Krypt

Erano due settimane che non ci mettevo mano. Preso da altro (Il Trono di Spade in particolare, che ho appena terminato), non ho avuto tempo e voglia di mettermi a cercare pezzi neri per cercare di comporre un pezzo nero più grande, in un continuo cerca-cerca nel buio. Ieri sera, ben disposto, ho ripreso e mi sono accorto di essere arrivato a buon punto. Questo Krypt è un puzzle difficile che essendo monocolore – o meglio senza colore – rischia di stancare. E invece, a me che non sono un appassionato, ha tolto presto ogni dubbio sul fatto che dovessi comprarlo e dovessi completarlo, per poi incorniciarlo e appenderlo dove troverà spazio. Ci ho già trascorso molte ore, passando con indifferenza dalle serate con un bicchiere di vino a quelle con la tazza della tisana. Il catetere non appare lontano. Mi stupisce però quanto sia gratificante incastrare un tassello. Se all’inizio mi ci dedicavo come scusa per sorseggiare il vino, adesso la tisana è una scusa per dedicarmi al puzzle. Inoltre mi isola da ogni cosa che potrei voler fare: Krypt vuole attenzioni solo per se stesso, o fai il puzzle o non lo fai, nel mezzo non ci sono zone grigie. O bianco o nero e qui il nero stravince.