Cinque anni fa

Lui aveva 13 giorni in questa foto e io 13 giorni dopo sarei partito per l’Islanda. Me lo ricorda Facebook. Non serve però Facebook per sapere quanto è stato importante il 2014. Importante o deviante, per merito e colpa delle famose sliding doors che hanno aperto al mio futuro una direzione ben precisa. Al tempo non potevo immaginarla, potevo averne solo un’idea ma era una delle migliaia di combinazioni possibili che solo Doctor Strange avrebbe potuto prevedere. Insomma, nasceva il mio secondo nipote, andavo in Islanda, facevo volontariato in Burkina Faso e compivo (o compievo?! Dubbio delle 8.30 del dopo ferragosto prima di andare in ufficio…) la scelta che avrebbe mischiato le carte per sempre: andare avanti con quelle, vincenti, che avevo in mano o pescare il jolly e rimettere tutto in gioco per amore del rischio? Ho amato il rischio. Ho rischiato l’amore. Di mani ne ho perse eppure, alla fine, ho vinto. E quegli occhietti di mio nipote, oggi cinquenne, sono lì a dimostrarlo.

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26 pensieri riguardo “Cinque anni fa

      1. Anche per me: è stato l’anno in cui mi sono laureato. Ed è stato un anno magico anche per motivi “WordPressiani”: mi veniva l’ispirazione per un nuovo post con molta più frequenza rispetto ad oggi, e la maggior parte di quei post ha ottenuto un ottimo riscontro. Forse l’unico che non ha “sfondato” in quanto a visualizzazioni, likes, commenti eccetera è questo: https://wwayne.wordpress.com/2014/07/21/andare-controcorrente/. Grazie per la risposta! 🙂

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        1. Ma che ti frega se “sfonda”? Lo capisco, funziona come i social ma io ho smesso di preoccuparmene molti anni fa. Pensa che a volte pubblico post con data retroattiva (che quindi non va a leggere nessuno) solo perché voglio il post in quella determinata data e per me va bene così.

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        2. In effetti WordPress non sgancia un centesimo anche se un post fa 1.000 visualizzazioni, quindi dal punto di vista economico è ininfluente che un post abbia successo o meno.
          Anche dal punto di vista della gratificazione personale non mi interessa granché: so riconoscere se un post è buono o cattivo indipendentemente dal riscontro che riceve.
          Se ci rimango male quando un post non sfonda è soltanto perché capisco di aver deluso le aspettative dei miei lettori, e questo un po’ di amaro in bocca me lo lascia. Corro a risponderti nel mio blog! 🙂

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        3. Al lato economico non avevo nemmeno pensato. Riguardo le gratificazioni, ognuno ha le proprie ed è giusto che sia così. Tu preferisci scrivere per gli altri, pensi ai lettori ed è bello.

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