Burgos – Hontanas

15 agosto 2011

Hontanas. Mi sono fermato qui anche se non era previsto dalla tabella di marcia. Dovrei essere a Castrojeriz, 9 km più avanti, ma chi se ne frega… Sono arrivato stanchissimo dopo aver assaggiato le mesetas, il paesello mi è piaciuto e ci sono rimasto. Erano da poco passate le 14.00. C’è anche la piscina. Sono andato a fare un bagnetto naturalmente, mi ha fatto bene. Anche per l’umore.

Le mesetas possono uccidere. Chilometri di nulla. Io, la strada, il cielo con le nuvole e basta. Oggi ho scoperto il cielo. La tappa non è stata particolarmente esaltante e nemmeno particolarmente difficile, sono i miei piedi che ancora non vanno. Sono partito prima delle 6.30 da Burgos, c’era Jesus alla stessa ora. Ho incontrato un ragazzo toscano molto piacevole, partito da S. Jean un giorno dopo di me e già qui. Ora sarà almeno a Castrojeriz. Pensavo di raggiungerlo, prima di fare due conti e decidere di fermarmi qui. Ci saranno quattro case e cinquanta abitanti ma anche un buon numero di belle ragazze, a partire da quella dell’albergue fino a quelle viste per strada e in piscina. Strano il mondo. L’albergue è in stile rustico, pulito e ordinato. Credo sia arrivata anche la ragazza toscana con tutta la combriccola. Non mi va di unirmi a loro, anche se credo sia un bel gruppo. Ci sono troppe mosche.

Avrei voluto dormire un po’ ma non ci sono riuscito. Spero di crollare più tardi. Domani vorrei partire alle 6.00 e provare a guadagnare qualcosa visto che, a quanto pare, avrò chilometri e chilometri di mesetas da affrontare. Devo comprare un’altra bottiglia per l’acqua. Se tutto va bene, e deve, arriverò in un paese a circa 9 km dalla meta prevista. Così avrò percorso circa 40 km e mantenuta invariata la distanza prefissata. Di certo non potrei recuperare domani.

Percorsi circa 320 km in dieci giorni. La media è quella, cazzo, un minimo devo pure godermela. Continuo a bere birra. Se mi gonfio, può darsi che diventi più leggero quando cammino. Sono seduto ai tavolini dell’albergue, danno sulla strada che è anche quella del Cammino. C’è una francese che dorme sul letto sopra il mio, è carina ma un po’ abbondante e comunque resta il fatto che io sono qui per camminare. El Puntido si chiama l’albergue.


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