Una storia di fantasmi

Esattamente il 14 agosto di qualche anno fa, iniziavo il mio tour della Scozia con due amici. La prima tappa era Edimburgo, città suggestiva più volte associata a storie di fantasmi, di cui però al tempo sapevo poco.

Lone Piper, il suonatore solitario di cornamusa, era un giovane minuto che fu mandato in esplorazione dentro un tunnel nei sotterranei del Castello di Edimburgo. I sotterranei erano pressoché sconosciuti e il tunnel troppo piccolo per farvi passare un adulto. Così toccò al ragazzino percorrerlo. Lo fece suonando di tanto in tanto una cornamusa in modo che gli altri in superficie potessero tracciare il sentiero per capire dove portasse e soprattutto non perdere le tracce del piccolo esploratore. Cosa che puntualmente accadde. La cornamusa smise di suonare e del ragazzo non si ebbe più notizia. Da allora molte persone affermano di aver udito una specie di lamento, simile al suono di una cornamusa, provenire dalla base del castello.

Un certo Sir Mackenzie pare fosse un uomo spregevole che al termine di una battaglia di cui ignoro tempi e circostanze, imprigionò e torturò migliaia di nemici. Quando morì fu seppellito nel cimitero accanto alle prigioni e a tutt’oggi il suo fantasma sembra si manifesti per infierire sui visitatori del posto con piccole ferite, ustioni, rumori inspiegabili. Recentemente un esorcista è stato incaricato di agire sul cimitero ed è morto pochi giorni dopo l’intervento in circostanze mai chiarite. Quell’ala del cimitero è attualmente chiusa al pubblico.

Annie era una bimba che si ammalò durante un’epidemia di peste in città. Il quartiere più colpito, Mary King’s Close, fu isolato chiudendone gli accessi e i residenti furono lasciati al proprio destino. Uno di questi era Annie che, abbandonata dalla famiglia, ancora oggi piange chiedendo della sua bambola. Migliaia di turisti passando da Mary King’s Close portano giocattoli e dolci per la piccola.

Ricordo vagamente altri racconti: quella di un cannibale la cui vittima ancora grida di dolore dopo secoli; quella del cosiddetto “ponte del diavolo” su cui trasportavano i cadaveri delle streghe uccise dall’Inquisizione prima di gettarli in una palude; quella di una donna impiccata due volte e sopravvissuta chissà come.

Insomma, sono tante le leggende legate ad Edimburgo, tutte curiose e probabilmente fasulle. La storia di fantasmi che però mi ha colpito di più la conosco solo io. E’ quella dei due amici con cui sono partito che si sono messi insieme, si sono sposati, hanno fatto un figlio e, da quel viaggio, sono scomparsi nel nulla, nonostante li abbia cercati finché li ho mandati affanculo.

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17 pensieri riguardo “Una storia di fantasmi

        1. Io mi comportai male con una ragazza che non lo meritava.
          Tre anni fa scrissi:
          “Con Giusy purtroppo la storia non riuscì a decollare, per colpa esclusivamente mia.
          Mi comportai male con lei, perché in pratica piano piano iniziai ad eclissarmi.
          Ma lei non lo meritava, e solo troppo tardi capii il mio grave errore: lei era una ottima ragazza, bella ed intelligente, e sarebbe bastato poco perché diventassimo una bellissima coppia.

          La rividi dopo alcuni anni al matrimonio di Alessia. Giusy era con il suo fidanzato e non mi rivolse neppure uno sguardo.
          Ancora oggi mi pento del mio comportamento, nonostante siano passati circa 20 anni e io abbia moglie e figlio.”

          https://nonsonoipocondriaco.wordpress.com/2016/02/19/quella-volta-che-giusy-e-i-fiori/

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        2. Vado a leggere. Posso capirti, è un po’ come le sliding doors di cui ho scritto nell’ultimo post. Se avessi agito diversamente, oggi non avresti tua moglie e tuo figlio e, quindi, col senno di poi si può dire che “doveva andare così”. Credo.

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