La ferrovia sotterranea

Il romanzo da cui è tratta questa serie mi era piaciuto moltissimo, aveva vinto anche il Premio Pulitzer per la narrativa qualche anno fa e ricordo di averlo finito così in fretta che ci ero rimasto male. Quando su Prime Video mi è passato davanti casualmente il trailer non ho avuto dubbi che l’avrei apprezzata, non fosse altro per la possibilità di associare volti, luoghi e situazioni a ciò che il libro mi aveva solo fatto immaginare. Forse però le aspettative erano troppo alte. A differenza del romanzo, che si legge quasi senza respirare, qua si respira troppo, ci si può andare pure a fumare una sigaretta senza che succeda granché, le scene cardine della storia o sono interminabili, con lunghi piani sequenza di paesaggi e personaggi e musiche per l’occasione, o sono brevi e volutamente troncate perché poi vengono riprese più avanti. La fotografia è da Oscar, la trama non è affatto sminuita e la suspense non manca: tutto questo non è comunque bastato ad evitare un po’ di noia. Non ho trovato quel ritmo, quella scossa che spinge a terminare ad ogni costo un episodio e riprendere al più presto il successivo. Il romanzo è crudo e vivace ma i particolari che mi avevano colpito tra le pagine non li ho trovati sullo schermo, per lo meno non tutti. Peccato, poteva essere la sorpresa del 2021, resterà solo una buona serie.