E allora sì vedrai che t’amerà

Non immaginavo che la musica fosse così precisa. L’ho sempre ascoltata, a volte perfino con orecchio critico, ma solo ora che la sto studiando inizio a comprendere quanto sia grande l’universo che l’avvolge. Certo, non la capirò mai fino in fondo, non a caso la musica è donna. Mi sforzo di apprendere il necessario per non suonare ad minchiam l’ukulele che tanto mi prende e far uscire da quelle quattro corde un tappeto di note su cui poter cantare. Un giorno forse la musica ricambierà questa mia piccola passione e si aprirà. Perché lei di base è complicata, diffidente, vuole essere conquistata. Non sai mai quando si concederà.

La musica è matematica, lo sosteneva anche Pitagora, quello del teorema, che è pure una canzone sull’incapacità di comprendere una donna. Insomma tutto torna. Matematicamente. La musica in più deve avere gusto: non basta rispettare numeri e schemi, metterli insieme e accordarli, serve il gusto, deve piacere, dare godimento. Ascoltala, falla sentire importante e allora sì vedrai che t’amerà.

La relazione

Un Camilleri minore: scrittura scarna, personaggi un po’ ridicoli a cominciare dal protagonista e trama piuttosto scontata. La definirei una pura operazione commerciale se non fosse che Camilleri potrebbe anche pubblicare la lista della spesa e io la leggerei avidamente, perché quel qualcosa in più lui lo mette sempre.

Andrea Camilleri – La relazione

La creatura del desiderio

A metà tra saggio e romanzo, tra storia e fantasia, Camilleri racconta un fatto reale: l’ossessione di Oskar Kokoschka, tra i più importanti pittori dei primi del Novecento, per Alma Mahler, definita “la più bella donna di Vienna” (le foto che girano sul web lasciano qualche dubbio sulla definizione che sospetto sia dello stesso Camilleri), appassionata di matrimoni (tre, mi pare), di corteggiamenti e della bella vita. Fosse esistito Instagram, avrebbe fatto il pieno di follower.

L’ossessione o meglio la pazzia di Kokoschka arriva a tal punto che, finita la relazione tra i due (Alma non ne poteva più, un po’ come la Magda di Furio), lui commissiona un simulacro di lei, una sorta di bambola gonfiabile per soddisfare i suoi appetiti mentali e fisici fino al tragico epilogo. Il tutto è narrato molto bene e Camilleri non avrebbe potuto fare altrimenti, ricostruendo i fatti attraverso il diario e lettere di Kokoschka e utilizzando, con logica, la fantasia per riempire i vuoti non documentati. Non è il Camilleri a cui sono abituato ma l’unicità della storia mi ha fatto apprezzare non poco la lettura.

Andrea Camilleri – La creatura del desiderio

L’albero di Halloween

Un fantasy-horror per ragazzi che, se non fosse stato scritto da Bradbury, probabilmente non avrei mai letto. La scrittura non è sempre fluida e la trama, ad eccezione della parte iniziale, non è poi così accattivante, anche se i presupposti c’erano tutti. E’ stato solo grazie al curioso personaggio di Mr Moundshroud che, come ha fatto con gli altri protagonisti, guidandoli nel tempo, sono potuto arrivare alla fine della storia.

Ray Bradbury – L’albero di Halloween

Fiori per Algernon

Non sapevo nulla di questo romanzo che mi avevano vivamente consigliato. Quando ho iniziato a leggerlo sul Kindle ho pensato subito ci fosse qualche errore di codifica del testo, poi invece ho capito con stupore che quello era il modo di esprimersi del protagonista. Ed era perfetto. Tutto la storia lo è: commovente, appassionante, coinvolgente, ricca di metafore e di situazioni esemplari che potrebbero essere calate in mille contesti della nostra quotidianità. E’ un libro che regali a occhi chiusi sapendo di non sbagliare e anzi ti aspetti di essere ringraziato e che per piacere se posono metano cualke fiore su la tomba di Algernon.

Daniel Keyes – Fiori per Algernon

La terra dei figli

Conoscevo Gipi da tempo ma solo di nome, lo avevo anche incontrato a non ricordo quale festival del fumetto e mi aveva colpito per le dichiarazioni, le battute, le idee. Ho colto l’occasione delle uscite di Repubblica per leggerlo iniziando da una delle sue opere meglio riuscite. Ed effettivamente “La terra dei figli” è uno di quei libri, adatto a tutti, che non lascia indifferenti, che in un mondo in rovina a seguito di una qualche catastrofe sarebbe prezioso poter trovare: per continuare a leggere attraverso parole e disegni e tramandare un messaggio, una storia che insegnerebbe a vivere e donare una speranza. Per fortuna, ad oggi esistono ancora le edicole e condividere un romanzo a fumetti come questo dovrebbe essere la norma. Anche per quelli a cui non piacciono i fumetti, per quelli che non leggono i romanzi, per quelli che non leggono.

Gipi – La terra dei figli

Ogni cosa è illuminata

In due parole: che palle. Ogni cosa è illuminata, si fa per dire. Qui di chiaro c’è poco o niente. Alcuni tratti sono commoventi e toccanti e, pur nella loro drammaticità, piacevoli da leggere. Altri sono curiosi e per questo vieni invogliato a girare pagina. Ma il resto. Il resto, cioè quasi tutto è confuso, nemmeno pesante, ma sconclusionato, poco scorrevole anche a causa nella narrazione di tre storie che si dipanano a ritmi alterni e in tempi diversi e che a volte obbligano a tornare indietro per capire se ci si è persi qualcosa, aspetto a mio avviso insopportabile in un romanzo. Quel che rimane alla fine è un buon libro e un mediocre romanzo: avendolo su Kindle, mi è rimasto solo un mediocre romanzo. L’autore credo poi sia disturbato o almeno lo è stato quando ha scritto quest’opera. O forse è un genio che io, solo io, non comprendo.

Jonathan Safran Foer – Ogni cosa è illuminata