi però o, meglio, da oggi avrò la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. E la userò ogni volta che dovrò.
Questo schizzo, che è solo una prima bozza del mio prossimo tatuaggio, dice praticamente tutto e me lo ricorderà sulla pelle e dal profondo del cuore.

Tutto quanto

Vedi quel paesello laggiù, all’orizzonte?
No.
Oggi devo arrivare lì.
Laggiù? Ma saranno almeno 30 chilometri…
42.

42 chilometri, una maratona. Camminando però. Una delle tappe più lunghe della vita, di certo non tra le più impegnative, dove domande e risposte si alternano come passi. Anzi no. E’ piuttosto un continuo salto in avanti su una gamba sola. Perché le domande sono tante quante l’universo e la risposta, fondamentale, è una sola, è tutto quanto.