Una fine di merda

Sveglia e poi colazione al bar sotto l’albergo. Le ciambelline al cioccolato Milka sono favolose, il cappuccino fa schifo. Prima tappa, la mostra delle farfalle, inclusa nel biglietto fatto ieri: è una delle peggiori esposizioni mai viste, non ho mai capito la bellezza delle farfalle. Andiamo verso le grotte, le famose Grotte di Postumia, tutte le attrazioni e i negozi stanno in duecento metri. La visita, guidata, prevede l’accesso su un trenino che percorre circa un paio di chilometri all’interno della montagna, poi un tratto a piedi di un altro chilometro e infine il ritorno con il trenino verso l’uscita. Lo spettacolo è meraviglioso. Il percorso sembra infinito, le grotte disegnano un paesaggio fantastico in cui le luci valorizzano al massimo stalattiti, stalagmiti, anfratti, cunicoli. La parte migliore è quella a piedi, da percorrere attraverso un sentiero che mi fa sentire in un altro mondo. Credo sia uno dei posti naturali più affascinanti che abbia mai visto, foto e video non rendono. Poco prima di riprendere il treno, la guida ci parla del proteo che qui possiamo osservare in una grande vasca pressoché buia. Apprendo che nel 2016, per la prima volta al mondo, è stato possibile osservare come questo serpentello si riproduce. Ha deciso di deporre le uova proprio in una delle vasche in cui qui viene coccolato. Ci spostiamo verso il Vivarium, dove troviamo il proteo e diverse altre specie di organismi che vivono solo in queste grotte. Altro che farfalle. Usciti, prendo un bicchierino per ricordo in un negozio di souvenir e mangiamo un altro panino nello stesso locale di ieri, non è che ci sia molta scelta.

Andiamo in auto (dieci minuti dalle grotte) verso il castello di Predjama, che in realtà si chiama Castel Lueghi. Pure questo è un luogo stupendo. Il castello è incastonato nella roccia, per metà infatti è stato costruito dentro una parete a strapiombo, a scopo di difesa. Vederlo dall’esterno è magnifico e la visita con l’audioguida è piuttosto interessante: tra le tante curiosità, spiega come questo maniero del Medioevo fosse stato concepito, ottocento anni fa, per proteggere gli abitanti dagli attacchi degli invasori e come si vivesse, male, al suo interno. Era il rifugio del cavaliere Erasmo di Lueg ed era ritenuto inespugnabile. I nemici però pensarono bene di corrompere un servo: la latrina personale del cavaliere era situata all’esterno delle fortezza e il servo, rivelando ai nemici quando il signorotto sarebbe andato ad evacuare, permise loro di bombardare la stanza, uccidendolo. Una fine di merda.

Lubiana. Si trova a 45 minuti di auto dal castello. Il nostro hotel (Hotel Nox) è poco fuori città, le camere sono differenti l’una dall’altra, ognuna con un proprio tema: a noi tocca quella “surf” con tanto di tavola sulla parete e arredo da spiaggia, davvero simpatica. Frigobar gratis, con patatine, birre, acqua e coca. Visitiamo il centro città che è buio. Siamo nella zona del mercato, pieno di gente e luci. L’impatto è piacevole. E’ sabato sera, per strada bevono, mangiano e passeggiano festeggiando nonostante il freddo glaciale. Prendo un vin brulè, rosso. Non sapevo esistesse anche bianco. Camminiamo lungo il fiume che attraversa il quartiere e gironzoliamo per le vie adiacenti, curate, illuminate in ogni angolo. Ceniamo in un pub, io mangio un panino che dimenticherò presto.


Le tappe:
27.12.2019 – Due calici di rosso
28.12.2019 – Una fine di merda
29.12.2019 – Non si capisce un tubo
30.12.2019 – Non manca nulla
31.12.2019 – Un senso di pace
01.01.2020 – Una terra di mezzo

9 pensieri riguardo “Una fine di merda

  1. Bisogna essere ciechi o estremamente aridi se alla vista delle farfalle non si prova una gioia, un frammento di fanciullesco incanto, un brivido dello stupore goethiano. E certo ve ne sono buoni motivi. La farfalla, infatti, è un qualcosa di particolare, non è un animale come gli altri, in fondo non è propriamente un animale ma solamente l’ultima, piú elevata, piú festosa e insieme vitalmente importante essenza di un animale. È la forma festosa, nuziale, insieme creativa e caduca di quell’animale che prima era giacente crisalide e, ancor prima che crisalide, affamato bruco. La farfalla non vive per cibarsi e invecchiare, vive solamente per amare e concepire, e per questo è avvolta in un abito mirabile, con ali che sono molte volte piú grandi del suo corpo ed esprimono, nel taglio come nei colori, nelle scaglie e nella peluria, in un linguaggio estremamente vario e raffinato, il mistero del suo esistere, solo per vivere piú intensamente, per attirare con piú magia e seduzione l’altro sesso, per incamminarsi piú splendente verso la festa della procreazione. Tale significato della farfalla e della sua magnificenza è stato avvertito in tutti i tempi e da tutti i popoli, è una rivelazione semplice ed evidente. E ancora piú è divenuta, da festoso amante e splendente metamorfo, un emblema sia dell’effimero come di ciò che dura in eterno, e già in tempi antichi fu per l’uomo paragone e simbolo dell’anima.”

    A parte questo mio puntiglio bellss resoconto.

    Buon anno…

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    1. Quindi mi stai dicendo che sono estremamente arido (faccina indispettita), visto che non sono cieco. Può essere bello vedere volare una farfalla e apprezzarne i colori, quando li ha. Può essere bella anche la sua storia ma una storia bella ce l’ha qualsiasi animale in fondo. La farfalla in sé è un insetto bello come altri e brutto come altri. Se poi ne osservi a centinaia, morte, dentro una teca di vetro, infilzate da uno spillo, sono più brutte che belle. Ma so di essere controcorrente…
      Grazie per aver letto tutto, fa molto piacere e buon anno anche a te!

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        1. Ma no, ti ho scritto pure “faccina indispettita” proprio per scherzare, figurati se me la prendo. E l’ho detto anche io che tanti la pensano diversamente da me, non vedo il problema…

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