The serpent

La serie racconta, ricostruendo fedelmente i fatti, i crimini di tale Charles Sobhraj, un francese bruttarello e diabolico che negli anni 70′ ha predato e spesso ucciso non si sa quanti hippie occidentali in viaggio nell’Asia meridionale alla ricerca di pace e amore e forse se stessi. La pace l’hanno trovata, l’amore non so, se stessi non credo, visto che i corpi venivano fatti sparire, bruciati o seppelliti. Il serpente, uno dei soprannomi di Sobhraj, era un grande adescatore, non aveva scrupoli a perseguire i suoi piani e li portava a termine soprattutto perché quegli hippie, diciamolo, non erano poi così svegli: con il fumo negli occhi e nel sangue, erano portati a fidarsi di chiunque. O almeno così vengono rappresentati e questa – la facilità con cui venivano adescati – è una delle poche pecche che ho trovato nella serie, alcuni eventi sono descritti con eccessiva superficialità. Per il resto, superate le difficoltà iniziali con i salti temporali che non fanno capire una mazza e archiviati i primi due soporiferi episodi (Netflix ne poteva fare a meno), la storia inizia a ravvivarsi e coinvolgere. Il merito va al protagonista, Tahar Rahim, attore di cui mi sono innamorato che, nonostante il trucco tendente ad imbruttirlo, resta bello. Bravo è bravo, se ne parla già da qualche tempo, al punto che sono andato a recuperare Il Profeta, gran film del 2009 da lui interpretato, per apprezzarlo meglio. Le ambientazioni sono ben ricostruite e mi confermano che la Thailandia e Bangkok in particolare non mi attirano per niente. Io sarei stato uno di quegli hippie derubati e ammazzati e non sono sicuro che prima mi sarei divertito, dopo sicuramente no.

24 pensieri riguardo “The serpent

  1. Ieri sera ho guardato il primo episodio, è stato difficile non addormentarmi. Condivido la tua osservazione sui salti nel tempo che confondono le idee e sulla facilità di adescamento.Quei ragazzi, abituati a girare il mondo, sembrano degli idioti mai usciti di casa.

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    1. Mi fa piacere che condividi le mie impressioni, vuol dire che non me le sono inventate. Dopo il secondo episodio tutto diventa più scorrevole e ai salti temporali ti abitui perché riconosci i personaggi, in definitiva non è una brutta serie.

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        1. Ho finito di vederlo ieri sera. Essendo una storia vera sono arrivata in fondo, diversamente avrei mollato alla seconda puntata perché ho fatto fatica a rimanere immersa in quei colori e suoni.

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        1. Negli ultimi anni si è messo a fare il cattivo. Lo ha fatto in questo film e in Beyond the Law – L’infiltrato, con ottimi risultati in entrambi i casi.
          Ti vengono in mente altri film in cui un attore (o un’attrice) solitamente “buono” fa la parte del cattivo?

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        2. Ma sì, ce ne sono parecchi. Così su piedi penso a Van Damme o Mel Gibson ne “I mercenari” o Denzel Washington in “Training days”. Pure Banderas in almeno un paio di ruoli, sempre dello stesso genere.

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        3. Non ci crederai, ma il film dei Mercenari in cui Mel Gibson fa il cattivo l’ho recensito. In quel post raccontavo anche l’enorme influenza che Stallone ha avuto sulla mia vita: le emozioni e gli insegnamenti che mi ha dato sono stati di una bellezza e di un’utilità semplicemente incommensurabili.

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        4. E chi non ha amato Stallone? Non credo di aver ricevuto insegnamenti da lui ma da Rocky a Rambo ed innumerevoli altri ruoli ha sempre avuto successo, al punto da diventare un fenomeno nella cultura di massa.

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        5. Stallone ha duettato alla grande anche con il mitico Arnold. Tra tutti i film che hanno fatto insieme il migliore è senza dubbio Escape Plan, che tra l’altro ricordo di aver visto in una sala semivuota: eravamo io e 2 cinquantenni, sicuramente 2 nostalgici dell’epoca d’oro di Stallone. Io sono ben più giovane, ma Sly ha fatto breccia anche nel mio cuore. E grazie a Creed anche degli spettatori ancora più giovani di me hanno avuto l’opportunità di conoscerlo e di amarlo. Fermo restando che in America resterà un mito anche tra cento anni, perché il suo Rocky è un’icona immortale, l’incarnazione stessa del sogno americano. Grazie per averci dato tutta questa bellezza, Sly.

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        6. Escape Plan me lo ricordo, accettabile. Creed non è male, penso che continuerà la saga sulle orme di Rocky (sono certo che lo faranno morire presto o tardi). Stallone effettivamente è quello che dici, peccato solo sia stato simpatizzante di Trump.

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        7. Ah, ma questo era ovvio: un presidente “muscolare” e machista come Trump non poteva non piacere a Stallone. Arnold invece non lo può sopportare, per un motivo che non conosco nei dettagli, ma che ricordo essere legato ad un programma televisivo in cui hanno lavorato entrambi (e quindi a questioni totalmente estranee alla politica). Grazie mille per la piacevole chiacchierata! 🙂

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