Due calici di rosso

Lavoro meno di due ore ed esco. Treno. Volo per Trieste. Prendiamo a noleggio una Panda, comodissima, chissà che non diventi la mia prossima auto. Non ho mai attraversato il confine tra due stati guidando. Al confine con la Slovenia – non che ci avessi pensato – chissà che mi aspettavo. Tipo un casello o un posto di blocco, qualcosa alla Narcos o Breaking Bad insomma, con polizia di frontiera, controlli alle auto, inseguimenti, sparatorie, varie ed eventuali. Invece niente, c’è solo un cartello che non è quello della droga. Compriamo la “vignetta”, il bollino necessario per viaggiare in autostrada, visto che non esistono le barriere per il pedaggio, anche questa una cosa che ignoravo. Mi accorgo troppo tardi che ce n’era un’altro già attaccato sul parabrezza con lo stesso periodo di validità, sicuramente messo da quelli che avevano noleggiato la Panda prima di noi. Peccato, abbiamo sprecato 15 euro. In meno di un’ora arriviamo a Postumia. Alloggiamo all’Hotel Jama, a pochi metri dalle grotte che visiteremo domani. Fa freddo (da Trieste la temperatura è scesa fino a 2-3 gradi), vento gelido. In albergo, dopo esserci scolati il drink di benvenuto (due calici di rosso), compriamo un biglietto cumulativo per la visita alle grotte di Postumia, al Vivarium (il museo di zoologia delle grotte) e al castello di Predjama (Castel Lueghi), praticamente tutte le attrazioni di questo pezzo di terra. Il posto è piccolo ma ben valorizzato dai negozietti e dall’illuminazione. Mangio un ottimo panino con filetti di salmone da Magdalena Food & Fun, l’unico locale aperto alle 19.00, e scopro la Union, birra slovena (la scura non filtrata è proprio buona). Facciamo due passi ma in giro non c’è più nessuno e le attività sono chiuse. La camera è al quinto e ultimo piano, ci arriva solo un ascensore, mi sento un privilegiato. Ha la vista sulla vallata e anche la doccia è a vista, nel senso che il bagno per metà è separato da una vetrata coperta da una tenda. In pratica dal letto, volendo, si può osservare la doccia (il water per fortuna no). Non è una cafonata come sembrerebbe. La doccia è perfetta, il materasso pure.

Simbolo del luogo è il proteo, soprannominato “pesce umano” o “piccolo di drago”, un anfibio che vive nelle grotte più profonde ed è il più grande tra gli animali ipogei del mondo (arriva a 30 centimetri di lunghezza). Pare che possa digiunare fino a 12 anni e vivere fino a 100.  A vederlo (al momento solo in foto), è un vermicello con le zampette, ne vorrei uno. Mi incuriosisce parecchio, una forma di vita assurda. Qui viene raffigurato dappertutto, persino sui muri dell’hotel o sulle bustine dello zucchero al bar, senza parlare del merchandise (peluche, calamite, giocattoli, bicchierini, sculture). Ah, a proposito di souvenir, tutto è piuttosto caro. Non so se dipende dalla zona turistica o se è proprio la Slovenia a non essere esattamente economica. Lo scoprirò presto.


Le tappe:
27.12.2019 – Due calici di rosso
28.12.2019 – Una fine di merda
29.12.2019 – Non si capisce un tubo
30.12.2019 – Non manca nulla
31.12.2019 – Un senso di pace
01.01.2020 – Una terra di mezzo