Pizzeria kamikaze

Lettura da un paio d’ore al massimo, in alternativa ad una cena in pizzeria che potrebbe risultare indigesta (almeno per me che la accompagno con litri di birra e antipasti fino a scoppiare) a differenza di questi nove racconti cotti al punto giusto: alcuni brevissimi, altri articolati, tutti sconclusionati e surreali ma decisamente simpatici e scorrevoli con qualche frase da sottolineare e portare a casa. Il racconto che dà il titolo al libro, non a caso, è il più lungo e sorprendente.

Etgar Keret – Pizzeria kamikaze

La gang del pensiero

Avevo letto tanto e tanto bene in quarantena che non mi sembrava vero riuscire a divorare libri così velocemente. Tornato alla quasi normalità, il tempo per leggere è diminuito e, non contento, sono andato a sbattere contro questo romanzo all’apparenza divertente ma alla lunga stancante. E anche alla corta. Proprio non scorre, nonostante l’ironia e le battute che riempiono le pagine a contorno della storia, surreale e ricca di episodi incredibili. L’autore sa pure scrivere. Solo che esagera nella continua ricerca del lato comico e di frasi ad effetto, alcune delle quali da evidenziare e portare a casa, simpatiche la prima volta, simpatiche la seconda, va bene la terza… poi basta, diventano fastidiose. Senza parlare delle riflessioni filosofiche, tutte illuminanti e anche esposte con semplicità, che però si rivelano pallose, come le innumerevoli parole con la Z in cui il cui glossario ci viene perfino mostrato alla fine del libro. Peccato, mi aspettavo molto di più.

Tibor Fischer – La gang del pensiero

 

Souvenir dell’impero dell’atomo

Opera sicuramente originale che omaggia la fantascienza degli anni ’50, tra l’altro con uno stile grafico impeccabile. E simpatico, direi. Solo che, pur essendo la storia abbastanza semplice, è raccontata (volutamente dall’autore) in maniera troppo intricata con continui salti temporali e intermezzi a volte difficili da collocare nel puzzle della trama. In sostanza, non ci ho capito granché e non mi ha appassionato. Magari cambierò giudizio con una rilettura in futuro. O nel passato.

Thierry Smolderen, Alexandre Clerisse – Souvenir dell’impero dell’atomo