Mica come oggi

Altrove, tanto per cambiare, la novità era arrivata un paio d’anni prima. Da noi ha preso piede concretamente solo nel 2003, tanto tempo fa, quando si parlava ancora e le parole viaggiavano velocemente, anche se non velocemente come oggi ché i progetti nascono dopo essere stati realizzati. Si parlava ancora di web-log per descrivere questa nuova forma di espressione in rete, una via di mezzo tra un sito web e un diario online, ma ci ha messo poco a diventare blog per tutti, me compreso.

Ricordo bene il giorno in cui ho creato il mio. Ero su Excite, una piattaforma che forse nemmeno esiste più, coetanea di Splinder, piattaforma che sicuramente non esiste più e che è stata per un periodo la più apprezzata in Italia: non so se per fascino, per numero di utenti, per raccomandazione, per le stelline date dai blogger. Non erano nemmeno blogger all’inizio, non si definivano tali, erano persone che, come gli artisti, si stavano facendo spazio per mettersi alla prova e offrire se stessi al mondo cosiddetto “virtuale” attraverso uno strumento nuovo, la parola scritta. Ci hanno messo poco anche loro a diventare blogger e io ero uno di quelli. Li conoscevo quasi tutti, almeno di nome. Alcuni erano veramente famosi, ora ne leggo i libri. Non era mica come oggi che tra blogger e scrittore spesso la differenza è sottile: allora i blogger erano in gran parte apprendisti dello scrivere e non avevano ambizioni. Non che sia un difetto, intendiamoci. E’ che adesso i blogger prima di tutto scrivono, poi nel caso cazzeggiano, a prescindere dall’etichetta di food blogger, travel blogger, fashion blogger e so-tutto-io blogger. Ma quando scrivono, quelli veri, sanno farlo mostruosamente bene. Ammiro chi riesce a sfornare libri, libri veri e, in generale, chi esce dal blog per sfruttare un dono e una passione più forti. A volte il dono non c’è, è la passione a muovere i fili, a metterci l’anima per affrontare la carta e impaginare il verbo e diffonderlo. In ogni caso non è mai sbagliato perseguire un obiettivo, un sogno. Cimentarsi in sfide di questo genere è un bene, a prescindere dallo scopo. Scrivere è magia, che si sappia o non si sappia fare. Scrivere è condividere e aprire mondi nuovi di amicizie e conoscenze. Scrivere è cultura se c’è un minimo di impegno. Scrivere è terapeutico e questo è il motivo per cui ho iniziato io.

Sono arrivato tardi rispetto alla media del tempo. Quei pochi post pubblicati su Excite risalgono all’estate del 2004. C’è voluto poco a capire che dovevo trasferirmi, Excite faceva cag… schifo. Ho subito trovato in Splinder il mio ambiente ideale e ho iniziato a bazzicarci più di quanto facessi altrove. Facebook allora era solo un embrione di quello che sarebbe diventato. Non è che ci fossero sul web tanti spazi in cui farsi vivi. Ad eccezione dei siti porno, che esistono da prima di internet e in cui non ci si faceva vivi, ci si faceva e basta.

Ero triste. Mica come oggi. Ero triste davvero. Stavo affrontando uno dei periodi peggiori della mia vita e il fatto che quel periodo ad ora sia ancora il peggiore della mia vita vuol dire che ho avuto una bella vita. Perché in fondo si trattava di una delusione amorosa, di un problema di cuore, uno di quelli che ti segnano con la matita (rossa) e poi si cancellano, non con la gomma ma con colori più vari e vivaci. Ho sofferto, questo blog ancora adesso lo testimonia. Non voleva essere un diario il mio, doveva rappresentare uno mezzo di contatto con quella Lei (con la L maiuscola, l’iniziale del suo nome) che mi aveva lasciato. Non potevo più sentirla con la stessa frequenza di quando stavamo insieme né mandarle lettere che avrebbe cestinato e così il blog è arrivato in mio soccorso, permettendomi di scrivere come se mi potessi rivolgere direttamente a lei. O a me stesso.

Splinder aveva, in alto a destra, un contatore. Oggi WordPress ha il fumetto che si accende e cambia forma. Splinder usava un numerello rosso che indicava se e quanti nuovi messaggi privati c’erano da leggere. Ecco, credo che in pochi possano capirlo, ma in una pagina chiara, azzurra e bianca quale era la dashboard di Splinder, quel “1” (o “2” o più se eri ricercato) rosso bene in evidenza lì in alto era una lampadina accesa in una stanza buia. Tutto è iniziato da lì, per me. Quel numerello era speranza, rivalsa, contatto, voleva dire che c’ero anche io e avevo un mio ruolo, a differenza dell’autostima. I blogger mi riconoscevano e scambiarsi messaggi era meglio di una chat. Dopo tanti anni, le persone che ho conosciuto tramite il numerello sono ancora qui e sono amiche, quasi tutte. Mi hanno aiutato, a scrivere, a comunicare ed a tirarmi fuori dal vortice di stupida disperazione da cui non volevo emergere. Certo, col senno di poi è facile guardarsi indietro e riderci su, ma fintanto ero dentro non avevo la mente così libera.

Il mio blog si chiamava e, dietro un redirect, si chiama ancora “Lei e tutto il resto”, parole messe insieme in pochi secondi durante la fase di registrazione in Splinder. Serviva un nome e con quello avevo intenzione di individuare uno spazio per far incontrare i due mondi in cui credevo fosse diviso l’universo: Lei da una parte e il resto dall’altra. Ricordo – ci sono ancora post con il font rosso qui – che usavo solo tre colori per testo e template: nero sullo sfondo, bianco a sprazzi e parole e parole solo in rosso. In pratica non si leggeva una mazza. Ma non è che rappresentasse un problema. Non esistevano i like, non esistevano i follower come li intendiamo oggi (era solo un elenco di preferiti), non c’era la brama di condivisione di adesso. Non lo dico con rimpianto o spirito critico, era solo diverso.

C’erano personaggi incredibili dietro i blog. Alcuni sembravano che non esistessero nella realtà. Erano pionieri, precursori delle due scuole principali di pensiero che regnavano: quella della scrittura creativa, passionale, comunque impegnata e quella del cazzeggio quasi totale. Difficilmente i blog erano monotematici e anche le foto da condividere non avevano lo stesso appeal. Erano più personali, almeno all’inizio. Ed era per questo che ci si apriva e si socializzava in fretta. Era facile entrare dentro ognuno di noi perché non ci si pubblicizzava. C’erano i nickname e io da subito sono stato Topper Harley: altra richiesta necessaria da inserire in fase di registrazione che ho dovuto inventare su due piedi. Inventare mica tanto però. Allo stesso modo di “Lei e tutto il resto”, anche Topper Harley aveva il suo perché. Topper Harley è il protagonista di un film demenziale che è “Hot Shots!” con Charlie Sheen, una parodia di film quali Top Gun, Rambo, Terminator e altri ancora. Topper Harley, se lo conosci, lo conosci bene, lo ricordi, ridi pensando a lui ed alle sue avventure. Se non lo conosci, non rappresenta nulla, è un nome come un altro. Ce ne sono tanti di Topper Harley, altre persone nel mondo che hanno scelto questo nick ma ce n’è solo uno che puoi conoscere tu, tu che fai parte delle mie cerchie. Sono uno e tanti, io e nessuno. Una specie di anonymous, solo più demente. Questo è esattamente quello che volevo essere sul blog. Una chiave di lettura chiara: o mi conoscevi o ti ero del tutto estraneo, senza vie di mezzo. E non esistevano altri dettagli che potessero far risalire quel nome all’Alessandro che si celava dietro. Ero io allora, nascosto dietro un personaggio. Oggi è il nome che uso per raccontarmi e non è la stessa cosa. Non ha nemmeno la stessa importanza che aveva una volta. Resta più che altro per tradizione.

Quando Splinder ha chiuso i battenti mi sono trasferito qui su WordPress, portandomi dietro tutti i post. Sono riuscito a mantenere lo stesso template nero, bianco e rosso. Nel frattempo Lei era diventata solo un ricordo, importante ma lontano. Sono rimaste le categorie, mai casuali: Lei, Tutto il resto, Lei e tutto il resto, a seconda di cosa io scriva. C’è stata una lEi (con la E maiuscola, l’iniziale del suo nome) altrettanto importante dopo e c’è stato un nome del blog modificato in “lEi e tutto il resto”, anche se ormai da anni i miei post si concentravano su altri temi, su di me. Poi è cambiato tutto. Esperienze forti mi hanno fatto crescere ed è arrivata una lei, l’ultima, ora e per sempre, che non ha bisogno di maiuscole per essere individuata, è e sarà l’unica lei con cui avrò un futuro. Ne posso parlare liberamente e non ho bisogno di etichettarla né di dedicarle un blog quando le dedico già tutto il resto. Ecco perché questo spazio è diventato “Topper Harley e tutto il resto”. Io e quello che mi circonda.

Adesso il template è più umano e leggibile. Semplice e privo di tanti contorni inutili che prima lo riempivano disordinatamente. Ho aggiunto a modo mio pagine sui miei viaggi, i miei concerti e i miei libri, altre sono in costruzione. Storie, voce e parole di quello che ho fatto e che sono. Dovrei scrivere più spesso, vorrei farlo tutti i giorni per evitare – vedi l’ultimo mese e mezzo – di tornare qui e ritrovarmi in una landa desolata di ghiaccio e obiettivi lontani. Così inizia il nuovo anno. E poco importa se queste parole le ho scritte l’anno scorso, quando ero più carico. Mica come oggi, uno gennaio, che non ho ancora fatto niente.

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122 thoughts on “Mica come oggi

  1. Io ho aperto il mio perché sul giornale su cui ogni tanto scrivo articoli spesso tende a censurarmi….prima ero su libero ma c’era talmente tanta gente schifosa che me ne sono andata! Qui ci sto benissimo e ho conosciuto tante belle persone.Non sarò mai su altri social perché non mi piacciono per niente e non ho nemmeno tempo da perderci dietro 😊 I blog sono un passatempo piacevole nelle pausette della giornata,nulla di più

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    1. Beh, tu sei una professionista! Fai parte di quei personaggi in gamba di cui parlavo, quelli che sanno scrivere. Come tutti gli strumenti, è l’uso che se ne fa a valorizzarli o meno, a renderli utili o insignificanti. Il blog offre enormi possibilità e, come dicevo, racconta storie, il che è la sua caratteristica più affascinante. Alla fine è un passatempo anche per me ma ormai è diventato una passione.

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  2. I bei tempi quando Facebook non esisteva o esisteva appena. Quando non c’erano le etichette di oggi, quando i nickname avevano un significato e non sembrava sensato usare il nome proprio ed era assurdo essere tacciati come codardi perché non usavamo il nome vero.
    Nel mio piccolo cerco di mantenere lo spirito di un tempo di quando ero piú giovane.

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    1. Quando eravamo giovani era tutto diverso e proprio l’ammetterlo ci fa capire che giovani non siamo più. Come i nostri padri e i nostri nonni prima di noi che al massimo usavano le lettere di carta.
      Questa cosa del nome vero non mi ha mai toccato. Non ancora. A parte qualcuno che mi ha chiesto il cognome prima di darmi confidenza, come se non potessi inventare uno sul momento. Paradossalmente eravamo più aperti prima, ora abbiamo paura di tutto.

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        1. E’ bello condividere le proprie esperienze e parlarne insieme. Se fossi uno scrittore forse penserei più a smuovere emozioni negli altri, ma non sono capace di farlo volontariamente…

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  3. Caro Topper, confermo quello detto da avvocatolo..E sono molto contenta che la nuova ”Lei” sia quella che rappresenta per te il futuro. A quanto pare ha fatto un buon lavoro su di te se ora pensi così.Sono contenta per te mio caro. Che il 2016 vi porti sempre più amore e complicità. Un abbraccio ad entrambi. Isabella

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    1. Grazie Isabella. Lei ha fatto sicuramente qualcosa di grande per me ma mi chiedo anche se avrei potuto incontrarla prima. Probabilmente non ero pronto. Quindi sì, lei mi ha migliorato ma dopo che sono stato in grado di trovarla (o farmi trovare).
      Un abbraccio a te.

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  4. E che ti scrivo mo….!
    A me piace cosi tanto quel che scrivi appunto perche scrivi di te e sei una persona “comune” in cui mi posso rispecchiare…
    Grazie di avere condiviso la storia di topper harley. Io ti ho conosciuto da poco, da quando ci tieni a dire che sei ale!
    Io ho aperto il blog per caso davvero perche cercando una cosa in internet ë venuta fuori una pagina che diceva apri anche tu un blog… Io ho detto chissa che vuol dire ed ho provato!
    Non bado troppo ai like o ai follow perche non so scrivere ma sono rimasta affascinata da cio che ho trovato dietro al blog e quindi tutti voi e le persone con le quali ho creato piu affinità!
    E tu “sei uno dei blog di cui non perdo un post” e con cui mi piace chiacchierare!

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    1. Penso che non dovresti badare ai like e ai follow anche se sapessi scrivere. Ma poi chi lo dice che non sai scrivere? WordPress? Ognuno si può (deve) esprimere come meglio crede e, come dici, è questo che ci accomuna e ci fa ritrovare: siamo persone normalissime che cercano un dialogo in altra forma, cosa che comunque non esclude tutto il resto. Chi cerca like e follow non può essere sincero al 100%, meglio chiaccherare senza secondi fini, ci si diverte di più!

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      1. Ciao ale! Lo dico io che non so scrivere! E non sapevo che voleva dire avere un blog quando lo ho aperto e non sapevo che sarei durata cosi tanto… Tipo 8 mesi!
        Ma poi ho scoperto ol mondo che c’è dietro e tutti voi! E mi piace scambiare opinioni ed è anche un modo di crescere ed arricchirsi! Poi ovvio che come nella vita e nelle comitiva hai piu affinita con qualcuno, ma tutte belle persone, almeno virtualmente ovvio. Poi magari fuori siamo serial killer! 😁

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        1. Io non credo che si possa nascondere più di tanto quel che siamo davvero. Anche nei post più infiocchettati e profumati puoi trovare l’anima di chi lo ha scritto e quella non mente. Anche le sole foto senza testo dicono tanto dell’autore. È un po’ quello che dicevo ed anche questo un modo per arricchirsi.
          Ti vedo bene comunque come serial killer…

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        2. Giorno! Io neanche credo si possa nascondere. Anche perche se non si è veramente cosi poi tutto finisce come una bella bolla i sapone. Bisogna anche vedere cosa si mete dentro ai post… Se si parla di se o di altro… E i blog che a me piacciono di piu dove si trova il confronto scono quelli in cui si parla di se e di esperienze vissute, che arricchiscono! E sono quei blog di cui non perdo un post, perche mi trovo bene coi loro “padroni” 😁
          Altrimenti si rimane in un livello un po asettico!
          Uh ho un sacco du coltellacci io!

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        3. A me piace anche leggere (quando riesco, cioè mai ultimamente!) chi scrive storie che non per forza sono personali o reali ma anche inventate, di fantasia o riferite ad altri. E’ bello proprio leggerle, anche se non dicono niente dell’autore, a parte il fatto che sappia scriverle. Poi è vero, in un modo o nell’altro ci si arricchisce e il confronto è sempre il modo più piacevole di scambiare due chiacchere.

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  5. bellissimo quello che dici e come lo dici. Non è una sorpresa ritrovarti, per un motivo semplicissimo: quei passaggi che fai, almeno per me, rendono impossibile dimenticare che tra i siti/blog che seguo ci sei e ci sei riconoscibile, cioè con una tua presenza specifica che, appunto, non si fa dimenticare.
    Il tuo articolo, tra l’altro, mi ha fatto riguardare tutto il mio di percorso della scrittura e presenza in rete: percorso diverso dal tuo per alcuni aspetti. Ora sono un po’ stanca per scriverne qualcosa e confrontarsi, magari un giorno lo farò con un articolo che stavo pensando, ma… un giorno, quando si vedrà 🙂
    Alla prossima!
    buona notte Topper Harley/Alessandro

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    1. Mi fa piacere che una persona amica apprezzi le mie parole. Come nella vita, credo che ognuno di noi affronti un proprio percorso il quale, nel tempo e nello spazio, si interseca con altri fino a creare qualcosa di molto simile all’amicizia. Ci si può anche non incrociare per giorni o mesi ma, nonostante le apparenze, abbiamo una nostra identità e ritrovarsi e confrontarsi o scriversi o qualsiasi altra cosa qui, a quel punto, è facile e piacevole.
      Quando scriverai quell’articolo avvertimi, non voglio perderlo!

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      1. Ah, per l’articolo mi sa che rimando all’anniversario del mio sito… Una cosa estiva 😉
        Per il resto sono perfettamente d’ accordo con quello che dici!
        Ci si tiene sempre d’occhio e, in fondo, non ci si perde mai, a ogni buon segno è sempre interessante rtrovarsi
        Una buona serata, dunque, e alla prossima!

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        1. Non c’è alcuna fretta, scrivi quello che vuoi quando vuoi, non devo essere di certo io a dirtelo. Sarò curioso di leggere come sei arrivata qui.
          Buona serata a te, anche se sono passati due giorni nel frattempo!

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    1. E tu stai scavando nella mia! Ammazza che hai tirato fuori… Altervista addirittura. Sai che forse forse i mio primissimo tentativo di blog è nato lì?
      Il 56k poi, come dimenticarlo? Quando ci mettevi tre giorni per scaricare un mp3!

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  6. nel 2003 ho cominciato anch’io, mossa da un’esigenza simile, a scrivere su un blog, ma si trattava di libero, simile a splinder.. il tuo post lo sento così vicino, le persone che ho ‘incontrato’ in quel blog sono in buona parte rimaste nella mia vita, e le considero tra le persone più care che ho accanto.. Una vera famiglia, che altri blog aperti nel corso degli anni non mi hanno mai dato. grazie per avermici fatto ripensare! ah, nick fantastico! 😉

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    1. Quindi conosci Topper Harley? Eh eh! E anche tu blogger di vecchia data, vedo. Mi piace che scrivi “accanto” perché questa è una della caratteristiche più belle del blog: le distanze fisiche si annullano e puoi sentire vicine persone che non solo vivono da tutt’altra parte ma perfino che non hai mai incontrato. Amici a tutti gli effetti.

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      1. si, è effettivamente uno degli aspetti più belli di tenere aperto un blog per del tempo.. conoscere persone che sanno tutto e niente di te ma che magari quel tutto che sanno è più ricco di ciò che persone con le quali vivi da anni a stretto contatto possono sapere! 🙂 a presto!

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        1. È che ci sono diversi livelli di conoscenza e ognuno li interpreta a proprio modo. Trovo gente che si tranquillizza su chi sono se gli do il mio cognome (tra l’altro come se non potessi inventarlo) mentre non considera tutto quello che da anni scrivo di me e pubblico. Una lettura attenta (che poi è anche segno di un vero interesse) diventerebbe praticamente tutto su di me…

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        2. si, direi che è soggettivo, io al contrario di solito meno dettagli identificativi so più mi sento a mio agio nel raccontarmi! quella del cognome mi fa riderissimo, c’è gente che si spaccia addirittura per un sesso differente, figurarsi se non si inventa eventuali cognomi, età, residenza… 😄

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        3. Per me è abbastanza indifferente che uno si presenti con un nome reale o con uno di fantasia o che non si presenti affatto, come quei blog che hanno un titolo e non è chiaro chi ci sta dietro. Non è una cosa importante perché un rapporto di questo tipo si può comunque coltivare bene.
          A lungo andare credo che comunque certe cose si capiscano, si inquadra la persona che hai di fronte, anche se non sai come si chiama…

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    1. Io, io, io… anche io sono un minchion-blogger! 🙂 Comunque il pezzo è bello perchè molto “sentito”. Io mi son chiesto spesso perchè son qui… e cosa c’entro, dato che sono così distante dalla media di chi scrive. Dovró scriverlo… la ragione più semplice peró è che mi diverto come quei signori maturi che hanno la passione per i trenini o le macchinine della polistil…

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      1. E qual è la media di chi scrive? Chi ci misura? Io so che quando scrivi lo fai benissimo con storie o racconti mai banali. Ma se anche non fosse così nessuno può giudicare la tua presenza. Stiamo bene qui perché ci esprimiamo come e quando vogliamo, sempre con rispetto e questo basta ad alimentare la passione per questo mondo.
        PS: Il minchion-blogger n.1 è Romolo, eh.

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  7. Ogni blogger ha la sua storia, il suo inizio, la sua continuazione e anche la sua fine, perchè capita di finire o di rallentare così tanto che è già fine. E le volte che è successo alle persone che seguivo, è stato un dispiacere reale, a riprova del legame che si instaura nella condivisione virtuale, e solo virtuale. Capita anche di stancarsi, di perdere interesse, di trovarsi nell’impossibilità di curare il blog per cose di vita. E succede di ritrovare la carica e l’entusiasmo per riprendere questa bella avventura che è il blog. Beh, questo te lo auguro e lo auguro anche a noi che ti leggiamo. 🙂

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    1. Il bello è proprio la mancanza di paletti che ti dicono cosa fare e quando. Posso anche stare due mesi senza scrivere – e l’ho fatto – ma non penso di abbandonare. A volte non ci va, a volte non abbiamo tempo, a volte semplicemente non abbiamo nulla da dire. Funziona un po’ come le tutte cose che facciamo, l’importante è che non diventi una costrizione. Gli stessi auguri li faccio a te e anche quelli di buon anno.

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  8. Ricordo quando lessi la prima volta un tuo commento sul diario di un amico in comune. Mi sembrasti simpatico e interessante. E poi, con quello pseudonimo! Io sono un ammiratore sfegatato di tutta la saga di Hot Shots. Sono felice di averti inviato la richiesta di amicizia: sei una delle quattro/cinque persone di Facebook che valeva la pena seguire.

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    1. Ti ringrazio per queste parole. Hanno un peso diverso, perché noi ci conosciamo tramite FB dove i rapporti sono di altro tipo e non sempre facili da approfondire. Certo che poi condividere la passione per Hot Shots è un’ottima base per qualsiasi amicizia!

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  9. Topper … io ti abbraccio, in silenzio con una lacrima, mia. Ti abbraccio come si fa nei film, con la rincorsa. Perchè questo post è meraviglioso, tu sei una bella persona, il tuo viaggio mi è di ispirazione … e Splinder è stato la mia culla. E “solo io” io cosa hai portato a galla con queste tue parole. Grazie. Buona continuazione di viaggio nel 2016.

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    1. La lacrima facciamola scendere in silenzio, l’abbraccio no, non può essere silenzioso il tuo. Non so cosa ho portato a galla, spero non siano brutti ricordi. TU sei una bella persona e sono felice di poter condividere un pezzo di strada con te.

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  10. Ceravamo su Splinder e ci siamo ancora, qui. Leggevo con avidità ogni singolo rigo di quella tizia e ogni volta mi domandavo come avesse fatto ad averti mollato. Pazza. Soffrire per amore e scriverlo e’ terapeutico, tira fuori l’anima di ognuno. La tua e’ speciale.
    Abbraccio
    Mariagrazia

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    1. Tu sei proprio una di quelle persone amiche che sono ancora qui dopo tanti anni. Ed è sempre un piacere. Ricordo i tuoi commenti a certi miei post e ricordo che ho preso forza e coscienza anche da te.
      Quella tizia non era pazza come io non sono speciale. Siamo persone, persone normale e quello che ci capita, bello o brutto che sia, è la vita anche quando non lo accettiamo.
      Un abbraccio enorme.

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  11. che dirti, mi piace sempre quel che scrivi anche questa confessione di primo dell’anno. Il blog in fondo siamo noi, anche quando scherziamo o piangiamo, dietro la facciata o il nik c’è un’anima nuda che si confessa tra le righe. Buon anno amico, spero di seguirti ancora per un po’ di anni, anche perché se potrò seguirti significa che ci sarò ancora, è una speranza un po’ egoistica la mia, ma in fondo è anche perché ti apprezzo! Ciao! buon 2016!

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  12. Io avevo iniziato da Splinder e da Splinder sono sbarcata su WP, ma il mio blog splinderiano è sigillato e quello attuale non contiene i vecchi post; io ti ammiro tantissimo per il continuum che sei riuscito a dare al tuo blog – e alla tua vita, ovviamente. E per il coraggio di lasciare andare Topper Harley e ritrovare Alessandro. Sei un grande, te l’hanno già detto ma io te lo ripeto.
    Buon 2016, a te ed alla tua bellissima lei.

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    1. Ma quanti siamo ad essere nati su Splinder? Non ho proprio sbagliato a dire che era davvero una grande famiglia. Se sono qui, se scrivo ancora, se Topper Harley è diventato Alessandro è grazie a quelli come te.
      Buon anno, anche se in ritardissimo!

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  13. Hai fatto tantissimo invece! Ci hai parlato di te, ironico e pungente. Di lei e di altre e dei tuoi grandi amori di oggi. La tua donna e la tua grande passione. Auguri per questo nuovo inizio che possa non conoscere una fine!!! Grazie! Commossa.
    In alcuni brutti momenti tutto sembra perso ma poi…guardati dopo anni, voltandosi all’indietro, ci accorgiamo che si sono tramutati in esperienze e che nulla e’ vano. A presto! Con affetto virtuale. Nadia.

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    1. Ma grazie a te! Conosco fin troppo bene quei brutti momenti e io per primo sono contento di essere cambiato e di aver fatto tesoro di una brutta esperienza. Fa parte comunque della vita e tutto sommato, come dicevo, ci sono situazioni ben peggiori da dover affrontare.
      Sei un’amica recente ma ti apprezzo già per la tua sensibilità. Ah, tanti auguri anche qui per il tuo compleanno!

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  14. A me é sempre piaciuto come scrivi….all’inizio trovavo difficoltà: enigmatico, chiuso…non so…
    Poi la svolta, improvvisa…
    Ho seguito con molto interesse i tuoi viaggi…ma quello in Africa é stato il più emozionante….

    Ti penso felice e così vorrei e ti auguro, di continuare
    Auguri a te al Voi bellissimo che costruirete

    Auguri
    .marta

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    1. Tutto questo, detto da te, è fantastico. Perché ci sei da tanto tempo e dimostri di conoscermi. Capisco quella fase “enigmatica”, era voluta perché in fondo di vergognavo di rendere pubblico quello che stavo passando e cercavo di nascondermi tra le righe. Poi sono cresciuto, semplicemente. Prima ancora di raggiungere un certo equilibrio.
      L’Africa mi ha segnato, sai bene quanto. Cercherò di impegnarmi lì finché ne avrò la possibilità.
      Grazie Marta, un abbraccio.

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    1. Sono ancora nei tempi per augurarti buon anno? Spero di sì!
      Il mio comunque non è un post riciclato. L’ho pubblicato il primo gennaio ma, parlando di anno scorso, intendevo dire che l’ho scritto il giorno prima. In ogni caso, va bene tutto purché si scriva lontano dai geyser…

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    1. Mi pare di ricordare che abbiamo parlato di Splinder e non so come ringraziarti per le parole che ogni volta spendi per me. Imbarazzano ma fanno anche piacere.
      Non ho riciclato un post, ho solo detto che l’ho scritto l’anno scorso, cioè il giorno prima di capodanno… ma in effetti cosa cambia? Nulla.

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  15. Ciao.
    Mi riconosco parecchio nelle tue parole.
    Anche per me il blog è stato terapeutico.
    Soffrivo di depressione, ed iniziare ad avere questo tipo di interesse – e di sfogo – ha dicerto aiutato la mia psiche a risollevarsi.
    Il piacere per la scrittura è nato piano piano, ed ancora devo capire pienamente fin dove io possa arrivare. Io nasco come matematico, adoro i numeri e mi sono laureato in statistica… mai avrei pensato che avrei trovato nella scrittura un piacere così intenso.

    K!

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    1. Non sei il primo che mi dice questa cosa, ho altri amici che hanno iniziato a scrivere per lo stesso motivo. E pare che sia stato molto utile. Non so se bisogna darsi per forza un traguardo in questo caso, io prenderei la penna o meglio, la tastiera e mi lascerei andare. Ma è chiaro che parlo per me, è giusto che ognuno sfrutti questo spazio come meglio crede.

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      1. Ciao TH.
        No, io non ho nessun traguardo.
        Sono contento se qualcuno mi legge, e cerco lo scambio di opinioni.
        Seguo con interesse alcuni blog e, ti dico la verità, non mi considero assolutamente un ‘blogger’. Io lo vivo come un diario (aperto) dove scrivo di me, dove sviluppo un po’ i miei pensieri e dove ogni tanto sparo qualche cazzata.

        K!

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        1. E’ una bella riflessione quella sull’essere blogger, l’avevo iniziata in questo post e l’avrei approfondita se non fosse diventato troppo lungo. Anche io non so più se definirmi blogger, perché i blogger oggi sono figure quasi professionali, appassionati, autori che curano il blog e lo aggiornano costantemente. Io scrivo due o tre volte al mese se va bene. Credo di viverlo come te, ci scrivo quando ne ho voglia e “chiacchero” quando posso, seguendo ciò che mi piace e interessa. Le cazzate non devono mancare mai!

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  16. Sono stata su Splinder per un anno e sono letteralmente scappata perchè ero perseguitata da una pazza megalomane.Sono arrivata su Worpress ed ho avuto 3 bellissimi anni ,ma siccome le cose belle non durano pure qui ho avuto a che fare con un altro squilibrato,stanca di tutto ciò ho cancellato tutto ! Adesso no intendo più interagire con nessuno ,scrivo e pubblico le mie banali recensioni e non soffro e piango più a causa di gente che neppure conosco.

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    1. Purtroppo c’è tanta gente malata sul web che si sente protetta dal monitor e si crede libera di poter fare ciò che vuole senza rispetto alcuno. Il problema lo hanno questi individui, prima ancora di noi che veniamo presi di mira. Anche io ho qualche esperienza del genere. Gira ancora una persona, palesemente instabile, che ogni tanto lascia commenti tanto pesanti e offensivi quanto stupidi. Io la blocco, i commenti finiscono in spam e il problema è risolto. Nemmeno devo leggerli. Capisco comunque cosa intendi e immagino a quale livello di esasperazione ti abbiano portato per decidere di chiudere. Come dici, ci sono anche bellissime cose però, quei tre anni lo dimostrano.

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      1. Vedo che hai capito benissimo !
        Però questi individui tante volte hanno un certo pubblico ancora più malvagio
        e cattivo di loro che addirittura arrivano ad insultare,minacciare e ad offendere senza aver capito una mazza !!
        Sapessi con quanti di loro avrei voluto sciacquarmi la bocca e dir loro quello che veramente sono,ma ho preferito non abbassarmi al loro infimo livello e ho cancellato tutto!

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        1. La migliore risposta è ignorarli, anche perché con gli stupidi non si può dialogare, non arriveresti mai al loro livello nemmeno con tutti gli insulti del mondo. Cancellando il blog è come se gliela avessi data vinta. Ma, ripeto, ti capisco.

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  17. Mi ricordo molto di te. Di quando ti ho lasciato il primo commento e il primo messaggio. Di tutto quel nero e rosso, che se non amavi Topper abbastanza nemmeno ti ci mettevi a leggere. Ricordo molto di me. Sono una persona molto strana che preferisce allontanare tutti per non rischiare di perdere qualcuno. Ma ti guardavo, da lontano. Vi guardavo. Meriti ogni istante di tutte le istantanee che si susseguono nel tuo cuore e nel suo. Meriti ogni respiro a fior di pelle e ogni abbraccio. Meriti ogni litigio e ogni riconciliazione. Meriti ogni notte trascorsa ad aspettarla con la luce accesa e ogni libro lasciato sul suo comodino perché lei lo legga. Meriti la vita migliore che c’è. Meriti che il sogno si realizzi ogni mattina. Ancora. E ancora. E ancora.

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  18. Io ho iniziato su Giovani.it, per una delusione d’amore.. poi sono passata a Splinder, a Blogspot e infine qui. Non ho mai smesso di scrivere. Sono cambiata tanto, rileggermi mi regala sempre emozioni contrastanti. Passo di qui per la prima volta ed è bello conoscerti attraverso queste righe! A presto : )

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    1. Perdonami se rispondo solo ora, è un periodo particolare. Solo ieri sono riuscito a scrivere un altro post!
      Penso che alla fine l’importante sia proprio continuare a scrivere, non necessariamente su un blog. Qui però, a differenza di un diario, c’è la possibilità di confrontarsi e conoscersi, il che è un aspetto magico, direi.
      Piacere di conoscerti quindi, verrò a trovarti presto.

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      1. davvero è stato bello, e mi sono tanto pentita di non aver salvato il mio blog di splinder da nessuna parte. ma chi scrive non smette mai davvero, e quindi ho semplicemente cambiato (per l’ennesima volta…) piattaforma: ora sono su tumblr. riprendo a seguirti con gioia e spero tu stia bene 🙂

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        1. Periodo d’oro per noi piccoli blogger che non volevamo altro che scrivere.
          E’ un piacere ritrovarti, proverò a seguirti su Tumblr anche se lo frequento pochissimo…

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