Allo sbando

Non scrivo mai di politica e non lo farò nemmeno stavolta perché queste poche righe non riguardano la politica ma il marciume che abbiamo al governo, che poi è espressione di un popolo (se così si può chiamare) alla deriva, dove l’ignoranza, la presunzione e l’opportunismo regnano sovrani.
Non sono un fan dei governi tecnici o di larghe intese e non lo ero di quello caduto ieri a cui però oggettivamente va dato atto di aver intrapreso un percorso chiaro in un periodo storico particolarmente difficile per l’Italia, l’Europa, il mondo e quella parte di universo fotografata dal telescopio Webb. Intendiamoci, l’umanità ha avuto momenti peggiori e anche l’Italia. Il governo tuttavia non penso stesse lavorando male, perlomeno stava lavorando e questo, senza entrare nel dettaglio, era tangibile anche all’estero. Almeno una strada era tracciata, in contrasto con l’immobilismo degli ultimi anni. C’era competenza, soprattutto sull’economia, attorno al gruppo di buffoni che ogni giorno ci propinano le solite cazzate. Adesso, di nuovo, siamo allo sbando. Con le elezioni, innanzitutto spero che spariscano quegli pseudo-partiti inutili, movimenti vari e rappresentanti del due per cento e spicci di non so cosa. Poi, a scapito di provarlo sulla mia pelle, sono curioso di vedere cosa faranno i fenomeni che con ignoranza, presunzione e opportunismo regneranno sovrani. La risposta è: niente. Ma aspetto che ce lo dimostrino loro.