Katla

Come tutte le serie nordiche, anche questa è fredda e un po’ lenta. Come l’attività di un vulcano che non erutta da oltre cento anni. Come gli abitanti di quei posti. Posti che poi sono la fantastica Islanda e, in particolare, la zona di Vík í Mýrdal ai piedi del vulcano Katla, dove non c’è praticamente un tubo, a parte la meraviglia. A casa conservo un barattolo di sabbia nera tipica della spiaggia, oltre a mille ricordi e fotografie tra cui quelle dei bellissimi faraglioni di Reynisdrangar che spesso vengono inquadrati durante gli episodi.

Insomma, avevo sufficienti motivi per guardare la serie che oltretutto è di genere misto tra fantasy e thriller, leggera ma intrigante. Ad un certo punto, arrivare al finale mi ha interessato poco, cercavo solo di ritrovare luoghi e qui la fotografia ha peccato, Netflix avrebbe potuto sfruttare molto meglio gli scenari e i paesaggi offerti anziché concentrarsi su una trama non proprio soddisfacente e con qualche buco di sceneggiatura di troppo. Non ci sarà una seconda stagione, senza dubbio invece tornerò una seconda volta in Islanda.

Le mie invenzioni

Il sottotitolo, “L’autobiografia di un genio“, è una mezza verità: di biografico c’è ben poco, a differenza del genio che invece abbonda, anche se bisognerebbe essere ferrati in materia (ed è complicato capire pure in quale materia) per seguire l’autore: invenzioni, intuizioni, visioni, riflessioni, brevetti, progetti… veramente tanta roba, senza dubbio rivoluzionaria per il periodo (fine ‘800, inizio ‘900) ma distante dai miei studi e dalle mie già scarse conoscenze per essere apprezzata in pieno. Qui racconta, con una buona dose di sacrosanta presunzione, cosa ha fatto e cosa avrebbe voluto fare nel campo – azzardo – dell’ingegneria elettrica (?) e quali sviluppi avrebbero portato le sue scoperte nel mondo. Era un genio e lo sapeva ma i dettagli della la sua vita sono accennati e solo quando riguardano il suo lavoro. Questo perché il volume altro non è che una serie di articoli, di per sé nemmeno entusiasmanti, messi insieme in modo abbastanza palloso e sconnesso da non so chi (forse un editore?), a mo’ di biografia, con risultati scadenti e poco attraenti. Del resto quasi tutti gli ingegneri sono poco interessanti.

Nikola Tesla – Le mie invenzioni