Due estati

Un gruppo di amici, ognuno con la propria vita piuttosto realizzata e senza bambini a rompere le palle, si ritrova per festeggiare i cinquant’anni di una di loro e trascorrere qualche giorno su un’isola che più isolata non si può. In parallelo, vengono mostrati gli stessi amici durante l’estate di trent’anni prima, quando erano giovani, cretini e incensurati. Le due estati del titolo si intrecciano quindi per svelare pian piano un episodio agghiacciante che non lascerà vie d’uscita. A metà tra giallo e thriller, trovata per caso su Netflix, questa miniserie belga a cui non davo credito è stata invece una sorpresa. Non c’è sangue, non c’è suspense, non ci sono omicidi né mostri, ma la spensieratezza del gruppo, sia nell’una sia nell’altra estate, è chiaro sin da subito che verrà distrutta e questo, insieme ad una discreta sceneggiatura, crea interesse e attesa. Inoltre si tratta di solo sei puntate, finiscono in fretta. Gli attori sono bravi e i personaggi ben delineati. Forse qualche intreccio è un po’ forzato, tuttavia le vicende raccontate e purtroppo anche l’episodio agghiacciante sono assolutamente plausibili, con cause e conseguenze. Sui giornali leggiamo di peggio ogni settimana. Nessuno è colpevole ma nessuno è innocente e, mi correggo, a pensarci bene i mostri ci sono eccome.