Il giorno più triste di sempre

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Febbraio e il 23

Anche quell’anno Febbraio è stato bisestile. Un giorno in più non lo ha mai aiutato a diventare uguale agli altri, è sempre rimasto il mese peggiore. Nemmeno il carnevale ogni tanto e quell’inutile festa degli innamorati sono riusciti a dargli colore, il grigio continua a rappresentare la tonalità che indossa più spesso.

Febbraio guarda i mesi scorrere velocemente, malgrado siano più lunghi. Lo fa con un silenzio gelido e distaccato e un pizzico di invidia che lo tiene in attesa, lui che vorrebbe passare in fretta lasciando il segno. Tiene a mollo i piedi nudi, nell’acqua calda: le ultime giornate sono spoglie, umide e piovose ma meno fredde, rincorrono la primavera anche se è inverno pieno. Io sono proprio Febbraio.

E’ un bene che ci sia nato dentro, altrimenti lo avrei odiato. Così invece posso viverlo con un po’ di emozione e di colore, aspettando quel 23 che chiude un anno e ne apre un altro, stavolta più che mai.

 

Quella cosa sola

Portogallo. Una settimana da scoprire lontano, per non pensare a niente o, più probabilmente, per pensare a tutto e ripensare e ripensare ancora passeggiando per le strade di Lisbona e le scogliere sull’Atlantico. Una settimana per continuare a scrivere, non qui ma sulla carta e non a chiunque passi ma dei nostri passi, quelli che stiamo facendo insieme, a tratti con timore, a tratti con un saltello. C’è una meta da raggiungere e non parlo di un luogo, parlo di te che rappresenti tutto ciò che voglio conquistare ogni giorno, come fosse il primo, come fosse l’ultimo. Per ricominciare, di nuovo.

Il primo giorno. Quando eravamo impacciati e decisi, il giorno delle prime parole che abbiamo scambiato senza ancora esserci incontrati. Ho riletto le emozioni e le sensazioni di allora e le ho ricopiate sui post-it gialli che ho attaccato a casaccio alle nostre foto. Anche leggendoli in disordine, è facile ricostruire cosa ci siamo detti e cosa non ci siamo detti pur pensandolo. Il resto lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto dopo, andando ben oltre quanto potessimo immaginare.

L’ultimo giorno. Oggi. Siamo qui e ci resteremo, correndo. Forse non sempre con lo stesso ritmo, di certo però con lo stesso obiettivo. Abbiamo ancora anni di parole da intrecciare con le dita e anni di foto da scattare con gli occhi. Di storia da vivere invece ne abbiamo una. E infinite: ricomincia non perché fosse arrivata ma perché rinasce ogni volta, più forte, più grande. Questo fa di una storia una storia speciale e noi, che insieme siamo bellissimi, insieme siamo una cosa sola. Unica. Quella.