I secondi che diventano primi

Quel tic tac scandito all’infinito dalle lancette non dà mai il giusto valore al secondo, serve invece alla causa del minuto, dell’ora, per definire un tempo che non è attimo. Il secondo è attimo, quando scivola tra le dita, fugge, corre e, a volte, arriva primo. Allora diventa il più importante.

Il vuoto che passa ogni tanto per la testa e che, per distrazione, ti può cambiare l’esistenza. Il concentrato di tutte le parole e gli sguardi mischiati in un tocco di labbra di una persona che saluti e non sai se rivedrai. Il sorriso finto e fugace di un bimbo che si mette in posa quando stai per scattargli una foto. Il tuffo dal blocchetto prima di una gara importante. Il dito che preme su Invio quando mandi un messaggio che speri riceva risposta. Questi sono i secondi che diventano primi, gli attimi per cui alla fine si vive.

Come quell’accordo maledetto dell’ukulele. E il fottutissimo barrè che porca di quella miseria.

Annunci

5 pensieri riguardo “I secondi che diventano primi

Commenti?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.