Bisogna marcire

Non ho ancora tolto le sue foto dalla parete della stanza, ne è piena e non ho intenzione di dedicare energie preziose a cancellare tracce. La mia vita non cambierà per questo, devo ritenermi libero di muovermi come voglio in uno spazio solo mio. Eliminare i ricordi non serve, bisogna affrontarli e lasciarli andare. Anche perché togliere di mezzo ogni residuo di una storia così importante è quasi impossibile, qualche briciola verrebbe sempre fuori. Sono circondato da oggetti, luoghi e persone che hanno il potere di riportarmi indietro nel tempo e io invece devo andare avanti. Arriverà il momento di pensare alle foto. C’è un momento giusto per ogni cosa. Adesso è quello di marcire.

Ho dato tutto ciò che avevo per riprendermi la serenità di una volta, per riprendermi lei, La Più Bella Ragazza Di Tutti I Tempi. Mi sono spremuto e svuotato, non è bastato. L’amore tanto osannato da entrambi ha regalato solo dolore alla fine, nonostante attimi, contatti, sguardi di altissima intensità in cui avevo visto, sbagliando, una svolta. E’ che a volte la prepotenza e l’arroganza, nonché una certa ignoranza vincono, questo è il lato che più mi ha ferito: aver dovuto sopportare che la persona che più amassi non abbia avuto il coraggio di tendermi una mano, preferendo la via meno complicata. Non le è importato di restare senza un vero amore, non le importa di diventare una proprietà, non le è importato di cosa io abbia subito quando mi è stata tagliata la testa. Ha scelto così. E’ dura da accettare, io però avevo esaurito le risorse per sopravvivere in quel modo né ero in grado di imporle alcunché. Non potevo riprendermela, non lo avrei nemmeno voluto, doveva essere lei a compiere un passo e non lo ha fatto.

Sono stato male, ho pianto e versato lacrime amare, ho reagito ad una pressione insostenibile. Anche questo è stato parte della storia. Oggi è una fase superata e mi dà un po’ di sollievo guardare indietro e non pentirmi di una virgola di ciò che ho speso per lei. Ho avuto pensieri stupendi e compiuto azioni meravigliose di cui vado orgoglioso, peccato che non siano servite alla causa. Hanno dimostrato però chi sono stato. Il lieto fine che ho sognato non è mai arrivato. Eppure, se ho dovuto aspettare due anni in un limbo per condividere i momenti che io e lei abbiamo vissuto nemmeno troppi giorni fa, beh, ne è valsa la pena. Sono stato quasi felice, lei era tornata bellissima, prima che la luce si spegnesse.

E’ arrivata poi la rabbia come forma di reazione. Man mano che passano i giorni però anche i nervi si vanno placando. Perché l’amore è un gran bastardo e il mio è spietato a tal punto da sperare, con tutto il cuore, che lei possa essere davvero fiera e sorridente della vita che ha voluto. Certo, mi bolle il sangue, sale al cervello e me lo riempie fino a diventare paonazzo ma, stupidamente, riesco ad essere contento per lei, se questo è ciò che desidera.

E adesso? Non lo so. Devo marcire, credo, per lasciare alla terra i miei amabili resti e rinascere migliore di prima, migliore persino di quanto proprio lei mi aveva mi fatto diventare quando, anni fa, mi aveva trovato. Progetto e mi impegno in nuove attività, scoprendo passioni. Seguo le persone che mi vogliono stare accanto e faccio selezione con interesse e curiosità. Ci metto tanto cuore, ma non ho testa.

A tal proposito, a differenza di quanto può sembrare, i capelli che lei adorava li ho ancora e sono tanti, non li ho persi né me li sono strappati. Sono decisamente più bello dell’immagine che rappresento.