Ambulance

Ci sono film che guardo per staccare il cervello, magari mentre faccio altre cose tipo preparare la cena o innaffiare le piante o dormicchiare. Parlo di film non impegnativi, di cui avevo sentito parlare e di puro intrattenimento. Alcuni a volte mi rapiscono e riescono a farsi seguire con interesse, altri dimostrano di essere una “cagata pazzesca”, per citare Fantozzi e “La corazzata Potëmkin” (che invece era un filmone). Ambulance è l’ennesimo giocattolo costoso di Michael Bay, il regista di Armageddon e Transformers, un concentrato di azione e adrenalina perfettamente riuscito nelle intenzioni ma che, guarda caso, al botteghino ha fatto flop. Racconta, per un’ora e mezza delle oltre due di durata, di un inseguimento ai danni un’ambulanza, rubata da due ladri per fuggire dopo un colpo, che trasporta un poliziotto ferito da uno di loro e un paramedico, anzi una paramedica, naturalmente gnocca. Polizia, FBI, elicotteri e decine di auto non riescono a fermarla. Un’ambulanza. Per di più, mentre i fuggitivi guidano a velocità e a zig-zag per Los Angeles distruggendo di tutto senza nemmeno bucare una gomma, all’interno del mezzo avvengono operazioni a cuore aperto e trasfusioni da uomo a uomo per salvare il poliziotto che, dopo aver perso otto litri di sangue, si scoprirà, non si era beccato una pallottola ma due e, wow, alla fine si salverà. Ho cercato un senso finché non è arrivata una scena fantastica: l’ambulanza, con due auto alle calcagna, arriva davanti ad un burrone, si ferma, l’autista è spacciato, pensa alla sua vita, non sa dove andare e che fa? Niente, dopo un po’ mette la retromarcia mentre le due auto, invece di tamponarla o bloccarne il passaggio, finiscono dritte nel burrone come se si fossero tuffate. Da qui in poi ho usato il tastino per andare avanti velocemente, la cena era pronta e ammetto di essere arrivato al gran finale senza capirci granché. Ma che dovevo capire? Questi non sono film da capire ma da guardare e basta. Meglio se con gli occhi chiusi.

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