The last dance

Un capolavoro assoluto. The Last Dance è la cosa migliore venuta fuori da questo periodo di isolamento, superiore persino alla Colombina De Longhi, arrivata a casa qualche giorno fa, che fino ad oggi ha rappresentato la gioia più grande della mia nuova vita casalinga.

Le ultime due puntate della docu-serie, uscite stamattina, tra l’altro in concomitanza con la fine della quarantena, chiudono una racconto da favola in cui a livello di emozioni non è mancato nulla. Sono cresciuto giocando a basket e Michael Jordan, pur non essendo il mio giocatore preferito (ero innamorato di un certo Magic Johnson), è stato capace di esaltarmi come pochissimi nello sport in generale. Ha portato la sua squadra in cima all’NBA e l’NBA oltre il gioco, oltre lo sport, trasformandola nello spettacolo entusiasmante che tutti conosciamo. Centinaia di aneddoti raccontano il giocatore e l’uomo, dalla nascita fino all’ultima incredibile stagione, “the last dance” appunto, in cui squadra e dirigenza sapevano che l’anno successivo sarebbe cambiato tutto. Jordan infatti si sarebbe ritirato. Da vincente. Con tre anelli consecutivi vinti, per due volte. Sei titoli in otto anni, oltre ad un’infinità di record e leggende. Ma la storia è lunga e complessa: ci sono delle omissioni, qualche ambiguità e tanti personaggi, ognuno con i propri retroscena, che insieme a Jordan, quella storia, l’hanno fatta. E io non sono capace di aggiungere niente a quello che la serie racconta ma sono sicuro che presto mi riguarderò tutti e dieci gli episodi, sicuramente mentre passo sul pavimento la mia Colombina.

10 pensieri riguardo “The last dance

  1. Michael Jordan è stato il campione che è riuscito ad andare oltre allo sport, oltre al basket NBA, oltre a tutte le aspettative. The last dance… ma nei nostri cuori lui gioca ancora.

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  2. non l’ho ancora vista, e mi sono avvicinato a questo sport relativamente da pochi anni seppur lo avessi seguito all’epoca dei mitici chicago bulls… ma ormai faccio parte dell’ambiente (se non altro per il minibasket) con una moglie istruttore e suo fratello giocatore questo sport mi è entrato nel cuore, anche se la mia storia è legata ad un altro pallone con esagoni… però non vedo l’ora di vedere questa serie…. beh, magic è stato meno multimediale ma un genio assoluto, ancora oggi se riguardiamo i suoi filmati e pensiamo all’epoca in cui lui faceva alcune cose, impossibile non emozionarsi e ammirare…

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  3. Ho passato la quarantena con tv fissa su Sky NBA tranne il venerdì di Propaganda Live.
    E The Last Dance è stato un gran regalo in questo periodo. Soprattutto le ultime due puntate.
    (Notevole anche la colonna sonora)

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