Libro

Maccio Capatonda mi ha sempre fatto ridere con i suoi video e così, quando ho visto quello di presentazione del suo Libro, autobiografico, non ci ho pensato due volte a recuperarlo e leggerlo. E’ leggero ma, a differenza di quanto pensassi, non è solo un susseguirsi di battute che raccontano la sua vita, anzi a volte sembra perfino serio, altre volte di un’idiozia totale. In generale però non è Ma(la)ccio, perché c’è anche Marcello, la persona dietro il personaggio, che con una certa umiltà spiega come ha ottenuto un discreto successo, dalla collaborazione con la Gialappa’s fino al cinema e alla relazione con Elisabetta Canalis (finita male, visti i sassolini che, parlando di lei, si toglie dalla scarpa, dall’altra scarpa e da tutte le scarpe indossate). Libro da leggere in bagno o prima di addormentarsi, quando la testa è altrove e una risata può venire spontanea.

Maccio Capatonda – Libro

Cose che succedono la notte

Non capita spesso di leggere un romanzo bello bello in modo assurdo ma non capita spesso nemmeno di leggere un romanzo veramente brutto. Devo essere stato fortunato perché da parecchio tempo non leggevo un libro dello stesso livello di quest’ultimo lavoro di Peter Cameron, ricordo forse un romanzo di Andrea Scanzi e un paio di fumetti altrettanto mediocri. Ha il vantaggio di essere breve e tutto sommato scorrevole, motivi per cui non l’ho abbandonato. Alle prime pagine mette anche curiosità ma diventa subito insulso e noioso e quegli spunti che potevano svilupparsi in mille modi affascinanti, be’, non si sviluppano proprio, muoiono lì. Nessuna ambientazione e nessun personaggio vengono approfonditi. In compenso vengono descritte molto bene le azioni e i gesti inutili ai fini del racconto, come prendere un tè o fare una doccia e immagino che questo sia lo stile dell’autore, sufficiente a farmelo dimenticare. Cose che non succederanno più.

Peter Cameron – Cose che succedono la notte

A Babbo morto

Non avevo grandi aspettative e ho comprato il volume, tra l’altro uscito ad un mese di distanza da Scheletri, solo perché Zerocalcare è una forma di garanzia. Non è una storia natalizia né una mera operazione commerciale ma un’opera di denuncia sociale e politica raccontata attraverso una serie di metafore che partono dalla morte di Babbo Natale. Ci sono diverse chicche e numerosi riferimenti a fatti di cronaca. Occhio alle date, mai messe a caso, come quella del 20 luglio in cui un folletto viene ucciso, stesso giorno della morte di Carlo Giuliani. Il tutto forse poteva essere impaginato e presentato meglio: nonostante l’attenzione dell’autore, l’idea che mi sono fatto è quella di una realizzazione sbrigativa e un po’ gonfiata nei contenuti.

Zerocalcare – A Babbo morto