A Braccio di Ferro

Il corriere, poveraccio, non mi ha nemmeno citofonato. Mi sono accorto della consegna solo quando sono uscito per andare al supermercato e ho trovato il pacco dietro il portone del giardinetto. Lo aveva gettato senza nemmeno sapere cosa ci fosse dentro, motivo in più per smettere di ordinare online in questo periodo, anche se il mio acquisto risale a tempi non sospetti. Salito a casa, ho aperto la scatola “più sigillata del mondo” – sarebbe stato più semplice scassinare una cassaforte – e, tra un centinaio di metri di nastro adesivo e chili di carta appallottolata, ho trovato la mia sorpresa.

Ero molto piccolo quando ci giocavo ma la ricordo molto bene: la latta (di plastica) degli spinaci con dentro i due personaggi (di gomma) di Braccio di Ferro e Olivia. Ho le immagini ben stampate in testa di un pomeriggio in cui, sul lettone dei miei, staccavo un braccio a Braccio di Ferro e strappavo l’etichetta alla latta che tenevo con entrambe le mani, perché era grande. Non era tra i miei giocattoli preferiti, perché non avevo giocattoli preferiti, avevo due o tre giocattoli e ogni cosa era la preferita per giocare.

Quando ho scartato il pacco, già di per sé piccolino, e dentro ho trovato quel mucchio di carta, per un attimo ho pensato ad una sòla (una truffa) e che non ci fosse niente dentro. Io ricordavo una latta grande e mi aspettavo qualcosa delle dimensioni di un minestrone in scatola. Invece, sorpreso nella sorpresa, mi sono ritrovato con una lattina da tenere tra pollice e indice che, guardando le mie manone e pensando a quanti anni sono passati, mi ha quasi commosso per quel bambino che non c’è più. O che forse c’è ancora e sta cercando di recuperare, pagandoli cento volte di più, i suoi giocattoli di un tempo. Che fortunatamente erano due o tre.

15 pensieri riguardo “A Braccio di Ferro

  1. Anche io ho fortissimi i ricordi di alcuni giochi, anche se non necessariamente i miei preferiti: ricordo ancora perfettamente un pomeriggio d’estate, dopo pranzo, quando ho aperto una scatolina di cartone contenente un Braccio di Ferro da montare…ricordo perfettamente la luce, gli odori, la scatola…

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    1. Credo fosse una condizione comune a tutta una generazione di famiglie modeste come la mia. Non fosse altro che non c’era tutta quella varietà di giochi e giocattoli che negli anni è cresciuta a dismisura.

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  2. Che meraviglia…
    Io avevo stretto una fantastica amicizia con un omino lego; non era originale ma lo avevo desiderato tanto, poi trovato in circostanze non chiare, ho camminato con lui sui profili di ogni armadio, poltrona, sedia, corteccia, stelo, petalo, ruota, telaio, sedili, muro e in casa di tutti i parenti.
    Ricordo con amore anche i personaggi che per un periodo davano col detersivo, forse dash? Non ricordo, ma erano fantastici!
    In realtà, ancora oggi quando vedo qualcosa di simile mi sento catapultata indietro di un’era, ma la sensazione è confortante anche se con una pizzico di tristezza.

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    1. E’ la stessa sensazione che provo io, mi succede con i vecchi cartoni animati. Non li puoi guardare con gli stessi occhi né puoi giocare come un tempo con le stesse cose di allora ma quello che viene fuori è sempre un bel ricordo.
      I Lego li amo tuttora, ne ho tanti e tanti omini. I personaggi del detersivo invece non li ricordo proprio.

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