Collateral

Una miniserie di soli quattro episodi da guardare in un weekend piovoso, sperando sia l’ultimo visto che l’estate è alle porte. La scena iniziale dà il via ad una serie di storie collaterali legate all’omicidio di un ragazzo che consegna la pizza (fosse stata all’ananas, sarebbe stata una morte giusta) ma la trama, per quanto intricata, non mi ha entusiasmato. Manca il pathos, l’assassino viene svelato subito e si intuisce presto che si tratta solo di una pedina di un gioco più grande. La detective che indaga è un personaggio creato ad immagine e somiglianza della protagonista di Fargo (il film dei Coen), lo sceriffo donna con un bambino in grembo, un marito tranquillo e invisibile e una buona dose di astuzia e di palle. Anche gli altri personaggi sono ben costruiti e Londra è sempre Londra. Non c’è sangue (peccato, ci speravo) e le vicende lo fanno assomigliare più ad un thriller politico, per cui quattro puntate sono risultate assolutamente sufficienti. Una quinta non l’avrei vista.

13 pensieri riguardo “Collateral

        1. E’ proprio questo il problema: Tarantino ci dà un assaggio del suo stile solo negli ultimi minuti, a mo’ di contentino finale, ma quella scena non è così esaltante da farmi chiudere un occhio su tutta la noia colossale che mi sono dovuto sorbire in precedenza. Speriamo che la prossima volta faccia un lavoro più omogeneo e divertente dal primo all’ultimo minuto.

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        2. Capisco che non c’era una vera e propria storia e che mancava la sua impronta ma non lo definirei noioso. Certo, con attori meno noti sarebbe passato quasi inosservato…

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        3. E se fosse stato diretto da un regista meno noto sarebbe stato proprio stroncato. Invece il solo nome di Tarantino ha portato in dote al film incassi stellari, 10 immeritate nomination agli Oscar e 2 oscene statuette. Nonostante tutto questo, spero che Tarantino sia abbastanza obiettivo e autocritico da capire lo stesso che ha fornito una prova sottotono, e che il suo prossimo film deve assolutamente tornare ai livelli di Pulp Fiction. In caso contrario, lo darò definitivamente per perso e non guarderò mai più un suo film.

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        4. Mah, diciamo che per la critica è stato un successo internazionale. Se volevano stroncarlo, lo avrebbero fatto. Tarantino ha tutto il diritto di cambiare stile o genere o quel che gli pare, assumendosi i rischi di un flop (cosa che non è successa), come tu hai il diritto di non seguirlo più. Per me è un gran film, diverso dal classico genere tarantiniano ma non per questo meno bello.

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        5. Certamente, Tarantino ha tutto il diritto di cambiare. Ma come dicono gli inglesi, “if it ain’t broke, don’t fix it” (se non è rotto, non aggiustarlo). Grazie mille per lo stimolante scambio di opinioni! 🙂

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