Le storie finiscono

Mi piace ricordarti così, quando eri bella e gli anni che senza fatica accumulavi uno dopo l’altro riuscivano solo a dare valore al tuo fascino. Non eri perfetta e qualche ruggine, col passare del tempo, te la portavi dietro ma eri mia e mi piacevi più di ogni altra.

Un incidente ci ha fatto male. Tu non hai sofferto o forse lo hai fatto in silenzio, ne sei comunque uscita a pezzi. Io me la sono cavata piuttosto bene, sono guarito presto, eppure qualche ferita dentro è rimasta. Soprattutto perché non ho potuto curare le tue, quelle che alla fine ci hanno allontanato per sempre. Le storie finiscono e, dopo quindici anni, anche la nostra è arrivata al capolinea. Unica consolazione è sapere che oggi sei in buone mani e che in un futuro non lontano tornerai ad essere più bella prima. Ti sposterai di meno e la strada sarà di nuovo tua.

Per farla breve, ti ho venduto al miglior offerente. Non potevo rimetterti a posto, io che sono bravo solo ad usarle quelle come te, non a capirle. Tu invece mi capisci e sappiamo tutti e due che la tua nuova casa è migliore del marciapiede su cui ti lasciavo io ogni giorno. Insomma, è stato meglio così. Tu sei contenta, io resto contento. Con i soldi che ho preso potrò fare un viaggio, uno o due regali e saldare il conto. Quello che ho con te non potrò saldarlo mai invece, le emozioni che mi hai regalato resteranno uniche. Addio.

Vespa

Siamo persone, siamo storie fatte da migliaia di altre storie. Tutte, prima o poi, terminano. Raccontarle è l’unico mezzo per renderle immortali.

Annunci

73 pensieri riguardo “Le storie finiscono

    1. Ma ci tenevi? Non so se puoi capirmi. Io ho fatto come te. Non era un catorcio, eppure non avrei potuto ripararla senza spendere quasi il doppio del suo valore. L’ho tenuta ferma per mesi, poi mi sono arreso. Quei soldi non li avrei potuti spendere…

      Mi piace

      1. Tenerci? Mmm… solo perché cambiare macchina era un salasso economico e, devo ammetterlo, ma vecchia auto mi ha portato in giro per l’Europa con onore.
        Le riparazioni, da me, superavano del triplo/quadruplo il valore dell’auto… tieni conto che è stata coinvolta in un doppio tamponamento… eheh

        Liked by 1 persona

        1. Per me si è trattato di un addio forzato perché i danni superavano il valore della Vespa ma anche cambiarla avrebbe significato spendere troppo. Sono rimasto fregato su tutti i fronti.
          Interessante il doppio tamponamento, avrei molto da dire sui miei numerosi incidenti…

          Mi piace

        1. E lo so Alessandro, noi non la cambiamo per quello, mio marito le ha gia’ fatto tante modifiche, cambiato pezzi ormai usurati ma lei e’ quella che ci ha fatto sognare, 🙂 buon weekend, un abbraccio grande!

          Liked by 1 persona

  1. Io ho resisitito 3 anni senza moto….poi non ce l’ho più fatta e ne ho comprata una nuova…E’ Passione e non finisce mai. Ti auguro tra poco di ritrovare la tua passione e rimontare in sella!

    Mi piace

    1. Io la passione non l’ho mai persa. Ho cambiato tante moto e, contemporaneamente, mantenevo la Vespa. Ora ho dovuto venderla perché era malandata a seguito di un incidente e non potevo ripararla. Spero solo di poterne comprare un’altra presto.

      Liked by 1 persona

        1. Il contenitore dell’acqua, di vetro, l’ho usato come vaso per i fiori recisi, poi i tubi di gomma trasparente per carico e scarico acqua, il filtro del tubo, la vaschetta di raccolta la uso come accessorio per certi lavoretti di pittura.
          Mi è venuto in mente che ho anche smontato il Braun Multiquick che mi ha lasciato dopo parecchi anni di piacevole convivenza. Il suo “cuore” era questa strana cosa:
          Broken

          Liked by 1 persona

        2. Le lamelle in alto “divaricate” le ho spostate io, volevo vedere se riuscivo a separarle una dall’altra, per poterle utilizzare per qualche lavoretto creativo. Purtroppo tutta la parte centrare era saldata così bene da non poterne ricavare nulla.
          Buon pomeriggio.

          Liked by 1 persona

        3. Quando mia figlia era piccola ho usato ogni oggetto possibile, dai gusci di noce all’anima di cartone della carta igienica, per farne giocattoli.
          I fustini di cartone del detersivo, opportunamente trattati, diventavano porta oggetti, gli scatoloni casette in cui nascondersi, le cassette della frutta, quelle grosse, dipinte e decorate, diventavano cassapanche, con i ritagli di stoffa ho fatto bambole, astucci, zainetti, vestitini per bambole.
          I mezzi gusci delle noci erano topolini e tartarughine, oppure piccole culle per bimbi dalla testa di cece,
          i contenitori di cartone delle uova, assemblati e dipinti, diventavano coccodrilli, trenini, dalle bottiglie di plastica ho ricavato girandole, composizioni di piccoli fiori…..insomma, mi sono divertita un sacco!

          Liked by 1 persona

        4. Eh eh, mi sa che ti divertivi più tu che tua figlia! Ma è bello avere una testa così! Io ci provo ogni tanto con oggetti inutili che conservo invece di buttare via, eppure raramente riesco a reinventarli in qualcosa di nuovo!

          Liked by 1 persona

        5. Penso che la caratteristica di riciclare cose sia peculiare di gente che, come me, ha avuto un’infanzia in un’epoca nella quale si aveva poco o nulla e si faceva di necessità virtù, come si suol dire “la necessità aguzza l’ingegno”.
          I tedeschi hanno un termine ben preciso per quest’arte, si dice “basteln” cioè far da sé, come per il francese “bricoler”. Un “far da sé” che, in origine, era fatto di nulla, di anelli fatti con la carta delle caramelle, di collane di foglie, di maschere di carnevale ricavate dalle copertine nere dei quaderni di scuola, di ciabatte e pantofole ricavate dalle stoffe infeltrite di vecchie giacche…..
          abitudini portate avanti negli anni, radicate. Ancora oggi, se seguo un film in televisione, devo avere qualcosa tra le mani da fare, altrimenti mi sembra che sia tempo sprecato e questa abitudine deriva dal fatto che, prima dell’avvento della televisione, noi bambini, alla sera, lavoravamo a maglia, all’uncinetto, oppure facevamo cose con la carta, con i ritagli di stoffa, mentre qualcuno leggeva un libro ad alta voce e noi “vedevamo” con la fantasia le cose raccontate nelle storie dei libri.
          Altri tempi, lontani nel tempo, mai dimenticati.

          Liked by 1 persona

        6. Non faccio fatica ad immaginare i tempi di cui parli, li ho vissuti anche io. Mia madre aveva il dono di farmi giocare con qualsiasi oggetto, anche inutile, che riusciva a farmi vedere come qualcosa di diverso. Non so però capace (forse perché sono uomo?!) di guardare un film e fare altro. Mi riconosco solo un pizzico di estro in certe cose che provo a reinventare o a personalizzare, ma di certo non come mi sembra possa fare tu.

          Liked by 1 persona

        7. forse, se ti piacerebbe farlo, potresti cercare in Internet e prendere spunto, idea, da alcuni siti che trattano proprio l’argomento del “far da sé”, partendo da quelli che si occupano di bambini, del fare cose con i bambini. Io avevo trovato libri e giornali, quando mia figlia era piccola, che trattavano questi argomenti. Poi, da un’idea, ne viene in mente un’altra e si va avanti di “motu proprio”.

          Liked by 1 persona

        8. Sì, mi capita di imbattermi in siti e post che suggeriscono tante idee del genere. A me piace il lato artistico del riciclo più che quello utile, nel senso che mi piace ogni tanto creare qualcosa di originale anche se non serve a niente se non come soprammobile.

          Liked by 1 persona

  2. Quindici anni sono un bel pezzo di strada consumata insieme!
    Ti ha lasciato bei ricordi, sensazioni ed emozioni che non dimenticherai.
    Non viverlo come un abbandono, le cose belle meritano condivisione …
    Buona domenica, un abbraccio 😉

    Liked by 1 persona

  3. disgrazietto! avevo capito male all’inizio!
    eh di sicuro lei capirà che lo hai fatto per farla stare meglio…
    e ma come ti capisco….
    io ho avuto un distacco bruttissimo con una mia macchina… una yaris grigia che mi ha accompagnato in tante avventure… incidente,… nulla da fare… ci ho lasciato dentro il cuore…. uff…..
    l’ultima frase di chiusura è bellissima ale!

    Liked by 1 persona

Commenti?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...