Come le ciliegie

Il dolore è forte. Sono arrabbiato e deluso, è evidente. Mi sto ritrovando anche, è meno evidente ma lo percepisco ogni sera prima di addormentarmi sul divano. La strada è quella giusta, le motivazioni non mancano, la confusione regna sovrana. Qualsiasi sia il fine che potrei raggiungere, qualsiasi sia l’obiettivo in un senso o nell’altro, sono sicuro di cosa sto facendo. Lotto ogni giorno contro i miei fantasmi e ogni giorno, in un modo o nell’altro, lei c’è. E’ ovunque. Quando la amo, quando vorrei odiarla, quando mi pensa. Perché so che mi pensa. Non so se mi legge. Se ha scelto di non scegliere dovrei sparire, mi ha messo di fronte ad una realtà intollerabile che solo lei può cambiare e mi auguro che lo faccia a prescindere da me, per il suo bene. Così come stanno le cose non sarà mai davvero felice. Io ho fatto l’impossibile per darle quelle sicurezze di cui aveva bisogno, per vincere le paure e annullare le distanze, lo sanno tutti coloro che conoscono questa storia fino in fondo e, soprattutto, lo ha visto lei. Non posso cercarla, vorrei ma non posso. Non saprei nemmeno che dirle. Non otterrei niente di diverso ora delle solite vane risposte in cui due certezze si scontrano continuamente: una è che mi ama, l’altra è che resta bloccata. Qualcosa deve cambiare per forza, capirà lei cosa. Lo capirà senza dubbio.

Io, scrivendo, mi sfogo. Che sia per rabbia o per sentimento, per ricordo o per speranza, io scrivo. Lo faccio qui e sulle mie agende. E’ un modo per aiutarmi e funziona, ha sempre funzionato. Il blog è nato proprio per questo, ci sono post del 2004 e degli anni successivi in cui parlo dell’altra relazione lunga e importante della mia vita, finita anch’essa. Tra le due storie non c’è paragone. Quella era la prima, questa è l’unica. Scrivo per me, a volte immaginando di parlare con lei, mi ci rivolgo persino in prima persona e non ha importanza se le mie parole arrivano, conta che le abbia buttate fuori e fissate da qualche parte. Per non dimenticare.

Io scrivo, io mi sfogo, io conosco i dettagli. Nessuno, e dico nessuno tranne lei forse, può aggiungere una parola. Ascolto chiunque, soprattutto le amiche sparse per l’Italia che mi sostengono e che mi seguono senza mollarmi un attimo: da Vigevano a Roma, da Marsala a Pisa, da Palermo a Firenze… grazie per tutto ciò che state facendo. Ascolto le critiche, la rabbia di chi mi vuole bene e che mi vorrebbe vedere reagire. Ascolto gli sconosciuti, li cerco anche, i contatti del blog o dei social che in qualche modo esprimono la loro vicinanza e con cui mi confronto. Tuttavia, non tollero e mai permetterò che qualcuno, chiunque esso sia, si azzardi ad esprimere un giudizio su di lei. Solo io posso. Giudicarla, accusarla, criticarla, schifarla se necessario, non deve osare nessuno o lo disintegro. Me lo mangio, amico o conoscente che sia. Perché lei adesso sarà pure un’altra, starà cambiando, starà perdendo quella purezza che aveva a causa dell’incapacità di muoversi e di portare la bicicletta ma il sentimento prepotente che abbiamo vissuto e che vive ancora, sia pure in uno spazio e un tempo non definiti, va protetto. Come le ciliegie che adora, dalle avversità. E io lo farò per sempre.

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35 pensieri riguardo “Come le ciliegie

  1. E’ lo stesso che ho sempre detto anche io, solo io so, solo io posso.
    Sono passati ormai quattro anni, che mi sembrano un’eternità per tutto ciò che è successo dopo ma che sono poco rispetto ai tredici insieme, ma neanche adesso permetto a nessuno di parlarne o di sparar giudizi.

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  2. Sembra di leggere me, con la differenza che io ho creato un blog parallelo di cui conosco l’esistenza soltanto io. Però le sensazioni e soprattutto, la delusione, sono le stesse.

    Avanti per la ripresa. Un abbraccio forte. Dovrà passare.

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        1. Dicono che bisogna rassegnarsi per ripartire… Pensa che io ho ancora le sue cose da parte, proprio perché credo (spero) che prima o poi mi dica di iniziare la vita insieme.
          Ora, se non si fa più sentire io prima o poi sarò pronto a buttare tutto e ricominciare. Finché ricompare (senza però concludere niente) sono nell’oblio più scuro.

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  3. Si ma escine Top, escine da questa fase. DAtti un obiettivo, un progetto, una scadenza da rispettare, qualsiasi cosa che ti faccia pensare ad altro. Cosi ti torturi oltre il dovuto.
    Se fossi li ti obbligherei ad offrirmi una birra tutte le sere solo per costringerti ad uscire e a parlara (di altro). Lungi da me l’idea di giudicare alcunchè, ma cribbio esci da sto cazzo di tunnel. Diamanta molto gentilmente ti dice che ti aspetteremo alla fine. Io invece ti dico che se non ti dai una mossa entro dentro io e ti prendo per le orecchie. Uomo avvisato…

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    1. Scusa se mi intrometto Syl, ma non c’è niente che si possa dire, ognuno hai i suoi modi e i suoi tempi. Io ci ho messo quasi un anno, e la prima ed unica volta che ne ho scritto nel blog è stato il giorno in cui ho capito di esserne uscita, ma come detto, non siamo tutti uguali.

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  4. Io invece credo che fino a quando ti incazzerai per qualcuno che la giudica non uscirai mai dal tunnel. Solo quando non te ne fregherà nulla allora sarà passata. E bada bene che nessuno dice che non devi avere dei bei ricordi ma la difendi perché ne sei innamorato. Magari fra qualche mese, anno ti renderai conto che invece avrebbe potuto gestirla diversamente.
    A volte diciamo certe cose perché ti vogliamo bene. E anche a lei ( per chi la conosce)
    Non credo però ai rapporti ricuciti e spero che tu possa elaborare il prima possibile.

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  5. Scrivi, scrivi e butta fuori se questo puo’ aiutarti .. è un buon metodo, aiuta molto.
    Se posso aggiungere un mio parere personale, ho letto i vari commenti e ad oggi (col senno di poi e avendo vissuto ciò che ho vissuto) quelli di diamanta, ilgattosyl , 321click e harahel13 .. li condivido.
    Non ho mai espresso giudizi su di “lei” poichè non conosco nulla; “conosco” te per quel poco e per come ci è stato dato modo.
    Pero’ sono arrabbiatissima perchè non mi ritrovo tra “le amiche sparse per l’Italia che mi sostengono e che mi seguono senza mollarmi un attimo” .. ok.. io sono oltre confine, extracomunitaria pergiunta!! e mi hai dimenticata!! Sob, sob, sigh, sigh …
    Ghghgh … dai che scherzo … !!!
    Un abbraccione .. 🙂

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  6. Lo so che è banale quello che dico, ma la parola più banale è metabolizzare, e ci vuole tempo.
    E perchè giudicare? Trovo assurdo davvero.
    Una cosa però la voglio dire, io soffro nel leggerti. Perchè ti ho letto prima.

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  7. Non c’è soluzione, alchimia o stratagemma per uscirne. Il tempo non é complice é tempo. E ti da il tempo per imparare da te, conoscerti meglio e guardare in faccia il lutto, dargli un nome e capire che quel lutto é una parte di te perché una parte di te sarà sempre in quel lutto. Accettarti e accettare la sua presenza. Nel tempo, appunto. Solo allora imparerai a sorriderne fiero.

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  8. Ti capisco, con la mia storia precedendo anche io all’inizio mi arrabbiavo molto se qualcuno lo giudicava, poi ho imparato con il tempo a non dare più importanza a quello che dicevano di negativo su di lui, ed a quel punto ne sono veramente uscita; 4 anni di relazione ed quasi due per uscirne.
    Riguardo alla mia situazione attuale è un po’ diverso, permetto che ne parlino male ed anche io a volte mi faccio prendere dal nervoso e ne parlo male ma sono su un livello del tutto diverso, per la serie potete dire quello che volete e posso dire quello che voglio ma la sostanza non cambia io da lui non mi stacco.
    Non ci sono soluzioni per uscirne.
    Forse verrà da se, come accaduto per la mia vecchia storia e come capita per tante altre persone, forse no e resterai sempre ostaggio del suo pensiero. Come sta capitando a me ora ed altre persone che conosco.
    Mi spiace molto per come sono andate le cose, comunque, per quel che vale.
    Nessuno potrà mai giudicare nulla.

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